Nel numero di dicembre de “Il Cusna” l’Appennino reggiano in inverno: alpinismo, fondo, ciaspole, ambiente, meteorologia

È uscito in questi giorni il numero invernale de Il Cusna, il trimestrale del Cai reggiano diretto da Alberto Fangareggi. Si tratta di un numero speciale dedicato all’alpinismo invernale in Appennino e a tutte le iniziative su neve e ghiaccio che caratterizzano le montagne di casa.

Il periodico si apre con l’editoriale del direttore che presenta le ragioni della scelta monografica. «L’idea era quella - scrive Fangareggi - di partire dal paesaggio per poi raccontare tutto quello che si può fare sulle montagne dell’Appennino in inverno, dall’alpinismo allo scialpinismo, dall’escursionismo allo sci di fondo».

Giuliano Cervi, presidente del Comitato scientifico nazionale e socio del Cai reggiano, in “Il paesaggio della neve nell’Appennino”, spiega come la coltre nevosa riesca a dare origine a effetti chiaroscurali che risaltano le forme e restituiscono alle montagne la loro natura morfologica consentendo al contempo, e con maggiore efficacia, la comprensione delle complesse vicende che, nel volgere di milioni di anni, hanno dato origine al territorio.

Est Monte Prado

Importanti sono gli appunti di meteorologia invernale di Stefano Ovi. «Parlare di meteo invernale in Appennino - sottolinea Stefano Ovi nel suo articolo - significa sostanzialmente parlare di neve».

Sandro Sterpini propone un articolo, dalla forte impronta tecnica, sull’inesistenza del rischio zero nella montagna innevata, mentre Pierluigi Dallaglio racconta alcune avventure di alpinismo invernale sulle montagne di casa. «L’aleatorietà delle strutture ghiacciate in Appennino per le repentine escursioni termiche e la breve durata delle condizioni, rendono le salite un vero esercizio di pazienza che solo di rado può essere soddisfatto; inoltre va considerata attentamente la dimensione avventura di certe salite che non sono generalmente attrezzate, con le difficoltà del caso. E d’altra parte - chiarisce Dallaglio - in questo sta anche il loro fascino».

Un articolo, scritto dal forte alpinista parmense Federico Rossetti, parla di una via di roccia e di ghiaccio sul Sassofratto, nell’Appennino reggiano, una nuova via di misto aperta sullo sprone del Monte Prado.

Andrea Greci descrive le esperienze che lo hanno portato a scrivere il libro “Appennino di neve e di ghiaccio. Settore Ovest”, pubblicato nel dicembre 2014 e diventato testo di riferimento per chi si avventura d’inverno con ramponi e piccozza sulle nostre montagne. L’autore scrive di quando, in un solo fortunato inverno, ha percorso circa 300 vie alpinistiche per scrivere poi il testo.

Carlo Possa racconta le vicissitudini di un gruppo di ragazzi (e amici) che nel 1973 si sono messi alla ricerca di un nuovo mattino alpinistico sulle nostre montagne, mentre Alberto Fangareggi presenta il Monte Cipolla invernale che, vicinissimo al Rifugio Battisti, offre vie di salita su neve e ghiaccio in uno stupendo scenario naturale.

Sul Cusna

Paolo Bedogni illustra i trent’anni alpinistici dei “Cani Sciolti”, la Sottosezione di Cavriago, Beppe Stauder in “Scialpinismo in Appennino” dice come l’avvicinarsi a questa attività richieda conoscenze che si possono acquisire soltanto uscendo con compagni più esperti o frequentando corsi, mentre Marco Paterlini e Luca Davolio parlano di sci di fondo e ciaspolate in Appennino. «Quando si parla di montagna, in generale, ma ancor più in inverno, il pensiero corre subito all’arco alpino, immaginando le varie valli, le diverse cime o quelle che sono state le zone percorse, magari l’estate precedente, coperte da quell’algido ma candido velo di neve che ne copre spesso l’irregolare paesaggio. Tuttavia, anche il nostro Appennino tosco-emiliano, poco distante da noi, offre un’ampia possibilità di appagamento e soddisfazione in termini di variabilità di percorsi, di paesaggi e ospitalità anche in periodo invernale».

Il numero invernale de Il Cusna contiene inoltre un gran numero di fotografie che, come le parole e a volte più delle parole, descrivono la bellezza e le potenzialità dell’Appennino in veste invernale. Molto bella è la fotografia di copertina, un Monte Cusna imbiancato scattato da Stefano Ovi.

In un ricco notiziario sono infine presentate alcune importanti iniziative di sezione, nonché un dettagliato resoconto dell’esperienza dell’alpinismo giovanile di Reggio Emilia, Amatrice e Parma, un weekend all’insegna della amicizia e della solidarietà a Lagdei (Comune di Corniglio, Parma, ai piedi del Monte Orsaro e del Monte Braiola). E siamo di nuovo in Appennino.

 

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