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Fuga in Appennino: una proposta turistico-salutare per chi ama conoscere ed attraversare le montagne

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Nelle città l’afa, lo smog e la fretta sembrano non dar tregua, così l’associazione dell’alpinismo lento suggerisce agli amanti del turismo verde, delle belle camminate in quota, sull’Appennino Tosco Emiliano. Dove è possibile stare al fresco, praticando delle attività salubri e piacevoli.

Con l’ultima attività di alcuni suoi associati, Mangia Trekking ha voluto proporre agli appassionati della montagna, uno storico percorso che attraversa alcune delle località naturali ed incontaminate, più belle dell’intera cordigliera Appenninca. In un territorio tutto Emiliano, ricco di storia e tradizioni.

Dal passo del Lagastrello al passo del Cerreto con ritorno. Una proposta interessante anche per trascorrere i fine settimana in montagna. Si tratta di un attraversamento appenninico, che si realizza camminando per circa sei-sette ore al giorno, per due giorni, tra prati e faggete, incontrando laghi, anfiteatri naturali di origine glaciale e sorgenti.

L’esperienza degli estimatori dell’alpinismo lento fra distese di mirtilli e lamponi, è iniziata al passo del Lagastrello, ed è proseguita verso il lago di monte Acuto, e da questo verso la valle Liocca, nel prato di origine glaciale dei Ghiaccioni. Risalita la quale, i camminatori dopo aver attraversato il passo di Pietra Tagliata, sono discesi alle sorgenti del fiume Secchia nel “prataccio”, il meraviglioso anfiteatro naturale anch’esso di origine glaciale, da cui proseguendo per il passo dell’Ospedalaccio, hanno raggiunto il passo del Cerreto. Dove hanno fatto una piacevole e bella sosta di fine giornata.

Presso la base logistica per escursionisti e “porta del Parco Nazionale” di Loriana Giannarelli, con una serata allietata anche da un ricco pranzo a base di tipiche specialità della cucina di montagna. Il mattino seguente nuovamente in cammino il gruppo con un percorso leggermente diverso, ha diretto per il passo del Lagastrello.

E nello spirito migliore dell’alpinismo lento, che vuol valorizzare i significativi avamposti della montagna e l’enogastronomia dei luoghi, durante il percorso, gli amici del Mangia Trekking hanno fatto un’altra piacevole sosta al lago Acuto, presso il Rifugio, gestito dall’infaticabile Adriano insieme al figlio Elia, che per gli amici di Mangia Trekking avevano preparato una graditissima zuppa ed una squisita polenta. Proseguono così, in montagna, le attività e le proposte dell’associazione Mangia Trekking indirizzate a tutti gli appassionati di quel trekking Appenninico fatto di sport e natura, ma anche di cultura , tradizione ed enogastronomia .

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