Si moltiplicano gli interventi sul punto nascita di Castelnovo: tutti contro tutti

Cercasi nido disperatamente. Foto Silvano Sala

Nella giornata di oggi 20/12 si moltiplicano gli interventi da diverse fonti sul tema "punto nascita" di Castelnovo ne' Monti e argomenti connessi. Li trascriviamo di seguito per documentazione.

IL DOCUMENTO DEL SINDACATO SGB PROVINCIALE

  • PUNTO NASCITA CASTELNOVO NE’ MONTI: SOLO LA LOTTA PAGA!
  • Il permanente scaricabarile tra Ministero della Salute e Regione EMR sulla questione del punto nascite di Castelnovo ne' Monti è l’ennesima conferma che si stanno prendendo per i fondelli le/i cittadine/i della montagna reggiana e non solo.
  • Da una parte il governo gialloverde incapace, al momento, di rivedere, pur avendone potere e facoltà, l’accordo stato regioni del 16/12/2010 che stabilisce la chiusura di quelle strutture con volumi di attività inferiori a 500 parti/anno, e dall’altra la Regione EMR particolarmente svogliata nel voler recepire le istanze dei comitati cittadini e, soprattutto, i dettati del DM 11/11/2015 che prevedono la possibilità di formulare richieste per mantenere in attività punti nascita con meno di 500 parti/anno in condizioni orograficamente difficili.
  • Nel frattempo, dalla Sala degli Specchi del Teatro Valli, l’Azienda USL di Reggio Emilia – IRCCS, alla presenza del presidente della Regione EMR, ha annunciato che il MIRE (Maternità Infanzia Reggio Emilia) sarà realizzato entro il 2024, che la gara di appalto sarà realizzata nel 2019 e che i lavori prenderanno il via entro il 2020.
  • E proprio sul MIRE sono state convogliate e si stanno convogliando buona parte delle risorse a discapito dei punti nascita periferici e di quelle strutture materno-infantile che hanno già cessato l’attività o che la potranno cessare in futuro, basti pensare alla minaccia di chiusura che incombe sul punto nascita dell’ospedale Magati di Scandiano.
  • Francamente, sulla questione della chiusura dei punti nascita, non si intravede alcuna volontà da parte della politica e delle istituzioni di voler percorre strade diverse, anzi, l’impressione è che in futuro il MIRE, visti i grossi investimenti, per funzionare e far quadrare i bilanci dovrà necessariamente inglobare tutti i punti nascita presenti sul territorio della provincia di Reggio Emilia che saranno destinati inevitabilmente alla chiusura.
  • Ben venga il MIRE, purché, contemporaneamente, vi sia la stessa attenzione e lo stesso impiego di risorse per mantenere attivi i servizi sul territorio.
  • Come SGB abbiamo siamo convinti che di fronte all’ottusità della politica e delle istituzioni solo la lotta può essere appagante. Per questo abbiamo sempre dato battaglia e continueremo a farlo anche in futuro con scioperi generali e manifestazioni a tutela della del diritto alla salute per tutte/i, in difesa della sanità pubblica contro la minaccia delle privatizzazioni, contro le politiche di tagli alla sanità e contro lo smembramento o il depotenziamento dei servizi e delle strutture sanitarie.
  • Di fronte allo scaricabarile, che reitera la presa in giro sul punto nascita di Castelnovo ne' Monti, siamo consapevoli che solo con la determinazione e la fermezza delle popolazioni dell’appennino, espresse attraverso i canali legittimi delle manifestazioni di piazza, dei cortei, degli scioperi e dei presidi permanenti a tutela del diritto alla salute, si possa vincere la lotta per la riapertura e in difesa della struttura.

L'INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI TORRI E PRODI

Sanità Reggio. Sant’Anna Castelnovo ne' Monti, Torri (Si)-Prodi (Misto): “Ripristinare guardia ginecologica h24”

“La decisione presa a Borgotaro, nel parmense, è stata quella di mantenere il servizio nonostante la sorte toccata al punto nascite” sostengono i due consiglieri
“Attivarsi con la dirigenza dell’Ausl e con gli enti locali per ricercare modalità e risorse al fine di ripristinare, in tempi rapidi, la guardia ginecologica h24 nell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne' Monti, nel reggiano”. A chiederlo, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, sono Yuri Torri di Sinistra italiana e Silvia Prodi del Misto.

