Il primo nato del 2019 al “S. Anna” di Castelnovo ne’ Monti

 

 

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3 Commenti

  1. A proposito di culle vuote, come abbiamo visto nella tristissima foto dell’annuncio di una nascita solo sognata, i signori che hanno condotto da tanto tempo questa operazione scellerata sul nostro ospedale lo sanno quanti bambini debbano nascere in ambulanza (certissimamente in totale sicurezza!), prima che ci scappi il morticino? A parte la maternità, che è la cosa più importante che esista, teniamo tutti presente quest’ultimo regalo che ci ha fatto il Pd nella figura del suo governatore (augh, ho deciso e detto). Per questa gente, per la quale non contiamo assolutamente niente, questi poveri di spirito che farebbero la rivoluzione per rimettere le chiappe sulle antiche poltrone, noi finiremo in nulla, senza i servizi più importanti, alle prese con un ospedale che non si sa più bene cosa sia, in attesa che qualche promessa o qualche balla raccontata per tenerci buoni si concretizzi in qualcosa: “Chi sa, parli!”

    Paola Agostini

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  2. Gentile Signora, “un ospedale che non si sa più bene cosa sia”? Ciò che è rimasto di quel che era un Ospedale è il work done ad oggi iniziato in questa amministrazione. Ciò che rimarrà, ammesso che rimanga qualcosa oltre al pronto soccorso, sarà il “Sant’Anna-Plus” della propaganda. Desidero aggiungere che ciò che ho appena scritto si basa esclusivamente su articoli e commenti pubblicati su Redacon in questi ultimi quattro anni. Spero davvero di non aver capito.

    Giovanni Annigoni

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  3. Vorrei tanto che il prossimo Natale ci portasse sotto l’albero e vicino al presepe un piccolo pacchettino, una piccola busta, con scritto sopra: “Per i Montanari”, e dentro solo poche parole ma di grande significato umano, sociale, politico: L’ospedale S. Anna dal 01/01/2020 avrà la riapertura del punto nascite, la riapertura del laboraorio analisi, la riapertura di Ortopedia, Medicina, Chirurgia, Cardiologia…
    So che è solo una speranza, ma se perdiamo anche questa, tantovale chiedere a chi ci amministra di costruire un bellissimo quartiere nuovo, magari alla prima periferia di Reggio, verso la montagna (così ci rimane la possibilità di volgere lo sguardo a Sud) e trasferici tutti lì.

    Massimo

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