Caso lisozima, l’appello del M5S: “I sindaci si schierino col Parmigiano Reggiano”. Intervento anche a Castelnovo ne’ Monti

"Caso lisozima e tutela del  Parmigiano Reggiano. Il Movimento 5 Stelle, oltre ad un’interrogazione ai ministri competenti a prima firma del deputato pentastellato Davide Zanichelli e del capogruppo in commissione agricoltura Paolo Parentela, chiede ai Comuni reggiani di schierarsi con una serie di ordini del giorno e mozioni per impegnare i sindaci, documenti che verranno presentati a Reggio Emilia, Cavriago, Montecchio, Albinea, Castelnovo ne' Monti e in tutti gli altri Comuni della provincia".
Lo dichiarano in una nota Alessandra Guatteri, capogruppo in consiglio comunale a Reggio Emilia, e Massimiliano Genitoni, Natascia Cersosimo, Gabriella Blancato consiglieri di Castelnovo ne' Monti , Cavriago, Vezzano sul Crostolo.
"È grave la notizia di questi giorni riguardo la nota datata 8 maggio 2018 a firma dell'allora ministro della Salute Lorenzin, che fa sparire  dall’etichetta del Grana Padano l’utilizzo di un conservante quale il “lisozima", non più considerato conservante ma semplicemente coadiuvante tecnologico", spiegano i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.
"Una delle principali differenze tra il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano riguarda l’alimentazione delle bovine da latte: infatti per il Grana Padano Dop, oltre a foraggi freschi o affienati, è possibile l’impiego di foraggi insilati (principalmente insilato di mais, anche Ogm). L’utilizzo di insilati rende necessario l’impiego in lavorazione del lisozima (ammesso per un massimo di 2,5 grammi per 100 chili di latte), mentre per il Parmigiano Reggiano Dop l’utilizzo di insilati è espressamente vietato ed è dunque escluso l’utilizzo del lisozima nella sua lavorazione", spiegano i consiglieri comunali pentastellati.
"Per questo motivo desta grande preoccupazione tra gli operatori del settore questo cambio normativo, che potrebbe svantaggiare il nostro prodotto per eccellenza al cospetto di un prodotto con costi di produzione inferiori, senza che i consumatori comprendano a pieno le differenze del processo produttivo, così come delle conseguenti differenze di costi", spiegano Guatteri, Genitoni, Cersosimo, Blancato e gli altri consiglieri comunali pentastellati.
"Il nostro intento è quello di portare la discussione nelle sedi istituzionali che amministrano il nostro territorio, schierando i sindaci ed i Comuni che hanno l’obbligo di tutelarlo in ogni modo possibile, intraprendendo qualsivoglia iniziativa, per opporsi alla decisione di declassare il lisozima a coadiuvante tecnologico nella produzione del Grana Padano Dop. Un’operazione che danneggia un prodotto di qualità come il Parmigiano Reggiano", spiegano i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle. "Il Parmigiano Reggiano è un’eccellenza da tutelare:  i sindaci reggiani si schierino come ha fatto il primo cittadino di Berceto", concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.
"Oggi però il Pd di Reggio Emilia ha iniziato con il piede sbagliato - spiega Alessandra Guatteri -, negando l'urgenza ad un nostro ordine del giorno che sarà trasformato in mozione e discussa quanto prima. Evidentemente tutelare il 'Re dei Formaggi' rispetto a logiche commerciali che non tutelano il prodotto reggiano per eccellenza, non è urgente".

Massimiliano Genitoni

A Castelnovo ne' Monti, Massimiliano Genitoni (M5S) spiega che "in questi giorni, abbiamo tutti esultato per lo stanziamento di 28 milioni di euro destinati al nostro territorio a seguito della stipula dell’Accordo di programma quadro per l’Area interna dell’Appennino reggiano.  La strategia costruita dall'Appennino si intitola “La montagna del Latte”, perché sono previste azioni per il sostegno della filiera del Parmigiano Reggiano di Montagna. Come si legge nel sito del Comune di Castelnovo ne’ Monti: ‘La “Montagna del latte” punta all'innovazione produttiva della filiera del Parmigiano Reggiano, e in particolare del Parmigiano Reggiano di Montagna, costituendo un’organizzazione che lo commercializzi direttamente, grazie al progetto di filiera “Il crinale”, in cui sono coinvolte 37 imprese del territorio tra caseifici e aziende di allevamento.’ Alla luce di tutto ciò si percepisce la gravità di un’altra notizia sulla sparizione dall'etichetta del Grana Padano dell’utilizzo di un conservante quale il “lisozima”, che da oggi (grazie a disposizioni del precedente Governo) non sarà più considerato un conservante, bensì un ingrediente".

