Comitato Salviamo le Cicogne: ecco la documentazione consegnata al recente incontro ministeriale

La documentazione prodotta dal Comitato Salviamo le Cicogne con l’ausilio dei medici del Tavolo della Sanità del Comune di Castelnovo ne’ Monti su richiesta del Sottosegretario dott. Armando Bartolazzi, consegnato in Ministero il 20 febbraio scorso, consiste in una scheda di 34 pagine formato A3 contenente gli elementi utili per una revisione del parere negativo precedentemente espresso dal Cpnn.

Tre gli argomenti principali:
- Presupposto orogeografico, l’unico che consente una deroga permanente al numero minimo di parti annui.
- Piena sicurezza del Punto Nascita determinata dal rispetto degli standard tecnici e operativi richiesti.
- Vizio formale della precedente richiesta che conteneva informazioni inesatte sulla dotazione medica, non più a prestito, bensì appartenente all’unico presidio ospedaliero provinciale.

Nel merito della motivazione orogeografica sono state prodotte cartine con Google Maps e Google Earth che mostrano la localizzazione dell’ospedale di Castelnovo, la capacità di servire in posizione centrale tutto il bacino della montagna da Casina a Civago e Miscoso per un totale di 800 kmq, la difficoltà derivante dai percorsi stradali e dalle altimetrie, la ridondanza degli altri Punti Nascita della provincia al di sotto dei 1000 parti, facilmente sostituibili dall’Hub di Reggio Emilia.
Inoltre, sono stati calcolati i tempi e le distanze di percorrenza attraverso due programmi, Google Maps e ViaMichelin, raccolti in una tabella che indica tempi di 1 ora e 50 minuti dai paesi del crinale all’ospedale di Santa Maria di Reggio e di 1 ora e 10 minuti dalle frazioni esterne di Castelnovo ne’ Monti.

La massima sicurezza dell’ospedale Sant’Anna e del suo Punto Nascita è stata spiegata attraverso una bella e incisiva lettera a firma del dott. Carlo Boni, pediatra e neonatologo, e del dott. Mario Attolini, che hanno spiegato che ad ogni parto era presente il ginecologo, l’ostetrica, il pediatra, l’anestesista, in una struttura appena rinnovata e dotata di moderne sale chirurgiche limitrofe alla sala parto. Al Sant’Anna venivano indirizzati solo i parti fisiologici a termine ma nel caso di sofferenza del neonato era comunque presente il rianimatore h24 del reparto del Sant’Anna addestrato a trattare i casi infantili. Inoltre, era contemporaneamente attivato il neonatologo della Terapia Intensiva Neonatale di Reggio che provvedeva al trasporto in sicurezza del neonato all’Hub di riferimento.

Sono state inoltre allegate le schede contenenti i dati richiesti dal protocollo ministeriale che descrivono la dotazione tecnica e professionale del Punto Nascita, oltre a quelle pubblicate dalla Regione che descrivono l’articolazione dei reparti dell’intero ospedale Sant’Anna di Castelnovo.

Infine, poiché di iter formali si tratta, il documento esplicita l’obiezione che la richiesta presentata dalla Regione Emilia-Romagna al Ministero in data 25 luglio 2017 non aggiornava il Cpnn sul fatto che la legge della Regione E.R. n. 9 del 1 giugno 2017 disponeva la fusione dell’Azienda ospedaliera Arcispedale Santa Maria Nuova con l’Azienda unità sanitaria locale di Reggio Emilia dando vita all’attuale Azienda Usl di Reggio Emilia, ovvero un unico presidio ospedaliero provinciale.

L’omessa informazione è valsa un motivo di parere negativo quando il Cpnn ha scritto in risposta: “la guardia ginecologica e quella anestesiologica è garantita h24 soltanto con il supporto di ginecologi ed anestesisti provenienti dal PN di Reggio Emilia”. In realtà i medici e il primario erano una unica équipe operante al Sant’Anna e al Santa Maria con più di duemila parti anno all’attivo, appartenenti all’unica azienda sanitaria locale.​

Il documento presentato del Comitato Salviamo le Cicogne assieme ai medici del Tavolo Sanità del Comune di Castelnovo ne’ Monti è visibile e scaricabile da internet all’indirizzo:

https://www.flipsnack.com/cicogne/scheda-pn-castelnovo-monti-fc507ay2m/full-view.html

(Nadia Vassallo, portavoce Comitato Salviamo le Cicogne)
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Un Commento

  1. Ci tenevo a ringraziare il Comitato salviamo le Cicogne per il grande lavoro svolto per cercare di mantenere un servizio sui paesi montani; certi servizi non devono dipendere dai numeri ma dalle esigenze di un territorio, se alla montagna si garantiscono i servizi ci sarà una speranza in più per il suo futuro. Ci tenevo inoltre a far presente a tutti, all’Ausl in particolare, che dai Comuni di Palanzano e Monchio delle Corti per raggiungere l’ospedale di Parma servono mediamente un’ora e mezza, per venire a Castelnovo, da Palanzano servono 35 minuti; se queste informazioni fossero diffuse anche oltre l’Enza questi due Comuni potrebbero beneficiare, in tutto, compreso il Punto Nascite e il Pronto Soccorso, dell’ospedale di Castelnovo ne’ Monti.

    Franzini Lino

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