Lino Franzini all’attacco: “Sulla diga perché Castelnovo tace? E perché per Ramiseto ci sono solo due guadi?”

Commentando una notizia, sul tema diga interviene nuovamente il sindaco di Palanzano, Lino Franzini. Per la prima volta chiama in causa l'Unione dei Comuni e il sindaco di Castelnovo, Enrico Bini, col quale si dichiara legato da amicizia. "Ma alla sua linea politica regionale dei paesi montani non importa nulla. Non è possibile che un Comune come Castelnovo ne Monti, comune capofila dell’Unione - attacca Franzini - non faccia sentire il suo peso in Regione per la mancata realizzazione dell’invaso di Vetto, come se i benefici che porterebbe anche alla montagna non riguardassero anche Castelnovo ne Monti o i Comuni di questa Unione".

"Non è possibile - prosegue il sindaco di Palanzano -  che sulla strada principale che da Vetto a Ramiseto si passi ancora su due ponticelli che fungono da guado, pur avendo avuto per dieci anni una presidente della Provincia proprio di Ramiseto; cose che neppure nei paesi del terzo mondo esistono, ma questo sta a dimostrare quanto alla Provincia o alla Regione interessi la montagna: nulla; onestamente devo dire che anche i montanari hanno molte colpe, se fossero cosi bravi a organizzare proteste contro i politici assenti come sono bravi a criticare nei bar o a cambiare i politici che non fanno nulla per la montagna a Castelnovo avremmo la ferrovia e l’aeroporto, pertanto occorre assolutamente cambiare".

"Ma sappi - prosegue Franzini rivolgendosi al candidato sindaco della Lega, Alessandro Rainiero Davoli -, che la cosa non sarà facile, il potere tramite i mas media locali compiacenti fa credere che i coccodrilli volano, fa credere che in montagna si stanno facendo tante cose; ma quelle poche cose che si fanno, noterai che si fanno durare decine di anni e ad ogni elezione se ne inaugura un pezzo, e la gente è soddisfatta della ciliegina, dimenticando che sotto la ciliegina manca la torta, manca la sostanza. Pertanto sono a chiedere il tuo massimo impegno per questi territori".

 

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6 Commenti

  1. La Valle dell’Enza la vedo veramente abbandonata da tutti, non solo da Castelnuovo; chiunque può vedere quante opere sono state fatte in altre vallate ma su questa valle non è mai stato fatto nulla di importante per consentire a quei pochi montanari di poter restare su queste terre montane e il peso di Castelnuovo è sicuramente mancato. Che da Vetto a Ramiseto manchi un collegamento viario decoroso è indiscutibile, la strada attuale è più adatta a collegare una piccola frazione che una strada che deve portare a Ramiseto e al crinale. La diga di Vetto aiuterebbe anche in questo, su almeno uno dei lati del lago la strada è indispensabile.

    Andrea

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  2. Qualche tempo fa in risposta ad un articolo pubblicato in merito all’invaso di Vetto mi chiedevo come mai gli amministratori della nostra montagna, provincia e regione non prendessero posizione. Ogni volta che la pianura si allaga o perdurano periodi di scarsa pioggia si torna a parlare dell’invaso sull’Enza ma mai una posizione decisa da parte delle forze politiche locali. La montagna è difficile da gestire, ma noi cittadini della montagna dobbiamo capire che se vogliamo cambiare qualcosa dobbiamo anche impegnarci a fare proposte, stabilire delle priorità e chiedere a chi vogliamo ci rappresenti impegni precisi e non solo chiacchiere.
    La diga di Vetto serve per la montagna e per la pianura? Ci sono problemi tecnici? Si organizzino incontri nei comuni, si organizzi una manifestazione, si chieda ai nostri sindaci come la pensano.
    Poco cambierà se la politica non interviene, ma la politica la possiamo decidere anche noi.

    Manuela Guazzetti

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  3. Condivido in toto il commento di Manuela, non comprendo il silenzio di tanti sindaci dei comuni montani, ma anche quelli a valle, di fronte ad un’opera che chiunque comprende che porta benefici, come se fosse un’opera che non li riguarda. O sono sindaci a cui non importano i benefici al loro territorio o ubbidiscono ad ordini che gli arrivano dall’alto, o l’una o l’altra sono sbagliate, un sindaco deve pensare al bene dei suoi cittadini e del suo territorio e non dipendere da nessuno. Sarebbe interessante che si esprimessero come amministrazioni

    Boraschi Sergio

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  4. Complimenti a Manuela, perche tutti si strappano le vesti quando c’è siccità o alluvioni e si torna a parlare dell’invaso di Vetto e dopo “passatu lu malu gabbato lu santo”, ma è questa la serietà della politica, dei politici provinciali o regionali o dei sindaci che dovrebbero prevenire e non riparare i danni?

    Linda

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  5. Devo fare veramente grandi complimenti al signor Franzini l’unico amministratore montano che fa sentire la sua voce ma non basta. Dovrebbero essere in prima fila tutti i sindaci della montagna a far sentire la propria voce nei palazzi della politica che conta ed anche tutti i cittadini. Riguardo a Ramiseto la provincia se ne è sempre fregata nonostante il grande livello occupazionale offerto dagli imprenditori che avrebbero meritato insieme agli abitanti una viabilità di prima classe. Ormai purtroppo è tardi perchè i residenti da queste parti stanno diventando merce rara. A quanto pare alla classe dirigente che ha regnato per lunghi decenni da queste parti importa più dei lupi che del futuro dei residenti.
    Voglio aggiungere che con il cambiamento climatico in atto un invaso di parecchi milioni di metri cubi di acqua farebbe molto comodo sia all’economia montana che a quella della pianura: speriamo non sia troppo tardi!

    Simone

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  6. È chiaro che uno sviluppo della Valle dell’Enza potrebbe portare a delle menti ottuse che la valle del Secchia e Castelnovo sarebbero penalizzate dallo sviluppo di questa Valle; questo immagino sia stata la causa del silenzio tombale di Castelnovo sulla diga di Vetto in tutti questi anni.
    Il detto “mors tua vita mea” per la nostra montagna non è valido, se non si sviluppa l’intera montagna è la morte di tutti, e questo Castelnovo non l’ha mai capito, si sentiva l’ombelico del mondo, intoccabile; ora potrebbe tentare di fare qualcosa per tutti i paesi montani, ma è tardi e penso non gli importi nulla.

    Daniele

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