Via Fermo Favali, cavaliere della Repubblica e grande invalido: una intitolazione che aggiunge memoria al paese e orgoglio e coraggio ai suoi abitanti

Nel giorno che celebra la vittoria nella Grande Guerra e le Forze Armate, Casina ha intitolato una strada al cav. Fermo Favali, grande invalido della seconda guerra mondiale, protagonista di un doppio eroismo: aver strappato una bomba a mano già priva della spoletta dalle mani di un ragazzo perdendo nello scoppio le proprie e aver condotto poi una vita normale e straordinaria insieme fino alla vecchiaia, mettendo su una bella famiglia e una bella casa con la moglie Agata e quattro figli, riuscendo a gestire perfettamente l’unico bar di Leguigno.

Durante la seconda guerra mondiale, Fermo Favali, classe 1921, è militare da due anni in Jugoslavia, più esattamente a Susak, una permanenza gomito a gomito con i civili in una situazione di relativa tranquillità che lascia spazio anche a un po’ di relax al mare come documenta la bella foto che la figlia Alda tiene sul comodino. Poi l’estate del ’43 un gesto istintivo che la memoria ritrova come in un flash soltanto molti anni gli porta via insieme alle mani una parte di sé, come confida in un raro momento di confidenza alla nipote Gretha Fontanelli che durante l’intitolazione lo ha ricordato attraverso i racconti di Cristicchi “Mio nonno è morto in guerra”. Mesi e mesi di pensieri neri negli ospedali, da Fiume a Verona, poi al Rizzoli a Bologna con il prof. Scaglietti l’apprendimento di nuovi gesti che aiutano la rinascita e il ritorno a casa. Ausili ridotti al minimo per conservare sensibilità e tenacia, tanta tenacia.

Alla cerimonia erano presenti i 4 figli Chiara, Gianni, Alda e Roberta, il genero Silvano Domenichini,  i nipoti e pronipoti e tutti i parenti e molti paesani.

Dopo la benedizione del parroco don Carlo Castellini, i membri della sezione di Storia Locale Gianfranco Rinaldi e Giovanna Caroli ne hanno tracciato il profilo, quindi il  sindaco Stefano Costi ha scoperto la targa e tenuto la commemorazione, poi i primi passi lungo via Fermo Favali, cavaliere e grande invalido ma soprattutto grande esempio di vita.

Impossibilitato ad essere presente per impegni di lavoro, l'ex sindaco Carlo Fornili ha inviato un messaggio:

"Intitolazione meritatissima e attualissima proprio in un momento in cui nella nostra società sembrano essersi persi i valori della solidarietà, generosità e amore verso il paese. Ricordare figure come Piccio, farle conoscere ai giovani, aiuta a ricreare quel clima di fraternità e tolleranza di cui tanto abbiamo bisogno. Vi son vicino nel ricordo e nella gioia di questo importante giorno.
Da parte mia serbo l 'onore di aver consegnato a Piccio la prima medaglia d 'oro testimoniata da una foto che ho sempre davanti in una parete di casa mia a Reggio. Congratulazioni e buona festa a tutti. W Piccio, i suoi familiari e quelli che come lui hanno  vissuto la vita mettendo sempre davanti gli interessi dei più deboli e non i propri".

Via Fermo Favali, cavaliere della repubblica e grande invalido: una intitolazione che aggiunge memoria al paese e orgoglio e coraggio ai suoi abitanti.

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