Nell’ottobre del 2017, il punto nascite dell’ospedale reggiano, spiegano i due consiglieri, “ha chiuso i battenti, con la promessa che sarebbero rimasti attivi tutti gli altri servizi, anche a fronte del programma ‘Sant’Anna Plus’, che, oltre ai 3 milioni destinati alla ristrutturazione del pronto soccorso, stanziava 1 milione di euro per l’incremento del personale medico e infermieristico”. Lo scorso febbraio, però, proseguono i due proponenti - si è appreso “della scomparsa del servizio di guardia ginecologica h24, con la riduzione della presenza del ginecologo, attivo, con il nuovo orario, solo dal lunedì al venerdì, dalle otto alle venti, e il sabato dalle otto alle quattordici, senza reperibilità”. La dirigenza dell’Ausl, a seguito delle “animate reazioni” dei comitati e degli amministratori locali, rimarcano Torri e Prodi, “ha riferito che si trattava di una normale prassi, quella di togliere la guardia ginecologica h24, a fronte della chiusura di un punto nascite”. Affermazione che, per Torri e Prodi, “non trova conferma del fatto che la decisione presa a Borgotaro, nel parmense, sia stata quella di mantenere il servizio nonostante la sorte toccata al punto nascite”.

 

L'INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DELMONTE

Sanità Reggio. Delmonte (Ln): Regione comunichi numero parti avvenuti fuori dall'ospedale nel 2018
In un'interrogazione il leghista riporta il caso di una donna che ha partorito in ambulanza nella notte dello scorso 19 dicembre

"Quanti sono i parti non programmati avvenuti fuori dall'ospedale nel 2018 nella provincia di Reggio Emilia?" La domanda la pone Gabriele Delmonte (Ln) attraverso un'interrogazione dove racconta 'l'avventura' di una donna di 39 anni di Toano, nell'Appennino reggiano, che lo scorso mercoledì (19 dicembre) ha partorito all’interno dell’ambulanza all’altezza di Castellarano sul ponte della Veggia.

"Nella notte del 19 dicembre verso le 3- scrive Delmonte - sull'Appennino reggiano, una donna ormai giunta al termine della sua seconda gravidanza, iniziando ad avere le contrazioni, ha allertato il 112 e il personale sanitario per richiedere assistenza. All’arrivo dell'ambulanza la signora è stata presa in carico dal personale a bordo e, vista l'imminenza del parto, si è diretta verso l'ospedale di Sassuolo, più vicino rispetto a quello di Reggio Emilia e quindi raggiungibile più velocemente. Alle 7.15 la donna ha partorito sul mezzo”.

L’evento ha avuto un epilogo positivo “ma ha messo in luce - continua Delmonte - ancora una volta l'importanza di un presidio pediatrico e ginecologico in montagna, che avrebbe potuto accogliere in poco tempo la donna aiutandola in un parto ospedaliero”.

Delmonte chiede quindi “quale tipologia di personale sanitario fosse presente sull'ambulanza intervenuta per soccorrere la donna”.

 

ONOREVOLE MARIA SPADONI (M5S): “UN PO’ DI CHIAREZZA SU RIAPERTURA PUNTI NASCITA E SU QUELLO CHE È STATO FATTO DAL MOVIMENTO 5 STELLE DA GIUGNO AD OGGI”

“A giugno 2018 a Castelnovo ne' Monti ho sottoscritto, come Movimento 5 Stelle, un appello dei comitati che lottano per la riapertura del punto nascita. Le richieste contenute sono 3: 1) Che la Regione Emilia Romagna si prenda carico del problema che si è creato e faccia ciò che le spetta, che è anche quello che la normativa per la deroga prevede per le condizioni orogeografiche difficili: la riapertura immediata dei Punti Nascita e la loro messa a norma nel rispetto dei parametri sanitari richiesti 2) Che i dirigenti dell’AUSL facciano il loro dovere garantendo il servizio sanitario ai cittadini e reintegrando il normale turn-over del personale 3) Che gli amministratori e le forze politiche concretizzino le strategie ed i progetti sulle aree interne appoggiando senza riserva la nostra battaglia già in questa legislatura regionale e comunque anche nella prossima che verrà dopo le elezioni 2019, impegnandosi sia in maggioranza che all’opposizione a favore dei cittadini per la riapertura del Punto Nascita. Ed è quello che sia a livello regionale che nazionale stiamo facendo” afferma la Vice Presidente della Camera dei Deputati Maria Edera Spadoni su un post Facebook

