La compagnia I Coccodè riempie come un uovo il Teatro Bismantova

Lo spettacolo Non ho paura! della compagnia I Coccodè, a favore dell’associazione Fa.Ce, scritto e diretto da Francesca Bianchi, è andato in scena il 22 febbraio al Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti.

***

Musica in sottofondo.

Potrebbe apparire poco educato scrivere la parola portafortuna degli attori che inizia per “m”, detta prima che entri il pubblico, a sipario chiuso, e che ha poi sortito il suo effetto. “Se il pubblico applaude, si aspetta che abbia finito di applaudire” e “Muti come i pesci!” sono le ultime raccomandazioni della regista.

Gli spettatori iniziano a prendere posto, poco alla volta tutte le file si riempiono. Qualcuno dice che non c’era un buco per parcheggiare e ha dovuto lasciare l’auto su, dall’altra parte del consorzio.

Calano le luci, il sipario si apre.

Liberamente tratto dalla fiaba di Cappuccetto Rosso, lo spettacolo invita a riflettere sull’incontro con la diversità e a non perdersi nel fitto bosco di paure e pregiudizi che portano all’allontanamento e alla condanna dell’ “ignoto” rappresentato dai “lupi” che si incrociano lungo il cammino, i quali possono rivelarsi in realtà innocui se ci si avvicina a loro accogliendoli per come sono, senza giudicarli “cattivi” a priori, salvandoli da ingiuste accuse.

Le scene, tra il pacato e l’energico, si snodano piacevolmente una dopo l’altra. Il pubblico si sente coinvolto, segue e si diverte, batte le mani a tempo di musica, perché in fondo questa è una festa: la scoperta che possiamo convivere tutti assieme, ognuno di noi coi propri pregi e difetti, porta gioia. Tra l’altro è pure il compleanno della nonna di Cappuccetto Rosso, che saggiamente insegna: “Ogni essere umano è prezioso, lo siamo tutti!”.

Applausi fragorosi al termine dello spettacolo. Salgono sul palco per i saluti Francesca Bianchi e Alma Zanni, presidentessa dell’associazione Fa.Ce, che ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno reso possibile questa bella esperienza, sperando di non tralasciare nessuno: le famiglie e i loro ragazzi, il teatro, l’amministrazione comunale, i tecnici, i centri diurni, i volontari, la regista e il pubblico.

“Ho un po’ di magone a vedere così tanta gente”, dice Alma con voce commossa per l’emozione, “meno male che non vi vedo tutti perché è un po’ buio!”.

Luce sulla platea.

(I.C.)

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Un Commento

  1. Sono stato testimone di uno spettacolo molto simpatico, e ci sono arrivato per un mio errore. Credevo proiettassero il film The Mule di Clint Eastwood…
    Quindi con sorpresa ho visto una folla di concittadini che ha riempito tutti i posti del teatro Bismantova. E ho poi assistito allo spettacolo allestito dalla compagnia coccodè… Bravi alle ragazze, ai ragazzi e ai volontari …
    Ora permettete una riflessione personale. Vi sono diverse leggende, alcune forse senza fondamento: durante la repubblica e poi l’impero romano, i neonati venivano “visitati” dagli anziani, e se mostravano qualche imperfezione, venivano abbandonati sul laetum (concimaia) oppure uccisi, gettandoli dalla rupe Tarpea. Analoga leggenda narra degli antichi abitanti di Sparta che sottoponevano i neonati ad una visita da parte dei sacerdoti, e se non trovati perfetti venivano abbandonati od uccisi sul monte Taigetos. Questa la realtà di un passato pagano crudele ma forse necesssrio per l’economia di pura sussistenza quei popoli.
    Nel guardare e nell’ascoltare i ragazzi Cerebrolesi, mi ha colpito un’idea: noi cosiddetti “normali” dovremmo considerare e guardare a loro come, mi si perdoni il paragone imperfetto, Dio guarda e considera noi. Con grande Amore. Come a noi paiono semplici e imperfetti, così noi uomini e donne “normali” vi mostriamo al Creatore. (Che certo sorride di noi… della nostra presunta superiorità)
    Se tutti riuscissero a vedere questa piccola verità, potremmo imparare molto e tutti i cosiddetti “diversi” sentirsi meno diversi e più amati in questo nostro mondo. Questo l’insegnamento profondo di un uomo vissuto 2000 anni fa e chiamato Jeshua Anozri: Gesù il Nazzareno, il Cristo.
    Questa la civiltà cristiana, che per quanto imperfetta è superiore delle civiltà pagane …
    Un saluto,

    Alessandro Davoli

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