Tenere alta la vigilanza contro le mafie: lo chiede il Presidente della Provincia

Giorgio Zanni nuovo presidente della Provincia di Reggio Emilia. Il momento della proclamazione

Con la sentenza del processo Aemilia non si è certo concluso l’impegno delle istituzioni, a partire dalla Provincia di Reggio Emilia, sul fronte della legalità.  “L’attenzione deve rimanere alta” è stato il leitmotiv dei giorni immediatamente successivi la sentenza del 31 ottobre e alle parole seguono ora i fatti, con l'incontro organizzato questa mattina in Provincia tra il presidente Giorgio Zanni, i sindaci di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo ed il pool di toghe attraverso i quali Palazzo Allende e i cinque Comuni si sono costituti parte civile al

maxiprocesso: gli avvocati Salvatore Tesoriero e Federico Fischer del Foro di Bologna ed il legale della Provincia Alessandro Merlo.

Proprio un focus sulla recente sentenza e sugli atti che conseguenti che andranno adottati sono stati al centro della riunione. “Si è parlato del cammino – che si preannuncia tutt’altro che agevole – da intraprendere per ottenere i 2,2 milioni totali di risarcimento assegnati in primo grado agli enti locali, a cui si aggiungono gli 850.000 euro decretati nell’appello di rito abbreviato, ma anche e soprattutto di come continuare a lavorare per promuovere una piena consapevolezza, attenzione e trasferimento ai cittadini dell’enorme mole di informazioni che il processo Aemilia ci ha consegnato” spiega il presidente della Provincia, Giorgio Zanni.

“Le nostre comunità si fondano da sempre su principi di onesto lavoro, legalità e civile convivenza, ma le testimonianze, la sentenza del Tribunale, e la successiva vicenda di Pieve, ci esortano nuovamente a tenere ben nutriti quegli anticorpi che stiamo ogni giorno cercando di far maturare sempre più - continua il presidente Zanni – Oltre all’encomiabile lavoro di forze dell’ordine e magistratura, per contrastare ogni tentativo di prevaricazione e di infiltrazione da parte della criminalità organizzata servono impegno e scelte quotidiane consapevoli da parte di tutta la società civile,  istituzioni e cittadini insieme”.

“La sentenza dimostra ancora una volta come sia stata giusta la scelta di Provincia e Comuni di costituirsi parti civili al processo Aemilia e anche per questo è fondamentale continuare a lavorare concretamente insieme alle nostre comunità”, conclude il presidente della Provincia anticipando, in occasione dell’ormai prossima nomina dei consiglieri delegati, anche l’intenzione “di attribuire una delega specifica proprio alla Legalità”.

Altrettanto importante sarà il lavoro svolto attraverso la Consulta permanente per la legalità, l’organismo costituito questa estate in Sala del Tricolore che - oltre al Comune di Reggio e alla Provincia, promotori dell’iniziativa – coinvolge ben 24 associazioni tra Unioni dei Comuni, Camera di commercio, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali e Forum del terzo settore. Nonché il costante, intenso coinvolgimento dei giovani, a partire da “Noicontrolemafie”, il Festival della legalità ideato dalla Provincia che, in otto anni, ha interessato circa 40.000 studenti. Provincia e Comuni (quest’anno sono stati ben 18 quelli toccati dalle varie iniziative) stanno già lavorando alla nona edizione, che si terrà con ogni probabilità la prima settimana di aprile. Intanto, per venerdì 29 novembre all’hotel Mercure Astoria di Reggio (ore 11), è in programma una interessante ‘coda’ all’ottavo Festival della legalità: un convegno (e, soprattutto, un dialogo con gli studenti) sul tema “Bambini, donne  falsi miti della mafia” che, dopo i saluti del presidente della Provincia Giorgio Zanni, vedrà impegnati il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, lo scrittore e storico Antonio Nicaso, la presidente della Fondazione “Silvia Ruotolo” e assessore alle Politiche giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente ed il giornalista Bruno Palermo.

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Un Commento

  1. Il Presidente della Provincia di Reggio Emilia ha ragione bisogna tenere alta la guardia contro ogni mafia. La domanda che viene spontanea è la seguente, come intende, la Provincia di Reggio Emilia, attuare il controllo del territorio con una polizia provinciale costituita da OTTO persone Comandante compreso? Certo sulla carta I sig.ri politici fanno, dicono e tutto torna, ma poi nella realtà di ogni giorno chi vuole fare azioni contro l’ambiente è favorito dalla mancanza di controllo. e si sa che il settore rifiuti è tra i più vulnerabili ed appetiti dalle organizzazioni mafiose. Per non parlare delle bonifiche delle discariche abusive che nella maggior maggioranza dei casi i costi ricadono sui cittadini e sulle tasse che versano. Penso che più di una condivisibile riflessione si abbia la necessità di un vero controllo del territorio e un concreto contrasto.

    Dino Vecchi Presidente Legambiente Val d’Enza

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