Delmonte: “Partoriente “salvata” dall’elisoccorso? Assurdo: sino a che non verrà riaperto il punto nascita rischieremo sempre la tragedia…” AGGIORNAMENTO Intervento delle Cicogne

Nella serata della scorsa domenica, una donna residente a Villa Minozzo, che si stava recando con contrazioni a Reggio Emilia in auto col marito, ha avvertito anche perdita di liquido amniotico.

L’uomo ha chiamato il 118, sul luogo sono arrivate ambulanza e auto medica di Castelnovo, mentre Parma ha inviato l’elicottero di Bologna.

La donna, sull’automedica, ha raggiunto la piazzola di atterraggio di Castelnovo, dove è stata poi trasferita sull’elicottero, partito alle ore 00.31 e arrivato alle 00.37 all'arcispedale reggiano.

Ricoverata nel reparto di ostetricia e ginecologia, la donna si trova in attesa del parto, seguendo l’iter terapeutico, per il quale la direttrice sanitaria Cristina Marchesi specifica: “Si è trattato di intervento precauzionale, in quanto non erano presenti segni di travaglio in atto. La rottura anticipata delle membrane in epoca gestazionale richiede monitoraggio clinico per eventuale riscontro preventivo di possibili complicanze. La fattispecie accaduta alla futura mamma, - conclude Marchesi - avrebbe comunque reso necessario il trasferimento all’arcispedale di Reggio per la presa in carico immediata del neonato della Terapia intensiva neonatale”.

***

Delmonte (Lega): “Partoriente “salvata” dall'elisoccorso? Assurdo: sino a che non verrà riaperto il punto nascite di Castelnovo ne' Monti rischieremo sempre la tragedia...”

A poche settimane dagli ultimi due casi nel modenese e di quello nel bolognese, un nuovo intervento dell’elisoccorso notturno 118 si è reso necessario, questa volta nel nostro Appennino, per garantire la sicurezza di una donna incinta.

“Quanto accaduto nella notte tra domenica e lunedì, nonostante fortunatamente sia andato tutto bene (la donna, ricoverata a Reggio ancora in attesa di parto, e il nascituro stanno bene) è gravissimo. Ci rendiamo conto dei rischi che corrono le donne “in dolce attesa” del nostro Appennino? Ormai è acclarato: sino a che non verrà riaperto il Punto nascite di Castelnovo ne’ Monti, rischiamo sempre la tragedia, visto e considerato il recente e significativo aumento del numero degli interventi dell'elisoccorso” attacca il consigliere regionale della Lega, Gabriele Delmonte.

Domenica sera una donna alla trentatreesima settimana di gravidanza, residente a Villa Minozzo e nota ai servizi di Castelnovo, in quanto censita tra le gravidanze del distretto montano, si stava recando in auto col marito all’ospedale di Reggio per delle contrazioni, quando, in itinere, ha perso liquido amniotico.

“È assurdo, demagogico e quanto mai distante dalla realtà il modello sanitario della Giunta Bonaccini, che si fa bella delle numerose piazzole destinate all’atterraggio degli elicotteri destinati all’elisoccorso, e non si cura della chiusura dei presidi medici nei centri del nostro Appennino. Perché, lo ribadiamo per l'ennesima volta, il governatore della Regione Emilia-Romagna, anziché fare lo scaricabarile sul governo nazionale, non segue la linea tracciata dal Governatore della vicina Toscana, Enrico Rossi, il quale ha chiesto alla Commissione nazionale percorso nascite, la revisione del parere che aveva portato alla chiusura di alcuni Punti nascita della sua regione? Una cosa è certa – conclude Delmonte -: il nostro sistema sanitario, dietro ad una facciata di inutile eccellenza, nasconde criticità sostanziali gravissime”.

