La tv ai bambini? “Cum grano salis”. Il commento di una mamma

Commento all'articolo: Contro Masha e Orso la battaglia di nonna Dilva

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Ho pensato molto se rispondere o meno a questo articolo perché come mamma e insegnante (quindi doppia funzione educativa) mi sono sentita chiamata in causa.

Ho una bimba di 2 anni che ama alla follia proprio Masha e Orso… Come darle torto! Sono così simpatici nelle loro avventure che anche io, a volte, mi perdo a guardarli insieme a lei. Detto ciò sono consapevole da sempre del forte potere che la televisione ha sui nostri bambini e di quanto possa ostacolare altre attività. Per questo motivo abbiamo stabilito che i cartoni si guardano per circa 30 minuti dopo pranzo e dopo cena.

È chiaro che quando questo tempo è terminato lei non è entusiasta e sì, ci scappa il capriccio ma, è proprio qui che mi trovo in disaccordo con lei, il capriccio per i cartoni non è il solo della giornata! Si fanno i capricci per andare a casa quando si è al parco giochi, si fanno capricci quando si sta giocando con altri bambini ma è ora di andare a casa, si fanno i capricci quando si è finito di leggere i libri ed è ora di andare a dormire, si fanno i capricci quando si vieta un gioco troppo rumoroso ad orari non indicati (vivendo in condominio)… e potrei continuare ancora a lungo questo elenco!

I capricci sono un modo che i bambini hanno per vedere fin dove noi adulti siamo disposti a cedere, a casa come a scuola (a volte con altre modalità man mano che l’età aumenta). Questo non vuole dire però che dobbiamo vietare qualsiasi tipo di attività che vede, in seguito, l’emergere di un capriccio. Penso invece che dobbiamo imparare noi adulti a essere più resistenti a questi “ricatti”, concordando prima modi e tempi di ogni attività, televisione compresa, e mantenendo ferme le nostre posizioni dopo. Come Valentina, posso affermare che i cartoni sono anche uno strumento che può insegnare; come tutti gli strumenti deve essere, a mio avviso, sì dosato ma non demonizzato!

(Una mamma)

P.S. Aggiungo inoltre che, vado a memoria, secondo me di televisione da piccola ne ho vista più io (e mi sento di dire lo stesso per tutti i miei compagni cresciuti negli anni '80/'90). Nonostante questo non sono mai emerse difficoltà nello svolgere altre attività… Forse l’unica differenza è che si prendeva qualche calcio nel sedere in più se il capriccio si prolungava oltre il tempo tollerato!

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2 Commenti

  1. Mi sembrano considerazioni ragionevoli, ispirate al principio della misura, che dovrebbe valere per ogni cosa, ed essere applicato anche dagli adulti nell’utilizzo dei mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, così da dare un buon esempio (il che non sempre succede).

    P.B. 26.02.2019

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  2. Nel mio articolo si parla di cartoni a due anni. La realtà virtuale a due anni non può essere predominante. Dentro a questo mio discorso, ci sono, come insegnante, anni di osservazioni sul recupero dell’esperienza, che è un passaggio indispensabile per la conoscenza, e che dà anche valore alla gioia del saper fare.

    Dilva Attolini

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