Gaom, chi torna, chi parte

Riceviamo e pubblichiamo.

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Cari amici,

tra pochi giorni un secondo gruppo di volontari del GAOM partirà diretto a Shashemene, Etiopia, per dare continuità ai progetti che l'associazione segue da ormai 35 anni.

Un primo gruppo infatti era partito a metà dicembre ed è rientrato i primi dell'anno dopo essere stato impegnato principalmente presso il centro delle suore del De Foucauld, mentre il secondo gruppo si dividerà tra le suore, il poliambulatorio e la Casa Famiglia.

Presso le suore del De Foucauld durante le grandi piogge dello scorso anno un fulmine aveva danneggiato l’impianto termico del centro; dopo un lungo lavoro di smontaggio dell’impianto, sostituzione dell’inverter e nuovo montaggio, realizzato dal primo gruppo di volontari, tutto è stato ripristinato. E’ stata inoltre montata una nuova cisterna per aumentare la scorta di acqua ad uso delle mamme che, con i loro bambini, arrivano dalla baraccopoli e dalla campagna per ricevere assistenza e cure mediche.

Tra i volontari che partiranno sabato un gruppetto che darà il proprio contributo professionale presso l’ambulatorio del centro delle suore de De Foucauld, dove accorrono quasi giornalmente circa 80 bambini con le loro mamme, formato dal pediatra Gian Luca, l'oncologia Fiorella e l'igienista Leonarda.

Altri due volontari, i dottori William e Riccardo Azzolini saranno impegnati presso il poliambulatorio di Shahsemene.

Il dottor Azzolini, fondatore del GAOM, potrà rivedere la terra dove cominciò l’avventura del gruppo ben 35 anni fa, nella foresta di Gambo.

Shashemene però è una zona che risente molto della siccità e anche Casa Famiglia nell’ultimo periodo è rimasta senza acqua. In questi giorni un camion cisterna porterà un carico di acqua a Casa Famiglia per riempire la vasca di raccolta che si è asciugata.

Per questo motivo un terzo gruppo di volontari, composto dal giovane Alessio, Marsilio, Gianni ed il sottoscritto, lavorerà presso Casa Famiglia e la missione di Shashemene con l’intento di sistemare due cisterne da 10.000 litri che garantiscano maggiori scorta di acqua per i ragazzi e per chi vive in missione.

Inoltre, con la collaborazione di quattro giovani: Lorenzo, Martina, Davide e Christian, iscritti all'Istituto di Istruzione Superiore Nelson Mandela di Castelnovo ne’ Monti, indirizzo agrario, accompagnati dal un professore, Massimo, avranno il compito di preparare i terreni di Casa Famiglia per avviare un frutteto e orti per il consumo interno della struttura.

È inoltre in fase di sviluppo il progetto di una scuola di idraulica per i ragazzi di Casa Famiglia, con l’intento di poter offrire ai ragazzi che usciranno dalla Casa, maggiori sbocchi lavorativi.

Come sempre, però, le relazioni con le autorità civili e religiose del territorio e con le tante persone conosciute in questi anni, saranno l’aspetto fondamentale della spedizione. Per assicurare a tanti giovani un futuro di speranza.

(Alberto Campari, presidente Gruppo Amici Ospedali Missionari)

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Un Commento

  1. Siete semplicemente ammirevoli e spero destinatari di importanti aiuti soprattutto economici. Voi, veramente buoni, siete un esempio scomodo ai buonisti, che sbraitano di prendere tutto e tutti sdraiati sul divano di casa. L’opera iniziata dal dottor Riccardo, persona eccezionale, e continuata dai volontari, è da far conoscere maggiormente ed aiutarla in tutti i modi possibili. Voi sì che siete degni di rispetto e di ammirazione.

    Andrea Azzolini

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