“Parto in città: io ho avuto paura. 50 minuti sono diventati 90”, parole di una neomamma

"Io ho avuto la fortuna di vivere una gravidanza senza nessun problema, ma capisco ogni parola scritta! Ho avuto paura: paura di aver bisogno di un controllo medico". Così scrive a Redacon una neomamma, con riferimento alla notizia rilanciata dalle Cicogne.
"Ad ogni mutamento del mio corpo - prosegue la nostra lettrice - , ad ogni nuovo movimento che ho sentito, ho pensato 'speriamo non sia niente!' Ho avuto delle contrazioni al 5° mese, al consultorio mi hanno detto di andare a Reggio per fare un tracciato… per fare un tracciato!"
"Quando poi è arrivato il grande giorno, in preda alle contrazioni, il mio compagno mi ha accompagnata all’ospedale che avevamo scelto, ci hanno rimandati a casa, alle 3 di notte, perché le contrazioni non erano sufficientemente forti e regolari… altri 50 minuti di macchina per tornare a casa, che in preda ai dolori sono diventati 90, i minuti! Il giorno seguente (con contrazioni sempre più ravvicinate e potenti) non volevo più andare all’ospedale, per paura di affrontare il viaggio, fortunatamente un parente esperto in questo campo medico, è corso a casa nostra e ci ha aiutati. Arrivata all’ospedale, ho partorito dopo un’ora".

Cosa rimane di questa esperienza?

"Ricordo il trasporto come un’inferno e le ultime ore di travaglio (passate a casa) le ricordo con un senso di solitudine enorme, con il peso di dover fare un lungo viaggio sulle spalle, anche solo per chiedere un parere. Sono contenta di aver fatto tutto il travaglio tra le mura di casa, in un ambiente rilassante e confortevole, ma ricordo l’avvilimento di non poter chiedere un parere medico se non dopo un viaggio lungo da dover affrontare in quella situazione… ed è desolante! Specialmente se sei al primo parto e non sai cosa stai affrontando!
Bisognerebbe garantire almeno un minimo di monitoraggio prima di far viaggiare delle partorienti, credo che in nessun manuale medico sia consigliato un lungo viaggio in caso di complicanze in gravidanza, se invece fosse consigliato fatecelo sapere!"

Un dato positivo: "Va però fatto un ringraziamento alle nostre ostetriche, che con dedizione svolgono il loro lavoro nonostante siano costrette a operare con difficoltà!", firmato una neomamma.

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Un Commento

  1. Mi fa molto male quando leggo queste esperienze. Il parto è la cosa più bella della vita di una mamma, vedere la propria creatura. Ho avuto due figli in ospedale in montagna seguita fin dai primi dolori e con una durata di 20 ore. Si era seguite da ginecologi che non guardavano l’orologio per il cambio turno, ma seguivano le partorienti anche per confortarle. Ora tutto è cambiato si è dei numeri per le leggi e per lo stato e con molta ironia aggiungo “non devono partorire uomini e ministri!”

    CG

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