Punti nascita: in Toscana si riaprono, ma è frattura tra i Comitati, sostenuti alternativamente da Lega e 5 Stelle

È una spaccatura ormai nemmeno troppo nascosta. Quella che vede contrapposti i comitati per la riapertura del punto nascita, Salviamo Le Cicogne di Montagna (da un lato) e Dinamo (dall'altro), affiancati (in questo momento) rispettivamente da Lega Nord e Movimento Cinque Stelle.

Una lunga polemica social, le cui schermaglie più alte sono avvenute dopo il passaggio di due membri da un comitato all’altro, tuttora in corso e, quindi, due note politiche a sostegno dei comitati. In sintesi: il Comitato Salviamo Le Cicogne, appoggiato nella questione e al momento dalla Lega, oltre ad appellarsi alla Regione, ora si aspetta un intervento deciso del Ministero (alla Salute, la Grillo, 5 Stelle); l’altro Comitato, Dinamo, rimanda tutto nella metà campo della Regione, così come sottolineano anche i 5 Stelle. Entrambi i comitati, poco dopo la prima pubblicazione di questo articolo - ore 14.30 - tengono a precisare la loro estraneità a qualsiasi forza politica.

La prima nota, condivisa dal Comitato Salviamo Le Cicogne, è quella del consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, che sulla necessità della riapertura del Punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti scrive: “Come Lega condividiamo tutti i punti presentati dalle Cicogne al tavolo coi vertici della Regione: dall’apertura di un tavolo per la modifica dell’accordo Stato-Regioni del 2010 all’istituzione di una moratoria alla chiusura dei Punti nascita (attuabile attraverso una delibera regionale di riapertura), sino al mettere in cantiere una nuova progettualità che parta dalla riapertura delle Neonatologie già riaperte per creare nuove risposte alle esigenze di natalità delle aree interne, compatibili coi bassi numeri di nascite e nel rispetto della piena sicurezza di neonati e partorienti”.

Sempre secondo Delmonte “È anche vero che, dopo tanti rimpalli di responsabilità tra Regione e forze politiche (5 Stelle), è venuto il momento di passare dalle polemiche ai fatti: siamo consapevoli che una modifica dell’accordo Stato-Regioni richiede tempo, pertanto sarebbe il caso di procedere con la richiesta di una moratoria che consenta di riaprire il Punto nascita di Castelnovo ne’ Monti. Dopodiché, tutti insieme, uniti dal comune intento di dare risposte alla cittadinanza montana, portiamo al ministero della Salute, a Roma, le carte che sostengono le ragioni per la riapertura definitiva del Punto nascita di Castelnovo ne’ Monti”.

L’altra nota, a sostegno di Dinamo, è quella dei 5 Stelle, una comunicazione che informa come nella vicina Toscana (sempre ad amministrazione Pd e come già successo in Campania), si sia riaperto il Punto nascite di Barga (Lucca) e questo fatto “smentisce il presidente emiliano-romagnolo Bonaccini e il Pd. Dato che, piuttosto che ‘accordi Stato-Regioni’, basta una bella letterina di posta elettronica certificata con i dati giusti sulle condizioni ‘orogeogeografiche’ giusta e la volontà politica di riaprire veramente!”.

Secondo la nota dei  consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Castelnovo ne’ Monti (Re) e Pavullo (Mo) condivisa con i parlamentari del Movimento 5 Stelle emiliani di Camera e Senato e i consiglieri provinciali del movimento grillino, “i Punti nascita di Castelnovo ne’ Monti così come quello di Pavullo e Borgotaro possono riaprire subito. Dipende dalla Regione Emilia-Romagna. Decisivo in questo senso è stato l’intervento di Maria Cristina Bettini del Comitato di Pavullo che opera in Regione in coordinamento con il reggiano Comitato Dinamo e il Comitato di Borgotaro (Parma) e che sulla stampa modenese ha dato una vera e propria lezione in punta di penna e diritto. Quello che è accaduto mercoledì nella vicina Toscana e precisamente a Barga, comune di quasi 10mila abitanti in provincia di Lucca, è un ulteriore precedente a conferma di quanto da tempo stiamo affermando.

In merito alla chiusura del Punto nascita di Pavullo, così come per Castelnovo ne’ Monti e Borgotaro, è stato volontariamente trascurato dalla Regione Emilia Romagna un elemento fondamentale: la condizione ‘orogeografica’ difficile.

