Sempre vinti sempre ribelli. Silvano Scaruffi e gli Staindubatta raccontano di spietata fucileria montana

Sempre vinti sempre ribelli è il titolo dello spettacolo che gli Staindubatta (musiche) e Silvano Scaruffi (letture) presentano sabato 22 settembre al teatro Mantellini di Villa Minozzo alle ore 21.

Non sono un Longobardo pentito né un apostolico Romano, sono di un'altra genus.

Son panteista montano, lecco rospi e secco muscaria in sacre coppelle che scavo sui massi.

E poi canto, con la voce degli antenati, degli ancestri.

 (Baruk il mago)

Silvano Scaruffi

Nel centottantasette a.c. le legioni Romane guidate dal Console Caio Flaminio, risalirono l’Appennino per aprirsi una via verso il mare. Di là dal Passo, il console Marco Emilio Lepido e i suoi legionari conquistavano la valle del Serchio facendoglisi incontro. Ma i contingenti armati dell’Impero incontrarono formidabili resistenze tra le tribù montane di crinale, arroccate e indomite.

Furono anni di guerre, almeno undici battaglie.

I clan montani attaccavano i campi Romani per poi rifugiarsi sulle vette più scoscese, il monte Leto, il monte Balista. L’esercito montano si consolidava in un'unica grande tribù: Veleati, Lunati, Apuani, Friniati. Calavano a valle saccheggiando, per poi dileguarsi nel folto dei boschi, nei valloni più scoscesi. Milizie di fanteria leggera, rapida e invisibile. Un esercito costituito da una fazione che combatteva e una che incitava i guerrieri intonando furenti canti.

Roma inviò nuovi contingenti, e poi altri ancora, per sottomettere i montani.

E in quei tempi, ne deportarono più di settemila, nel Sannio, e molti montani, piuttosto che finire in catene si lasciarono schiantare dagli Schiocchi, altri, sottomessi, nudi e disarmati, furono abbandonati nella foresta perché le belve li sterminassero.

Staindubatta. Foto Musicraiser

Ma non finì così.

Siamo ancora vivi, perché siamo deriva.

Siamo ancora qua perché siamo tradizione, e la tradizione è rivoluzione permanente.

“Sempre vinti sempre ribelli” trae sostanza da frontiera, colonizzazione, deriva, solchi entro i quali da secoli agonizza la vita di crinale.

“Sempre vinti sempre ribelli” è singulto schizofrenico di ciò che è rimasto, sperversa fucileria montana, cenere, macerie del tempo.

“Sempre vinti sempre ribelli” è altresì alchemica combinazione di armonie e parole, di qua e di là dal Passo in spettacolo montano, suonato e rivelato.

***

Federico Bragaglia, alla batteria e alle tastiere, è la colonna portante del gruppo Staindubatta, che in garfagnino vuol dire "dove lo metti sta", sia per esperienza professionale sia come ideatore del progetto. Nei tre ragazzi, suoi ex allievi alla Scuola Civica di Castelnuovo di Garfagnana, ha trovato il corrispettivo giusto per portare alla luce ciò che per anni aveva accumulato in termini di idee, musiche, sonorità. Di Alessio Vanni, di Piazza al Serchio, che si alterna a Federico alle tastiere e alla batteria, sono la maggior parte dei testi. Simone Tardelli, di Castelnuovo, interpreta con estrema naturalezza i pezzi e la sua voce diviene spesso un tutt’uno con la sua chitarra. Il basso è affidato invece a Emanuele Bertucci, ventenne di Pontecosi (fonte www.luccaindiretta.it).

Alcuni dei brani che suoneranno i Staindubatta durante lo spettacolo.

Macèe de Temp

 

Giènta

 

Coje

 

Cendora

 

 

 

 

 

 

 

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