“Le acque dell’Enza: una risorsa per le terre del Parmigiano Reggiano e del Pomodoro”. Un convegno a Traversetolo

Le acque dell'Enza sono una fonte di energia pulita e una risorsa economica per i Comuni che insistono nella zona; utilizzate a scopi irrigui e idropotabili sono linfa per le terre del Parmigiano Reggiano, per il comparto del Pomodoro e di tutta l'agricoltura e ottima acqua per i rubinetti.

Dove c'è acqua c’è ricchezza, migliore qualità della vita e, con l'avvento delle centrali idroelettriche, anche forza energetica pulita, lavoro e sviluppo del territorio. A tutto ciò dà il suo contributo il Bacino Imbrifero Montano (Bim) Torrente Enza, il cui presidente è Lino Franzini attuale Sindaco di Palanzano, ramisetano d’origine: per questo si definisce Sindaco Parmigiano Reggiano.

Per far conoscere l’operato del Bim Enza e il valore delle acque montane, se utilizzate e non sprecate, domenica 16 dicembre alle ore 10.30 nella Sala Conferenze del centro civico “La Corte” di Traversetolo, si terrà il convegno “Le acque dell’Enza: una risorsa per le terre del Parmigiano Reggiano e del Pomodoro”, nell'ambito della manifestazione Traversetolo Golosa. Il Convegno è organizzato dal Presidente del Bim Enza Lino Franzini e da Federbim, la Federazione nazionale dei Bacini Imbriferi Montani. A portare i saluti sarà il sindaco di Traversetolo Simone Dall’Orto che cederà la parola ai vari relatori. Lino Franzini, presidente di Bim Enza, Enrico Petriccioli, vicepresidente di Federbim, Fabio Rainieri, vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia - Romagna, Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, Luigi Spinazzi, presidente del Consorzio di Bonifica parmense, Mattia Reggiani, presidente delle Associazioni Consorzi irrigui della Val d’Enza.

Pur essendo ancora un po’ sconosciuto, spiegherà il presidente Franzini, il Bim Enza come tutti i Bim nazionali è una realtà che contribuisce concretamente alla valorizzazione dei territori e delle popolazioni montane e collinari, in quanto riconosce loro, attraverso i sovracanoni pagati dagli impianti idroelettrici, parte della ricchezza prodotta dalle centrali situate nel suo perimetro, facendo confluire nelle casse dei comuni determinati introiti annuali; nell’occasione farà presente che un invaso alla Stretta di Vetto consentirebbe di produrre più energia idroelettrica di tutti gli impianti Enel sull’asta dell’Enza, Selvanizza, Isola, Rimagna e Rigoso e la conseguente riduzione di 52 milioni di ton. di CO2 emessa in atmosfera, oltre a triplicare i sovracanoni spettanti ai Comuni montani.

Il Presidente del Bim Enza, unitamente alla Federbim, vuole dare il suo contributo a rimettere il treno della Valle dell’Enza sul binario giusto, non certo quello su rotaia poiché, come della Fondovalle Val d’Enza, della ferrovia e della Diga di Vetto, qualcuno ne ha impedito la realizzazione.

Le acque sono la principale ricchezza della montagna, utilizziamole per usi plurimi rispetto alla Stretta tra Vetto e Scurano, eviteremo lo spopolamento dei paesi montani creando migliaia di posti di lavoro, turismo, sviluppo e un futuro per le nuove generazioni; il Progetto c’è, manca solo la volontà di qualcuno.

Mai come ora le acque sono sacre, sono la linfa vitale, non solo di questa Valle ma del mondo intero, e qui, grazie a qualcuno, vengono sprecate: ma queste persone riescono a dormire di notte, vedendo ogni giorno questo spreco?

 

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3 Commenti

  1. Vorrei dire a Franzini di tirare i remi in barca, sul lago di Vetto fino a quando non cambieranno certi poteri le barche non si vedranno. Chi ha sempre detto di no alla diga di Vetto, contribuendo allo spopolamento dei paesi montani e alla chiusura di tante attività in questi paesi, non ammetterà mai questo errore, cosa che sarebbe una prova di intelligenza e di onestà, ma continuerà così fino alla fine del mondo agricolo, dei paesi esondati e dei paesi montani; si spera prima cambi il potere.

    Daniele

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  2. Possiamo sperare solo su Parma e sui Comuni parmensi, i Comuni reggiani non credo potranno mai decidere nulla. L’acqua è l’oro blu del secolo, chiunque ne potesse disporre la conserverebbe, averla quando serve vale più dell’oro vero; ma a chi della Valle dell’Enza e dell’agricoltura non è mai importato nulla, può iniziare ora a occuparsene? Non credo proprio.

    Andrea

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  3. Oggi si è tenuto a Traversetolo il Convegno sul Valore delle Acque dell’Enza, bel convegno, organizzato nel migliore dei modi in una sala stupenda. E’ risultato evidente da parte di vari relatori che in Val d’Enza ci sono carenze idriche, non solo per l’agricoltura, ma anche per il settore industriale e idropotabile. Ma oltre a questo, la necessità della Diga di Vetto è urgente e indispensabile per ridurre i danni da esondazione a valle e per produrre energia pulita, e con ciò ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. Il Vicepresidente di Federbim, dott. Petriccioli, ha evidenziato che pur nel rispetto della natura, certi ambientalisti devono vedere i lati positivi di alcune opere indispensabili a seguito dei cambiamenti climatici. Per inconvenienti dell’ultimo minuto era assente il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Po, ing. Meuccio Berselli; lo ha sostituito la Dirigente ing. Cinzia Merli che ha illustrato, con documentazione alla mano, quanto definito dal Tavolo Tecnico Enza istituito a suo tempo della Regione, ma ha sostenuto che l’attuale master plan, se ho compreso bene, tiene conto solo degli interventi a breve e a medio termine, e non di quelli a lungo termine, che a mio avviso dovrebbero essere quelli più urgenti, visti i tempi che certe opere richiedono per la loro realizzazione. Interventi molto mirati da parte del sindaco di Traversetolo Simone Dall’Orto; più volte ha fatto presente che per ottenere certe opere serve l’unione e l’accordo di tutti gli “attori”, a partire dai sindaci parmensi e reggiani della Valle dell’Enza. Molto interessante e argomentato l’intervento del Presidente del Consorzio di Bonifica Parmense dott. Luigi Spinazzi. Mi è parso molto “soft” l’intervento del Consigliere Regionale Fabio Rainieri; in molti, io per primo, ci aspettavamo che desse fuoco alle polveri su quest’opera di cui si ha l’assoluta necessità, non è stato così. Queste sono considerazioni mie su ciò che ricordo, non sono frutto di appunti.

    Franzini Lino

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