Pochi giorni fa, l’assessore alla Sanità della Regione Toscana, Stefania Saccardi, ha dichiarato che il Punto nascita di Barga non si tocca. Si tratta di una struttura montana che dai 557 parti annui registrati nel 2008 è passata a 247 parti nel 2018, dunque ben sotto la soglia minima dei 500 parti annuali utile per il proseguimento dell’attività, e con un calo in continua progressione. Il Comitato percorso nascite nazionale nel giugno 2018 ha espresso parere favorevole alla richiesta presentata dalla Toscana in merito alla persistenza del Punto nascita nell’ospedale di Barga. Questo in quanto si è tenuto conto che, per alcuni comuni di quel bacino di utenza, il tempo di percorrenza verso l’ospedale di Lucca può arrivare anche a circa sessanta minuti. Ciò dimostra che il disagio ‘orogeografico’ è la condizione essenziale per la giusta applicazione del Dm del 2015, che prevarica la potestà sia essa esclusiva o concorrenziale sulla materia Sanità tra Stato e Regioni”.

Infine, per i 5 Stelle: “Le giustificazioni con le quali Bonaccini cerca di lanciare la palla a Roma sui Punti nascita di Pavullo, Castelnovo ne’ Monti e Borgotaro, rileva scarsa conoscenza di quanto sancito agli artt. 127 e 117 della Costituzione, e distoglie volutamente l’attenzione da una richiesta di deroga viziata, della quale il Ministero competente è stato ‘formalmente edotto’ con un documento inviato dal Comitato di Pavullo. Bonaccini la finisca. Risponda alla domanda che sta evitando da tempo e che i Comitati di Pavullo, Dinamo e Borgotaro gli hanno già posto e alla quale non risponde.

È vero o no che la deroga all’accordo presentata era sbagliata?

Su questo il Movimento 5 Stelle ha presentato una interrogazione in Regione lo scorso agosto, con la capogruppo Silvia Piccinini. Ancora prima, nel dicembre 2017, la consigliera regionale 5 Stelle Giulia Gibertoni aveva fatto una istanza per riesame su deroga sbagliata e il Pd si rifiuta di discuterla da oltre un anno. Nel 2017, hanno denunciato i comitati, è stata inviata una richiesta di deroga con dati inesatti o mancanti, in relazione alle tempistiche necessarie per arrivare agli ospedali più vicini.

Per Castelnovo ne’ Monti, ad esempio, non si teneva conto dell’ultima frazione del Comune e delle condizioni meteologiche non ottimali. Lo stesso è accaduto per gli altri punti nascita in oggetto. Su questo, come parlamentari e consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, compiremo direttamente ogni ulteriore verifica, anche insieme al Ministero della Salute. Ecco l’unico intervento utile da Roma in attesa che Bonaccini invii il documento necessario alla riapertura”.

Infine, “il quadro fornitoci dalla Toscana con l’episodio di Barga non lascia margini di dubbio. I parametri dell’Accordo Stato Regioni del 2010 non impediscono alla Regione di mantenere, adeguare e riaprire il servizio”, hanno spiegato i comitati di Pavullo con la loro portavoce in una dettagliata nota diffusa sulla stampa modenese.

 

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6 Commenti

  1. Per quanto mi faccia piacere e mi onori essere affiancato ad un gruppo attivo e rispettabile come il comitato “Salviamo le Cicogne”, credo che non sia assolutamente rispettoso, nei confronti delle persone che attraverso comitati ci stanno mettendo l’anima per salvare il punto nascite, bollinarle con un partito politico e cercare di creare tensioni tra diversi gruppi che hanno un unico fine comune.
    Quello che le persone dei comitati fanno nella cabina elettorale non deve minimamente importare a chi, nelle istituzioni, li deve rappresentare.
    Tutto ciò che faccio è perché credo sia la strada più rapida e migliore per ottenere la riapertura del punto nascite, vorrei che tutti facessero questo sforzo togliendosi di testa la voglia di polemizzare inutilmente.

    Gabriele Delmonte

    RISPONDE LA REDAZIONE: nessuna intenzione di “bollinare” con un partito politico i due comitati – su segnalazione degli stessi lo abbiamo specificato ora meglio nel testo – ma, semplicemente, rilevare, come è nei fatti, che le due principali forze di governo nazionale (e di opposizione, in Regione), si siano divise nel sostenere le tesi attuali dei due comitati, sino a ieri uniti.

