La Procura: “Petroni faceva versamenti su conti a lui riconducibili”

Trutta Ina Assitalia: il giorno di giugno del 2005 quando al Bismantova si svolse l'incontro con le associazioni dei consumatori e la vasta platea dei truffati

Avrebbe incassato soldi inducendo clienti a versare su conti privati, rilasciava documenti fasulli o incompleti, stipulava false polizze, riceveva versamenti in contati che tratteneva per sé.

Se confermato quanto emerso dal decreto di notifica pubblicato in questi giorni è impressionante il sistema di truffe e raggiri che avrebbe messo in pista il castelnovese Sergio Petroni, che all’epoca della vicenda tristemente nota era agente della compagnia Ina Assitalia.

Complessivamente le “persone offese” citate dalla Procura della Repubblica sono 117 (compresa la stessa Ina Assitalia): il processo prenderà il via il prossimo 12 novembre al tribunale di Reggio, nell'aula bunker del processio Aemilia.

Nelle citazioni emesse dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia (www.procura.reggioemilia.giustizia.it e anche sul sito www.giustizia.it alla voce "avvisi e notifiche") sono citati i nomi e anche le somme versate. Tra le persone coinvolte pensionate, artigiani, commerciati, della montagna, ma anche di fuori provincia.

La vicenda prese il via nella primavera del 2015 quando, in un primo momento, si parò di un milione di euro sottratti a risparmiatori che venivano attirati a realizzare polizze che, a volte, erano del tutto inesistenti per quanto citassero Ina Assitalia, quando invece comportavano versamenti su conti privati riconducibili a Petroni. Il miraggio era quello di rendimenti favolosi dal 4.50 al 5,93%. Le cedole che lo stesso alle volte rilasciava, altro non erano che una parte del capitale versato e che gli ignari clienti non avrebbero mai più rivisto. Il conto dei soldi spariti, però, è salito a oltre 10 milioni di euro e, per questo, si parla della truffa più grande d’Italia. Ad oggi, anche grazie al lavoro delle associazioni di consumatori, sono solo 3 i milioni recuperati.

Nel decreto di citazione a giudizio della Procura, Sergio Petroni è imputato appunto del reato di truffa, prima come socio amministratore della Petroni Gaetano & Figli snc, poi quale collaboratore di Maurizio Petroni, nuovo titolare del contratto di sub-agenzia.

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