***

Aggiornamento 19 marzo 2019 ore 17.50

Un nuovo modello di assistenza sanitaria sta prendendo piede cercando di far apparire normale ciò che non lo è per niente: l’uso dell’elisoccorso dedicato alle emergenze nei casi di gravidanza e parto.
Nella realtà non può essere normale che a mezzanotte un marito porti la moglie alla trentatreesima settimana a fare un controllo per delle contrazioni da Villa Minozzo giù a Reggio.
La normalità fino al 2017 era portarla a Castelnovo, evitandole il calvario dell’andirivieni stradale di due ore. Il liquido che ha perso è forse colpa di questi spostamenti? Se fosse successo allora, la donna sarebbe stata visitata dal ginecologo presente h24 al Sant’Anna, eventualmente sarebbe stata trattenuta in reparto assistita dallo stesso medico e dalla presenza di ostetriche, chirurgo, rianimatore tutti h24, oltre al pediatra presente per immediata reperibilità. Nel caso di intervento cesareo o parto spontaneo il prematuro avrebbe avuto l’assistenza del neonatologo di terapia intensiva allertato da Reggio e da lui poi sarebbe stato accompagnato con apposita culla termica nel reparto di Reggio.
Invece ora per far diagnosi si usa l’elisoccorso delle emergenze sanitarie. Assurdo! Questo non è normale, è una paranoia contro il buon senso che ci stanno imponendo a forza.
Non c’è protocollo che tenga quando esso va contro la deontologia medica, la minor difficoltà per l’assistito, e l’immediatezza dell’intervento quando l’emergenza lo richiede.
Le donne e i bambini di montagna non sono protocolli e neanche colli per spedizionieri, hanno una loro dignità e hanno il diritto alla sicurezza uguale a quello delle donne di pianura.
Cosa aspetta la Regione a porre fine a questo strazio?
(Comitato salviamo le Cicogne)

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

9 Commenti

  1. Cosa diranno ora quei tecnici che affermavano con sicurezza che si doveva escludere il trasporto con elicottero per le donne a fine gravidanza?
    (commento firmato)

    Rispondi
    • Qui fantomatici tecnici da lei citati, (se esistono), diranno che il regolamento di volo vieta la possibilità di trasportare una donna che abbia iniziato il travaglio. In questo caso il medico ha giudicato correttamente che la signora non aveva un parto in atto. Nessuno, che io sappia, ha scritto che non si possano trasportare donne gravide su velivoli. A volte la malafede emerge chiara nei commenti come il suo, quando, invece di denunciare il grave pericolo per le nostre donne e i nascituri, conseguente alla “voluta” chiusura, (da parte del PD regionale e locale), del reparto maternità al Sant’Anna di Castelnovo Monti, si cerca o ci si inventa il famoso pelo nell’uovo.
      Saluti,

      Alessandro Davoli

      Rispondi
      • Per cambiare bisogna cambiare

        Cg

        Rispondi
      • Attenzione Davoli, in un futuro molto vicino vi ritroverete a governare Comune e Regione, senza considerare che già avete il governo del paese. Dopo sarete costretti nel giro di breve a riaprire il punto nascite, oppure sarà una promessa come quella del suo capitano sul taglio delle accise? Bacione!

        Simon

        Rispondi
  2. Visto che Bonaccini deve venire a Felina, chiediamo un parere a lui.

    MA

    Rispondi
  3. Quanto scritto dal comitato è semplicemente quello che la normalità ed il “buonsenso” richiederebbero; quello che il presidente della regione e il suo assessore alla sanità ci hanno imposto è semplicemente una fantasia assurda, per le gestanti, le partorienti, e per chi davvero per emergenza-urgenza ha necessità di attivare l’elisoccorso, che comunque per inciso ha un costo di gestione elevatissimo.
    Difficilmente da questa giunta si avrà un ravvedimento. Un vecchio adagio recita: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

    M.B.

    Rispondi
  4. “Arriva l’elicottero” (Chopper One) è una serie televisiva statunitense in 13 episodi andati in onda per la prima volta nel corso di una sola stagione nel 1974 sulla rete ABC.
    Si potrebbe proporre una nuova serie italiana, anzi emiliana. Il materiale e i protagonisti non mancano.

    Andrew

    Rispondi
  5. Molto grave che la montagna stia sparendo anche con le nascite ma chiedo: spostare un elicottero di notte pericolo per il meteo, per le vite umane non costa di più che tenere un reparto bellissimo e super attrezzato come già esiste nel nostro ospedale Sant Anna?

    Annamaria Olivieri

    Rispondi
  6. È grave che la nostra montagna sia senza reparto nascite però è altrettanto vero che non è mai stato provvisto di incubatrici perciò per qualsiasi parto prima della 37° settimana si era obbligati ad andare altrove…quindi serve un reparto che possa affrontare casi di precocità dei parti quando i minuti sono fondamentali per la salute di mamma e bambino…

    Babi

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48