"Sicuri di riscontrare una piena condivisione sia degli amministratori che delle altre opposizioni, presenteremo uno specifico ordine del giorno denominato “Tutela del Parmigiano Reggiano” nei prossimi Consigli di Comune e Unione dei Comuni".

Intanto in Regione si afferma che "Il provvedimento, preso dal ministero della Salute, sulla classificazione del lisozima (che nella produzione di Grana Padano DOP non è più da considerarsi "conservante" ma solo "coadiuvante tecnologico") danneggia il Parmigiano Reggiano e i diritti dei consumatori". Lo denuncia Gian Luca Sassi del gruppo Misto, che ha presentato un’interrogazione in Regione, chiedendo di intervenire al più presto a tutela della produzione casearia d'eccellenza.
Come ricostruito, il parere favorevole alla nuova dicitura dell’enzima alimentare è stato rilasciato dal Ministero della Salute del precedente governo e dal Consiglio Superiore di Sanità, azzerato con due anni di anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato. "Si tratta oggettivamente di un regalo immotivato al Consorzio di tutela del Grana Padano a spese di quello di tutela del Parmigiano Reggiano - sottolinea Sassi - e comunque favorisce una concorrenza al ribasso e demotiva i produttori migliori".
Per il consigliere del gruppo Misto, il 2019 si prospetta come un anno straordinario per il Parmigiano Reggiano: nel 2018 la produzione del formaggio era data in crescita del 2% con oltre 3,7 milioni di forme previste (il livello più elevato raggiunto nella storia del Parmigiano-Reggiano), ma nel 2019 l'assemblea del Consorzio prevede un ulteriore incremento della produzione, che porterà il numero delle forme a quota 3,75 milioni. "Il regalo fatto dalla politica a questo antico formaggio però è stato pessimo - rimarca Sassi - con una standardizzazione al ribasso tra Grana Padano e Parmigiano Reggiano".
Per questo il consigliere del gruppo Misto chiede all'esecutivo regionale "quale giudizio si dia circa la decisione del dicastero della Salute di inoltrare agli assessorati alla Sanità delle Regioni, al ministero delle Politiche agricole e al ministero per lo Sviluppo economico, la comunicazione sulla classificazione del lisozima che, nella produzione del Grana Padano DOP, è da considerarsi 'adiuvante/coadiuvante tecnologico' e non 'conservante'". Chiede, inoltre, se non si ritenga tale decisione "lesiva di una delle maggiori eccellenze del nostro territorio, oltre che lesiva dei diritti dei cittadini come consumatori" e se non si ritenga necessario "agire a tutela del Parmigiano Reggiano e con quali strumenti".

Lisozima le modifiche attuate dal Consorzio Grana Padano (fonte La Voce)

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2 Commenti

  1. Sono al fianco del M5S e chi per loro, in questa vicenda del lisozima che ha arrecato un danno al Parmigiano Reggiano, permettendo al Grana Padano di togliere dalle etichette la parola “conservante”.
    Questo gioco di parole non lo accetto; un conto è leggere sull’etichetta “conservante”, un conto è leggere “ingrediente”.
    Se il lisozima fino a ieri era un conservante, ora per un gioco di prestigio non lo è più? Questo gioco annulla la differenza tra i prodotti, inganna il consumatore, penalizza il Parmigiano Reggiano. Questo è inaccettabile, e ancora più inaccettabile è il silenzio tombale nei confronti di chi ha accettato e sottoscritto questo “gioco di prestigio”. Per il resto, e parlo da montanaro, va bene parlare di Parmigiano Reggiano di Montagna, ma stiamo attenti a non danneggiare il Consorzio del Parmigiano Reggiano, è una cosa che va discussa e concordata.

    Franzini Lino

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  2. Intervengo dopo aver parlato col presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. Durante la nostra chiacchierata, lui mi ha detto che la situazione è sotto controllo perché loro, come consorzio, hanno fatto ricorso al Tar e sono fiduciosi che la questione si risolva positivamente. Mi ha detto che l’unica persona che potrebbe anticipare il pronunciamento del Tar è il ministro, che può ritirare la delibera. Secondo il presidente, non serve fare nulla come consigli comunali. Prendendo atto delle cose dette dal presidente, penso però che qualcosa debba essere detto o scritto per dare un segnale preciso ai “padanisti”. Analizzeremo l’interpellanza del M5S per adottarla o proporre un ordine del giorno che confermi l’appoggio ai produttori di Parmigiano Reggiano. Voglio ricordare che per noi il Parmigiano Reggiano di Montagna è fondamentale per la nostra strategia delle aree interne “Una montagna di Latte”.

    Enrico Bini

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