“A giugno ho inviato una lettera al presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini in cui chiedevo di adottare tutti gli strumenti possibili per la riapertura dei punti nascita. Nel mentre, la consigliera regionale Silvia Piccinini chiedeva formalmente che la Regione si attivasse quanto prima per richiedere la deroga per i punti nascita chiusi in Regione. Sempre a giugno la consigliera Giulia Gibertoni denunciava errori formali contenuti nella prima richiesta di deroga per Pavullo che possono aver influito nel giudizio finale negativo. Ad agosto la consigliera Silvia Piccinini ha depositato un’Interrogazione in Regione sulla chiusura del punto nascite di Castelnovo ne’ Monti riguardante l’utilizzo di dati incompleti, che non tenevano conto del nuovo assetto sanitario creato dalla fusione tra l’Ospedale S. Anna di Castelnovo ne' Monti e l’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, all’interno della richiesta di deroga per il punto nascita in questione. A luglio ho incontrato l’allora Sottosegretario Fugatti con delega ai punti nascita” continua

“Proprio ieri ho avuto l’incontro al ministero e nello stesso giorno il Partito Democratico e la Giunta regionale hanno bocciato la richiesta da parte di Raffaella Sensoli e Silvia Piccinini di mettere a disposizione già nel bilancio 2019 le risorse necessarie per poter sostenere le nuove richieste di deroga. Questo emendamento al bilancio chiedeva di rendere immediatamente disponibili i fondi necessari per l’adeguamento della sicurezza, dell’innovazione tecnologica e del carico occupazionale per la riapertura di tutti i punti nascita chiusi in questi anni. ( http://www.emiliaromagna5stelle.org/sanita-smascherato-il-…/) “ incalza la Vice Presidente

“Questi i fatti. A giugno ho firmato un appello e ho tutta l’intenzione di portare avanti le istanze, che trovo giuste e condivisibili con chiunque le condivida. Le porte del mio ufficio sono aperte a chiunque abbia voglia di parlare con me in modo costruttivo e aperto per affrontare e risolvere questo problema che coinvolge, purtroppo, molte donne Emiliano Romagnole” conclude Spadoni.

 

IL COMUNICATO DI CRISTINA FANTINATI CONSIGLIERE PROVINCIALE TERRE REGGIANE

Riapriamo il Punto Nascite di Castelnovo ne' Monti.
E’ inaccettabile che nel 2018 si debba assistere all’ennesimo parto in ambulanza perché il Punto Nascite è troppo distante ed è inaccettabile far soffrire queste donne che avrebbero tutto il diritto di affrontare il parto con serenità e senza preoccupazioni ulteriori.
Negli ultimi due anni, mi sono fatta carico di portare più volte le istanze delle famiglie dei comuni della nostra montagna in Consiglio Provinciale, con ordini del giorno che chiedevano il mantenimento del Punto Nascite del Sant’Anna, ma il Presidente Manghi e i Consiglieri del Pd hanno sempre sostenuto che fosse giusto e necessario chiuderlo.
Lo stesso Sindaco Manari in Consiglio Provinciale ha bocciato le mie richieste sostenendo che la chiusura fosse necessaria proprio per la sicurezza delle gestanti e dei loro nascituri, motivazioni che, alla luce dei fatti di questi giorni, sembrano prive di fondamento, anzi, semmai la chiusura del Punto Nascite sta mettendo a rischio la sicurezza delle mamme e dei loro bambini!
Faccio pertanto un appello al nuovo Presidente della Provincia affinché si faccia interprete delle aspettative della collettività e ponga in essere ogni azione e tentativo per riaprire il Punto Nascite dell’Ospedale Sant'Anna di Castelnovo ne' Monti.
La Provincia chieda subito alla Regione e al Ministero della Salute di impegnarsi con urgenza per una istanza di riesame corretta, dettagliata e veritiera, che comprenda tutti quegli elementi di valutazione che riguardano le distanze chilometriche delle varie località dell'Appennino reggiano, i tempi di percorrenza che dalle stesse località occorrono per raggiungere il Punto Nascita alternativo, l’altitudine sul livello del mare dei comuni dell’Appennino, il tasso di fidelizzazione del bacino di utenza, le problematiche legate al servizio di elisoccorso e il servizio del Pediatra/Neonatologo h24.
Dobbiamo impegnarci tutti, a prescindere delle appartenenze politiche, per far riaprire il Punto Nascite di Castelnovo ne' Monti, anche considerando ciò che altre regioni sono riuscite ad ottenere, con deroghe alla normativa che tengono conto delle difficoltà di chi abita in aree disagiate e lontane dai centri ospedalieri della pianura.

