“Una comunità che non ha un progetto chiaro per il proprio domani è destinata solamente alla morte”: una nota di Daniele Valentini

Riceviamo  e pubblichiamo.

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L’uomo non è niente altro che quello che progetta di essere

Queste poche parole ci fanno immediatamente comprendere quanto sia grande, non solo per l’uomo ma per un’intera comunità, la necessità di avere un’idea di ciò che vuole essere nel presente e soprattutto di ciò che desidera diventare nel futuro. Una comunità che non ha un progetto chiaro per il proprio domani è destinata solamente alla morte.

Credo che la nostra comunità abbia bisogno proprio di un progetto che le permetta di attraversare i cambiamenti odierni con lungimiranza, senza rimanervi intrappolata ma  sfruttandone le nuove opportunità che vengono offerte.

Tre saranno le questioni fondamentali che questo progetto dovrà affrontare:

  • Continuo rafforzamento dei nostri valori.

Questo argomento risulta essere fondamentale, la base: perché una comunità possa vivere una giusta e corretta prosperità deve affondare le proprie radici su chiari e determinati valori. È fondamentale essere cittadini responsabili e partecipativi, che sappiano valorizzare il bene comune dinnanzi allo sfrenato egoismo, che apprezzino il valore dell’equilibrio, dell’ascolto e la moderazione anziché la rabbia e l’istinto; un gruppo di persone che consideri il bene comune come fonte di arricchimento e di benessere e non come luogo di mero sacrificio delle proprie ambizioni personali.

  • Complessivo ripensamento dei servizi  e del terzo settore.

Un territorio per essere attraente deve necessariamente creare opportunità culturali, economiche e sociali, negli ultimi 30 anni siamo rimasti in Montagna con la certezza che determinati  servizi sarebbero rimasti invariati o potenziati, oggi sappiamo che non è così e che non potrà essere così.

Il  rapporto di coesione sociale passa anche attraverso un nuovo sistema dei servizi, che non può basarsi sulla legge dei numeri ma sulle opportunità che diamo ai cittadini come risposte alle loro esigenze. Lo scopo odierno della nostra comunità non deve essere quello di  lottare in modo isolato e indistintamente per qualsiasi cosa; ma stabilire delle priorità, lottare tutti assieme, spendendo le nostre energie soprattutto per ciò che anche domani sarà davvero fondamentale e necessario. Il nostro obbiettivo non deve essere quello di avere questo o quel servizio ma avere un sistema di servizi capace di reggere non solamente oggi, non solamente per i prossimi cinque anni ma per i prossimi venti anni.

Certamente la sfida di garantire i servizi alla persona, passa anche attraverso il  ripristino di quel valore imprescindibile rappresentato da un Ospedale, il S. Anna, che ha reso importante il nostro Appennino, comprensivo del punto nascita che costituisce un elemento vitale per la sopravvivenza e lo sviluppo di un territorio.

  • Dare slancio all’economica attraverso la valorizzazione del rapporto tra ambiente ed attività produttive del territorio.

La nostra realtà economica è costituita da realtà medio – piccole, per sopravvivere e prosperare all’interno di una società sempre più globale ha una sola strada: investire sull’eccellenza e sulla peculiarità, possiamo e dobbiamo essere competitivi sulla qualità, non sulla quantità di ciò che produciamo.

Due sono le principali peculiarità del nostro territorio: il settore agricolo e artigianale, in particolar modo la produzione di Parmigiano Reggiano; e il settore turistico-ambientale grazie al patrimonio storico, religioso e naturalistico offertoci dalla Pietra di Bismantova e dalle montagne dell’Alto Appennino.

Solo sfruttando a pieno tutte le opportunità che queste due realtà ci offrono, rendendole i nostri simboli, imparando ad esaltarne la bellezza e l’importanza e riportandole a nuova vita, coniugando tradizione e innovazione, si potrà dare nuovo slancio all’economica locale.

Il nostro benessere di domani dovrà essere garantito da un’economia che trovi il fondamento in uno sviluppo economico e umano rispettoso dell’ambiente che lo circonda, per vivere questo ambiente come una opportunità e non come un limite, come un mezzo di prosperità e non come un ostacolo, come un’entità viva e da sviluppare e non come un qualcosa di statico e intoccabile.

Il presupposto a tutto questo è  quello di vincere la paura di oggi e concentrarsi su un progetto per domani.

La paura non si può vincere pensando solamente a ciò che non funziona, a ciò che manca, a ciò che non piace, pensando solamente al presente; ma si deve iniziare a riflettere seriamente a quello che potrebbe essere il futuro, a quella che potrebbe essere la meta da raggiungere domani, solo così una comunità sarà in grado di trovare la forza di superare le fatiche di oggi.

Certamente mi rendo conto che i problemi dell’oggi sono tanti e non voglio certo qualificarli come non importanti, assolutamente! Ma dobbiamo cercare di affrontarli in modo diverso, con positività, risvegliando il nostro orgoglio, la nostra identità, le nostre tradizioni e il senso di appartenenza al nostro territorio.

Solo se saremo capaci di trasformare il circolo vizioso della paura che ci assilla nel presente in un circolo virtuoso di speranza per il futuro, potremo avere l’opportunità di riprenderci e ridare slancio alla nostra montagna, di cambiare rotta, altrimenti saremo condannati a restare nel declino inarrestabile.

Non fermiamoci solamente a ciò che si aveva, a ciò che si era, a ciò che potevamo,  ma volgiamo lo sguardo a ciò che si potrebbe avere, a ciò che si potrebbe essere, a ciò che si potrebbe diventare, a ciò possiamo o potremmo fare.

Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare”.

(Daniele Valentini  Capogruppo “Progetto per Castelnovo ne' Monti”)

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Un Commento

  1. E’ fondamentale essere cittadini responsabili e partecipativi, che sappiano valorizzare e anteporre il bene comune dinnanzi allo sfrenato egoismo e aggiungerei alle logiche e ai dettami di partito, di qualsiasi partito. Non è qualunquismo è istinto di sopravvivenza, è voglia di scaricarsi di vecchi e dannosi fardelli per poter progettare il nostro futuro a misura d’uomo o meglio a misura di comunita’ nel rispetto di tutti.
    Valentini a quando?

    Pierangela

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