Figli, famiglia, lavoro, società / “Quel che penso e che vorrei condividere…”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Sono il dott. Roberto Cavana.  Ci conosciamo già per lettere e commenti legati ad una mia istantanea “carriera politica”. Vi scrivo ora chiedendo la pubblicazione delle mie vicissitudini sperando di avere tanti commenti in modo di capire cosa sta succedendo a me e all’Italia in generale. Premetto che nella vita sono stato sempre tanto fortunato: genitori che mi hanno insegnato molto, vari personaggi che mi hanno aiutato in modo fondamentale e vari altri personaggi che hanno fatto di tutto per ostacolarmi e rendermi la vita impossibile con manovre che poi si sono rivelate “trampolini di lancio” in positivo.

“Non tutto il male vien per nuocere”. Da qualche giorno lo ripeto a me stesso sperando che si avverino “magie” come nelle volte passate.

Sei figli di cui due laureati e già in attività lavorativa nel settore per cui hanno conseguito la laurea. Il terzo, fresco di laurea in architettura, ha iniziato a lavorare il 13 agosto presso uno studio di architettura a Colonia in Germania. Anche in questo caso sono stato fortunato se considero che due miei amici hanno i figli rispettivamente in California ed in Australia! Proprio la scorsa notte sono rientrato da Colonia perché volevo togliermi qualche preoccupazione circa la sua situazione logistica. Continuo a ripetermi che…Naturalmente tutto ciò gli farà sicuramente bene (mettere il naso fuori dai confini a 27 anni può solo essere positivo!); conoscere nuovi orizzonti, culture diverse, modi di lavorare diversi, ecc. Tutti bei discorsi. Tuttavia durante questi tre giorni passati a mangiare stinchi di maiale e kartoffeln mi sono fatto varie considerazioni e posto interrogativi a cui probabilmente riuscirò a rispondere fra vari anni. L’unica prospettiva di lavoro attuale era a Modena presso uno studio professionale per la cifra di 500-600 € al mese (contro i 1500 mensili che guadagna in Germania) e quindi sorge spontanea la domanda: “A parità di stipendio mio figlio si sarebbe trasferito in Germania?”. Può darsi di sì; pur tuttavia non ha avuto la libertà di poter scegliere (e questo non porta certo lustro al nostro sistema statale). Inoltre penso che tutti i genitori si immaginano degli scenari futuri per  i figli, scenari che magari non si avvereranno mai, ma tuttavia è normale che un genitore si faccia “qualche viaggio mentale”. Io me ne sono fatto qualcuno. Quello più bello, sereno e gratificante è il seguente: lui si trova bene in Germania, gratificato dal punto di vista lavorativo, trova una fidanzata/moglie per cui si sistema anche dal punto di vista sentimentale. Con questo scenario io devo solo sperare che Ryanair non fallisca, anzi continui a vendere biglietti aerei a tariffe inferiori a quelle che occorrono per andare in treno da Reggio Emilia a Roma. L’altro scenario è che l’esperienza tedesca non funzioni e che l’architetto debba ritornare entro i confini natii alla ricerca di qualche attività per campare, magari associando qualche psicofarmaco per combattere una depressione e/o un’insoddisfazione cronica generata dalla stantìa situazione della società italiana.

(Forse ho in mente un rimedio a questo scenario fallimentare: abbronzarsi un po', la barba da talebano ce l’ha già, fingiamo uno sbarco su una qualche costa del sud Italia e – Salvini permettendo – lo facciamo mantenere da qualche cooperativa – ne ho visti alcuni accompagnati a visita medica da mediatori culturali, nel caso non dovessero “comprendere l’idioma”; tanto ci mettono anni ad accorgersi che non scappa da guerre!).

Purtroppo mi sono accorto che situazioni come quella descritta ce ne sono tante. Girando il mondo mi sono accorto che questa bella Italia ha colonizzato il mondo (non scherzo): basta vedere nel mondo cosa è targato “Italia” (o cosa è derivato da prodotti con targa “Italia”): arte, cultura, moda, tecnologia, medicina, gastronomia, cinema, teatro, musica, ecc. Abbiamo esportato e continuiamo ad esportare tutto questo; attualmente esportiamo un numero considerevole di “cervelli”, il fior fiore dei nostri giovani nati e cresciuti nelle nostre millenarie università, li mandiamo in giro per il mondo ad arricchire culturalmente e scientificamente altri popoli, senza che questi giovani talenti possano volontariamente poi rientrare (per ragioni prettamente legate ad un miope - è un eufemismo - sviluppo  economico) nella loro bella Italia.