 

SILVIA PICCININI (M5S IN REGIONE): LE PAROLE DI BONACCINI SONO SOLO PAROLE AL VENTO

Il recente dietro front di Bonaccini sulla possibile riapertura dei Punti nascita di Castelnovo ne' Monti, Porretta Terme, Pavullo e Borgo Val di Taro sono solo parole al vento per tentare di arrivare indenne alle elezioni e niente più.
Lo abbiamo sempre saputo ma oggi ne abbiamo avuto l’ennesima conferma visto che Pd e Giunta hanno appena bocciato la nostra richiesta di mettere a disposizione già nel bilancio 2019 le risorse necessarie per adeguare gli ospedali in montagna per poter sostenere nuove richieste di deroga.
Il tutto mentre a Toano un altro bambino è nato in un’ambulanza mentre percorreva un ponte per raggiungere l’ospedale più vicino. E’ una vergogna che deve finire!

Come ha ricordato il Ministero della Salute, la richiesta di riapertura dei punti nascita deve obbligatoriamente passare da una nuova richiesta di deroga che può essere solo la Regione a presentare.
Possibilità che anche oggi però il PD ha rigettato bocciando il nostro emendamento al bilancio che chiedeva di rendere immediatamente disponibili i fondi necessari per l’adeguamento della sicurezza, dell’innovazione tecnologica e del carico occupazionale per la riapertura di tutti i punti nascita chiusi in questi anni.
Senza queste fondamentali risorse il presidente Bonaccini non può non sapere che è impossibile sostenere nuove richieste di deroga.
Ecco perché continuare a fare promesse senza farle seguire da fatti concreti, così come stanno facendo Bonaccini e l’assessore Venturi, è sintomo di malafede e significa soltanto prendere in giro i cittadini della montagna e farsi beffa di quelle mamme costrette a far nascere il proprio figlio sul ciglio di una strada o in un’ambulanza.
E' semplicemente indecente che Bonaccini e la sua maggioranza vogliano far campagna elettorale sulla loro pelle.

IL COMUNICATO AUSL SULLA VICENDA DEL PARTO IN AMBULANZA

Alcune informazioni in merito al parto in ambulanza di una donna residente nel comune di Toano avvenuto questa mattina in località Castellarano.

L’evento ha interessato una donna già nota al Consultorio di Castelnovo ne' Monti  e censita tra le gravidanze residenti nel distretto montano. La donna, a 39 settimane di età gestazionale, era stata presa in carico dall’ambulatorio della gravidanza a rischio dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per l’espletamento del parto ed aveva già effettuato due accessi in quella sede.

La scorsa notte intorno alle ore 3.00, al manifestarsi delle contrazioni, la donna ha cercato, invano, di mettersi in contatto col marito, che era al lavoro. Intorno alle 6.00, a travaglio già ampiamente avanzato,  la signora ha chiamato il 112 ed allertato i sanitari. L’automedica è quindi partita immediatamente alla volta del domicilio della Signora. All’arrivo dell’ambulanza la Signora è stata presa in carico dal medico e dai sanitari e l’ambulanza, vista l’imminenza del parto, si è diretta verso l’Ospedale Sassuolo, il più vicino e quindi quello raggiungibile più velocemente.

Alle ore 7.15 a Castellarano però il parto è avvenuto all’interno dell’ambulanza con piena assistenza medica ed infermieristica, senza problemi di rilievo ed è nato un bambino di peso appropriato con buon adattamento neonatale. Successivamente l’ambulanza ha proseguito alla volta dell’Ospedale di Sassuolo dove la madre ed il neonato, entrambi in ottima salute, sono stati presi in carico dall’équipe ostetrica e pediatrica.

Si è trattato di un parto avvenuto in sede extraospedaliera senza rischi particolari e senza complicazioni.

Non si è trattato di un parto precipitoso e anche in quel caso non sarebbe mutato il comportamento dei sanitari e l’organizzazione dell’emergenza-urgenza.

Nella nostra provincia i parti avvenuti in sede extraospedaliera non programmati sono stati 7 nel 2015, 7 nel 2016, 6 nel 2017 e 4 nel primo semestre nel 2018.

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Un Commento

  1. “Il parto è avvenuto in ambulanza con piena assistenza medica ed infermieristica” e “senza problemi di rilievo”: sarebbe a dire che il posto migliore per partorire è all’interno di un’ambulanza. Cose pazzesche! Mi piacerebbe vedere come reagirebbe chi scrive siffatti comunicati se avesse una propria familiare in procinto di partorire in un’ambulanza. Amici della montagna, ribellatevi come i gilet gialli in Francia!

    Andrew

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