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  2. Gabriele grazie.
    Hai ben chiaro la distinzione dei ruoli fra cittadini e partiti e sai rispettare la loro autonomia senza mettergli il cappello in testa o lavorare per mettere gli uni contro gli altri. Hai da sempre affiancato le Cicogne nella loro causa e ti sei dimostrato capace e onesto. Tutto questo ti è riconosciuto.

    Gianni Marconi

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  3. Come si fa a dire “spaccatura ormai non troppo nascosta”? Come si fa a mettere tutto in politica di divisione e non di unitarietà di intenti? Politicamente Lega e M5S partono da punti diversi (neanche troppo lontani, se vedete come stanno comportandosi al Governo, checché ne dicano quelli che “mescolano nel torbido”) e vogliono convergere all’unico obiettivo: riaprire i punti nascite in zone disagiate dal punto di vista orogeografico (indipendentemente dal numero di cittadini e di parti perché un parto difficile, una puerpera morta, un neonato morto o invalido per sempre valgono uguale in una grossa città come in un piccolo paese di montagna o su una piccola isola!).
    Mi dispiace che la battaglia per raggiungere questo nobile obiettivo abbia visto il grande esercito dei sostenitori dividersi in “Salviamo le Cicogne” e “Dinamo”, due eserciti che se fossero uniti sarebbero ben più rappresentativi. Mi viene il dubbio che questa divisione (che la stampa o gli organi di informazione fanno di tutto per evidenziare ed accentuare) faccia bene soltanto a chi il nobile obiettivo non lo vuole perseguire, quelli che per tornare al concetto precedente “mescolano nel torbido”.
    E che siano in realtà uniti i due eserciti (checché ne dica anche codesta Redazione) lo dimostrano i fatti: stanno combattendo su fronti diversi, con interlocutori diversi… a noi cittadini non interessa se chi combatte porta la casacca verde o gialla. Invece di “mescolare nel torbido” ribadendo “l’evidente” (?) frattura sarebbe meglio elogiare lo sforzo comune indirizzato al comune obiettivo; ma mi viene il dubbio che anche certe Redazioni non siano completamente neutre o asettiche.

    Dott.Cavana

    RISPONDE LA REDAZIONE: Gentile Cavana, crediamo che sia la prima volta in assoluto la stampa rilevi la frattura tra i due comitati. Proprio perché, come dice lei, per perseguire il nobile obiettivo è bene essere uniti, la spaccatura è una notizia in sé. In merito al suo accenno finale, laddove fosse rivolto a noi: la invitiamo a rileggere meglio quanto pubblicato in questi anni sul tema. Editoriali compresi.

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  4. Ho lavorato assieme a Cicogne e Dinamo per 6 mesi facendo l’elemento di raccordo fra due comitati che avevano deciso di lavorare assieme. Le spinte alla rottura sono state organizzate dall’esterno, da persone che vestono tre giacche contemporaneamente, compreso quella di una organizzazione politica.
    Forse la rottura serviva per avere il controllo su un comitato?
    La presidente Chiara Capanni e il Vice presidente hanno così lasciato Dinamo per entrare nelle Cicogne e continuare a lavorare per la riapertura del/dei punti nascita esattamente come prima. Noi continuiamo a stimare le persone che sono dentro Dinamo e anche il suo presidente attuale, solo che non possiamo lavorare con un convitato di pietra nell’aria. Quindi continuiamo da soli, ma in contatto con i cittadini, incuranti delle sberle che ci stanno dando i politici, perché la nostra è una battaglia di civiltà che non può sottostare a logiche di schieramento.

    Gianni Marconi

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    • Sul ‘divide et impera’ i Romani, duemila anni fa, hanno costruito il loro impero. Se mai le cose fossero andate come Lei dice, e io Le credo, come è stata possibile tanta ingenuità?

      Giovanni Annigoni

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  5. Partendo dal presupposto che almeno le Cicogne (Dinamo non lo conosco ) non si sono affidate mai ai partiti istituzionali ne tantomeno vogliono che un qualche partito gli metta il capello in testa per lucrare qualche voto, vi vorrei ricordare che l’unico consigliere che in consiglio regionale da più di due anni presenta mozioni per la non chiusura del punto nascite a Castelnuovo è Yuri Torre eletto con sinistra italiana.
    Tra propaganda e fatti c’è sempre il mare, basta solo andare a vedere.
    Grazie a tutti e viva le Cicogne.
    Massimiliano Garuti

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