Un’ora e quarantatré minuti per arrivare in autostrada. Scrive Roberto Malvolti

Riceviamo e pubblichiamo.

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Lunedì 21 gennaio 2019, ore 07.03 fontana di San Pancrazio direzione Reggio Emilia.

Ore 08.43 casello A1 Reggio Emilia 45 KM in 1 ora e 43 minuti, media oraria, circa 26 KMh.

All’inizio il viaggio è stato regolare sino a Puianello, tralasciando che la SS 63 non presenta nessun punto ove il sorpasso è concesso, praticamente la segnaletica orizzontale fa presente al guidatore che si sta percorrendo una strada pericolosa ove non si può sorpassare.

Poi arrivando alla Vasca di Corbelli il delirio, in coda, arrivi a Rivalta e il cellulare suona, sei fermo e puoi vedere che messaggio ti è arrivato.

Facebook, leggi e avresti voglia di lanciare il cellulare. Roberto, i tuoi ricordi.

Il 21 gennaio 2015 scrivevo in merito alla discesa a Reggio Emilia del nostro sindaco Bini che andava a incontrare il presidente Anas (EX) Ciucci in occasione della presentazione del progetto Tangenziale di Reggio Emilia; ora capite perché avrei lanciato il telefono.

Dopo quattro anni nemmeno una pietra della nuova tangenziale, nessun nuovo lavoro sulla SS 63 nulla di nulla, manutenzione ampliamenti solo 65 milioni buttati nella Bocco Canala, con una delle peggiori rotonde mai costruite.

La galleria del Seminario buia, sporca, senza nessun ammodernamento.

Il tratto di Rio torbido, degno di una mulattiera.

Poi alla mente ti tornano i tempi della battaglia del comitato SS63 e la rabbia ti passa, forse tutto questo è ciò che meritano i montanari, promesse e prese per i fondelli.

Con i nuovi lavori si andrà da Castelnovo ne’ Monti a Reggio Emilia in…  si scriveva sui giornali dopo il siparietto dell’inaugurazione della Bocco Canala.

Ora concludo con una provocazione. Caro Capo compartimento, venga con il Suo responsabile del tratto e il Suo geometra una mattina a Castelnovo ne’ Monti e io dedicherò un po’ del mio tempo a Lei e ai Suoi colleghi e andremo sino a Reggio Emilia, così capirà quanto è distante la realtà della Sua scrivania a quanto vivono giornalmente i pendolari “santi” che ogni giorno scendono a Reggio Emilia, per guadagnarsi la pagnotta e per non far morire la nostra Montagna.

Non mi deluda, altrimenti il mio pensiero sarà diverso e orientato al fatidico 27, giorno in cui ogni dipendente pubblico percepisce lo stipendio.

Cordialmente.

(Roberto  Malvolti. Ex cordinatore Comitato Strada SS63)

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5 Commenti

  1. Non perché non son d’accordo sulla tangenziale, anzi…. però per andare in autostrada si fa molto prima andando per la fondovalle di Viano. Da Carpineti a Bologna mediamente io ci metto un’ora e venti.

    Max Carpineti

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    • Carpineti Bologna un ora e 20minuti forse alle 5 del mattino e dandoci del gas … poi se uno deve andare a Milano o sulla A22 cosa ci va a fare a Bologna x poi tornare indietro ???

      Nicola

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  2. Certo, anche io se devo andare in autostrada evito Reggio e vado a Modena o Campegine a seconda di dove devo andare, ma non è normale che per attraversare la città alla mattina o alla sera ci voglia più di un’ora. Non c’è solo l’autostrada, ci sono i mezzi di soccorso, i pendolari. Una sera, tornando con la TAV da Milano, ci ho messo di più dalla stazione fino a Rivalta (un’ora e un quarto) che da Milano a Reggio (40 minuti). La vera questione è: quale 63 vogliamo? Spero che si possa aprire un vero dibattito su questo tema e non lasciare ai singoli paesi l’onere/onore di richiedere interventi, non sempre centrati o prioritari. Invece della bretella di Rivalta, sarebbe molto più utile fare il collegamento Puianello-Canali già progettato 20 anni fa e chiedere finanziamenti per collegare la parte sud della provincia alla TAV e all’autostrada.

    Alberto Castagnini

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  3. A questo punto che abita ad Albinea, Vezzano e Montecavolo ha gli stessi problemi di chi vive un poco più in su.

    A mio modesto parere la colpa è da ricercarsi nelle amministrazioni comunali di Reggio Emilia. Amministrazioni miopi, capaci solo di sviluppare quartieri residenziali a sud della città e poli produttivi e logistici a nord; tutto questo senza i necessari collegamenti. Ormai è tardi, andrebbero demolite abitazioni anche nuove, frutto di una città cresciuta male e in fretta.

    Massimo

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  4. Lo sfogo che si legge in questo articolo è comprensibile ed è lo sfogo di chi viaggia tra la montagna e la pianura tutti i giorni. Chi conosce a memoria tutte le curve, i (pochi) rettilinei, le buche e gli ingorghi della ss63 dal Cerreto a Reggio, si renderà presto conto che la problematica della viabilità non si può affrontare se non in termini complessivi (e qui concordo con Alberto Castagnini). Non può essere un singolo Comune o una singola problematica (un incrocio o un muretto) a decidere come dovrà essere il tracciato di una nuova strada statale: occorre una progettazione complessiva che veda come orizzonte nord l’asse Tav e autostrada del Sole e come orizzonte sud gli sbocchi verso porti e autostrade di Liguria e Toscana. L’esortazione è quella di procedere nella direzione concordata tra Provincia, Anas ed ex Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in cui, dopo l’inaugurazione della Bocco-Canala (con ahimè qualche problema di troppo), si prevedeva la concreta fattibilità di una razionalizzazione della “mulattiera” Bocco-La Vecchia, Pinetina di Vezzano, tangenziale sud di Reggio e, con non pochi mal di pancia, una variante di Rivalta che fosse una vera variante e non una semplice bretella. E tutte queste opere (che NON sono grandi opere) se progettate e realizzate con criterio, possono essere davvero utili sia a chi abita in montagna che in città.
    Sarebbe certo stato meglio realizzare queste cose con un anticipo di venti, trenta anni; ma adesso che finalmente ci sono le condizioni di farlo, dobbiamo andare avanti tutti assieme su questa direzione.

    Saluti

    Emanuele Coli
    (pendolare della SS63 – segretario Pd Ventasso)

    Rispondi

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