Tira i sassi e non nasconde la mano… tempi che cambiano

Nella tarda mattinata di ieri, 19 febbraio, passeggiavo assieme ad un’amica nei pressi della piccola fontana in via Roma, a Castelnovo ne’ Monti, quando mi sono sentita piovere addosso una sassaiola di ghiaia che ha concluso la sua corsa tintinnando allegramente sulle auto parcheggiate lungo la via.

Mi sono voltata, incredula, e mi è apparsa una deliziosa frugoletta, di rosa vestita, ancora con la manina alzata e l’espressione di beatitudine per la prodezza eseguita.

Accanto a lei una giovane donna, presumo la mamma, completamente assorbita dallo schermo del cellulare, del tutto ignara del mondo che la circondava. Un’altra donna era presente, immagino fosse la nonna, assorta e persa nei suoi pensieri.

Tanto è stato lo stupore della scena che mi si è presentata che altro non sono riuscita a dire se non un “E beh?”

Il vuoto cosmico: la mamma non ha sollevato di un micron lo sguardo dal cellulare, la nonna ha mantenuto lo sguardo perso nell’osservazione dell’universo.

Sarebbe stato troppo aspettarsi un rimprovero alla bambina per aver lanciato la ghiaia verso persone e cose? Sarebbe stato troppo aspettarsi le scuse per il comportamento sconsiderato della frugoletta?

Allo stato dell’educazione che si vede in giro direi proprio di sì, da bambina i miei genitori, i nonni, gli zii, con parole ed esempio quotidiano mi hanno insegnato che l’educazione e il rispetto verso gli altri è il fondamento della persona e prescinde dalla cultura e dall’intelligenza.

Probabilmente verrò tacciata di essere intransigente, che i bambini si sa, sono bambini… Io invece domando a quanti sono di questa opinione: che educazione hanno ricevuto le ragazze che hanno pestato una compagna di scuola riprendendo “l’evento” col telefonino? Chissà, forse da piccole tiravano i sassi alla presenza degli adulti che avrebbero dovuto insegnare loro un corretto e civile comportamento.

Vi dirò di più, mi firmo con uno pseudonimo perché, dati i tempi, non vorrei ritrovarmi i genitori della frugoletta inferociti sotto casa!

(Tata Matilda)

 

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Un Commento

  1. Mi sbaglierò, ma questo caso di diseducazione – così come quelli di vera e propria maleducazione – è verosimilmente figlio del clima di buonismo, permessivismo, o come altro lo si vuole chiamare, che dura da tempo e deriva a sua volta da quel tipo di cultura che respinge tutte le forme di “costrizione”, o supposte tali, che sarebbero semplicemente le regole e i principi che un tempo la nostra società si era data per disciplinare rapporti e relazioni (le cosiddette buone maniere).

    Se da bambino anch’io mi fossi comportato in eguale modo, nutro pochi dubbi sul fatto che i miei famigliari mi avrebbero rimproverato, e si sarebbero scusati con chi fosse stato oggetto della mia “marachella”, e si consideri che la loro generazione era abbastanza “tosta”, visto che veniva dagli anni della guerra, e da quelli non facili del dopoguerra, non mancava cioè di carattere, ma sapeva se del caso chiedere scusa (e ringraziare chi eventualmente segnalava le “birichinate” dei figli).

    P.B. 21.02.2019

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