E da genitore/cittadino voglio esprimere  un’altra considerazione. Da circa 10 anni verso annualmente allo Stato circa 80000 € di Irpef e 16000 € di Enpam (la cassa pensione dei medici), senza contare altre tasse (vi dico quelle che mi ricordo): Irpef regionale, Irpef comunale, Ici, bolli auto, tassa televisione, super bollo sui depositi bancari (lo sapete che dopo avervi trattenuto o aver pagato le tasse secondo le aliquote Irpef se risparmiate soldi e li avete in banca in c/c, titoli, fondi, ecc. vi asportano anche un super bollo in proporzione a quello che avete in deposito?). Ebbene dopo vari anni di sacrifici (non me lo potete negare: 6  figli,  3 lauree sudate senza sussidi statali) sarei stato molto gratificato dal fatto che lo Stato avesse potuto mettere in condizione mio figlio di scegliere liberamente tra rimanere  a lavorare in Italia (con uno stipendio congruo) oppure andare all’estero per lavoro. Invece mi trovo che lo Stato investe risorse (a cui ho contribuito anch’io… vedi cifre precedenti) in personaggi arrivati sul nostro suolo non si sa come nè perché, non si sa con quali iniziative culturali e/o professionali, che vengono anzi a “fare casino”, si lamentano se lo Stato che li accoglie non fornisce loro cibo di loro gradimento (vedi  insurrezione, mi sembra proprio a Reggio Emilia, per pasta con erronea cottura), soggetti che dicono di fuggire dalla guerra ma che poi si lamentano se non c’è il wi-fi (si dice così?); personaggi che, nonostante accolti in strutture per richiedenti asilo, vengono “pizzicati” durante spaccio di stupefacenti; personaggi che, evidentemente abituati nelle loro culture a pratiche di “fecondazione  della terra” si rendono partecipi di reati quali abusi sessuali e/o stupri, personaggi che come “mine vaganti” si muovono sul nostro territorio nazionale senza dimora, senza un obiettivo lecito e da cui ti devi difendere affinchè non vengano in brevissimo tempo a distruggere quel patrimonio non solo economico ma soprattutto sentimentale, famigliare e di affetti  che ognuno di noi ha e continua a costruire giorno per giorno con costanti sacrifici e fatica.

Concludo dicendo che se non avessi ancora molto da fare per i miei figli me ne andrei anch’io. Modestamente, con il lavoro che so fare qualche sistemazione nel mondo in cambio di vitto ed alloggio sicuramente la troverei.

Torno a ripetermi “non tutto il male vien per nuocere”: sarà sicuramente un’esperienza utile e formativa per mio figlio; ho speranze anch’io per stinchi e kartoffeln (Ryanair permettendo), ma lasciatemelo dire: la delusione è tanta! Io ho altri 3 figli da “sistemare”. Forse dovevo usare un altro verbo. Io ho altri 3 figli da “proteggere” sia moralmente che economicamente. In questo lavoro non vedo tanti alleati (forse le famiglie che hanno le mie stesse preoccupazioni ed obiettivi)… non certo le istituzioni.

Se avete voglia  scrivetemi, magari questo serve a non sentirsi completamente isolati!

Grazie della vostra cortese pazienza ed attenzione.

(Dott. Roberto Cavana)

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2 Commenti

  1. Avevo già scritto… ma purtroppo non capisco perché non pubblicano. Grazie dott. Cavana, diagnosi perfetta al dettaglio… Mi sento meno sola in tutto questo schifo… Anch’io, come lei, sacrifici e privazioni oltre a tante tasse… come del resto i miei genitori a suo tempo… per permettere un futuro ai miei figli… uno si è brillantemente laureato… e ha scelto un futuro in una grande banca… quindi trasferimento in una grande città, costi, ecc… per poi capire che delocalizzavano… e lo avevano assunto per prendere fondi europei… A questo punto si licenzia e trova un altro lavoro… ma con uno stipendio più basso e i costi di una grande città… Uno schifo… un’Italia che fa ammalare le persone oltre che buttare tutto al vento… mia figlia studia anche lei… ma capisce che si troverà come il fratello… solo follia pura… Sfiducia totale… togliamo dall’Italia il marcio che vuole questo!!!

    (Anna)

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  2. Gentile dott. Cavana, da genitore condivido le sue preoccupazioni. Le cito qualche dato: l’Italia è stata la quarta economia del mondo, prima al mondo per risparmio privato e tasso di crescita su quarant’anni di media, con un rapporto debito/PIL sotto il 60% (fino al 1980, poi c’è stato il “divorzio” con la Banca d’Italia e sono saliti i tassi). Poi sono arrivati Maastricht, e poi l’euro, cioè la competizione liberista con i paesi europei, basata sull’esportazione, a danno del mercato interno, a carte truccate a loro favore. Poi è arrivato il “Fiscal compact”. Come siamo messi oggi? Per essere “competitiva” nelle esportazioni, l’Italia dovrebbe tagliare gli stipendi (quindi anche pensioni e welfare) del 20%. Per ottenere il pareggio di bilancio, deve spendere meno di ciò che incassa con le tasse, cioè togliere risorse dal circuito economico e frenare la crescita. Per mantenere in attivo la bilancia commerciale, deve togliere i soldi dalle tasche degli italiani, con le tasse sugli immobili, così che non importino, a debito, beni stranieri. È un massacro sociale, le cui conseguenze sono da lei ben descritte, e la prima e più preoccupante è l’emigrazione di 500.00 giovani diplomati e laureati in questi ultimi anni. È il futuro di una nazione che se ne va. L’altra, più evidente, è l’incremento della povertà, cinque milioni di poveri. Che altro dire?

    (Commento firmato)

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