Genitoni (M5S): “Per il Punto nascite è una farsa chiedere un nuovo parere tecnico. Ecco perchè”

Riceviamo e pubblichiamo.

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In riferimento agli articoli usciti in questi giorni riguardo alle sorti del nostro punto nascita non vorremmo assistere all’ennesima farsa pre-elettorale atta a gettare fumo negli occhi ai cittadini che presto saranno chiamati a votare per i consigli comunali e per il rinnovo del Consiglio regionale.

Sull’ondata emotiva suscitata dalla riapertura di alcuni punti nascita di montagna (esempio quello di Cavalese) si è tornato a parlare di nuove richieste di deroga da inoltrare al Comitato Percorso Nascita Nazionale (Cpnn) affinché riveda il suo parere riguardo la sicurezza del punto nascita di Castelnovo ne’ Monti per permettere alla Regione di riaprirlo.

Attenzione però che l’ospedale S. Anna di Castelnovo ne’ Monti non è più un ospedale di montagna indipendente come quelli per i quali sono state richieste le deroghe, ma da luglio 2017 è stato accorpato al S. Maria di Reggio Emilia, diventando un reparto distaccato dello stesso ospedale.

Non serve più nessuna deroga essendo che il S. Maria supera abbondantemente il numero di parti/anno e che il personale è adeguatamente formato per operare in piena sicurezza!

Non serve più nessun parere del Cpnl e neppure una revisione dei parametri da parte del Ministero (che in ogni caso prevedono già eccezioni concesse appunto a suo tempo a Castelnovo ne' Monti e successivamente a Scandiano), ma basterebbe una semplice riorganizzazione aziendale.

Infatti il Cpnl costituito con decreto ministeriale 12 Aprile 2011 come previsto dall’accordo Stato Regioni del 2010 da un parere di carattere tecnico in base alle documentazioni fornite. Tale parere è puramente consultivo, dato che solo le regioni hanno la possibilità di decidere se chiudere o mantenere aperto un punto nascita. Se non in conformità la Regione può decidere di investire risorse al fine di soddisfare i parametri minimi di sicurezza.

Quello che serve è quindi una decisione della Regione di riapertura immediata essendo venute meno le criticità evidenziate a suo tempo quando l’ospedale di Castelnovo ne’ Monti era un ospedale autonomo e non aveva abbastanza personale per coprire tutti i turni necessari.

Questo insistere sul volere fare una nuova richiesta di riesame non ha nessun senso se non per gli attuali amministratori di superare indenni le prossime elezioni, confondendo l’opinione pubblica ma senza volere veramente risolvere l’attuale situazione.

Tutti possono facilmente comprendere che una richiesta di parere del Cpnl (anche se allo stato attuale non serve per Castelnovo Monti) sortirebbe solo un esito negativo perché il punto nascita è stato smantellato, i macchinari ed il personale trasferito in altri presidi e la ginecologia h24 chiusa.

Se veramente si volesse richiedere un parere consultivo che abbia un esito positivo la Regione Emilia-Romagna dovrebbe quantomeno ripristinare le condizioni operative del periodo precedente la chiusura e colmare le mancanze che erano state evidenziate investendo nelle necessarie attrezzature ed in personale per avere anche il neonatologo h24.

Tutto questo non doveva succedere, c’era tutto il tempo per fermare questo ennesimo scempio ai danni della nostra terra ma è mancata la volontà di farlo e qualcuno, nolente o dolente, dovrà assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei propri cittadini.

 

(Massimiliano Genitoni, M5S Castelnovo ne’ Monti)

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