Di variante in variante

Premessa la positività della conclusione dei lavori della variante del Ponte Rosso, si può ora notare come con essa si sia fisicamente esaurito lo spazio disponibile all'interno del quartiere Peep di Castelnovo ne' Monti, fino ai primi anni ottanta scorsi un grande prato verde. Ora abbiamo questo ulteriore accesso che va a sboccare sul sistema di rotonde Pieve-ospedale, già gravato di sostenuto ed inevitabile traffico, mancando percorsi alternativi (diminuiti anche a seguito della recente decisione sul senso unico di via alla Pieve). Vero è che sarà proporzionalmente sgravato il vecchio tracciato di statale, ma un nastro d'asfalto in più porterà verosimilmente ad un aumento della circolazione.

Non pare inutile sottolineare come quest'opera renderà - se si vuole un po' paradossalmente - ancora più stringente la necessità di una grande variante che aggiri e lasci fuori tutto il paese. Come accaduto, nel tempo, per ogni centro giacente sulla 63: Collagna, Busana, Cervarezza, Felina, Casina... Un argomento su cui periodicamente si ragiona, anche se in modo purtroppo accademico, dati gli alti costi che comporterebbe questa realizzazione, in qualsiasi versione fosse progettata (e sottintendendo che ai suoi lati non venisse subito edificato a spron battuto, nel qual caso nel giro di poco tempo si vanificherebbe l'opera e si tornerebbe alla casella di partenza). Vedremo nei prossimi decenni.

 

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