Al via un sondaggio d’opinione on-line sulla presenza del lupo. Tu come la pensi?

Il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, nell’ambito del progetto Life Mirco-Lupo e in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, ha elaborato un questionario utile a valutare l’opinione dei cittadini residenti in Emilia-Romagna sulla presenza del lupo.

Dalla metà degli anno ‘80, la presenza del lupo è tornata ad essere percepita, da prima, nella fascia di territorio montano della regione, per poi coinvolgere l’area collinare e quindi anche la pianura in tempi molto più recenti.

La progressiva ricomparsa sul territorio di questo animale ha sempre suscitato sentimenti contrastanti. A chi legge il ritorno del lupo come un successo delle politiche di conservazione, si contrappongono tutti coloro che vedono tale evento come un effetto negativo dell’abbandono della montagna, un problema per le proprie attività o addirittura per la propria incolumità personale.

Questi rinnovati o nuovi scenari di conflitto uomo-lupo rendono necessario elaborare nuove strategie di monitoraggio e gestione del fenomeno, nonché di comunicazione nei confronti della cittadinanza.

In quest’ottica è molto importante conoscere l’opinione dei cittadini in generale e non solamente dei principali gruppi di interesse. Per soddisfare questa esigenza è stato elaborato un questionario che potrà essere facilmente compilato on-line impiegando pochi minuti del proprio tempo.

Il questionario, disponibile al seguente link  https://it.surveymonkey.com/r/Lupo, sarà compilabile on-line fino al giorno 31 maggio 2019. Si precisa che  è garantito l’anonimato e che saranno resi pubblici i risultati.

(Ufficio Stampa Life Mirco-Lupo)

Per saperne di più: www.lifemircolupo.it

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18 Commenti

  1. Non credo che la ricomparsa del lupo determini l’abbandono delle montagne, ma esattamente il contrario. Ci eravamo abituati a relegare il lupo nelle nostre fantasie di bambini. Chi non ricorda cappuccetto rosso. La presenza del lupo era ricordata con i vari toponimi presenti sul territorio. A Gottano c’è il Poggio del lupo a ricordarci che questo predatore una volta era presente. La memoria familiare va non oltre i primi dell’800 e non c’è traccia di un pericolo rappresentato dai lupi. Mia suocera, nata nel 1907, raccontava che, per frequentare la scuola, dalla 4° elementare si recava a piedi tutti i giorni a Vetto, attraversando i boschi. Quindi nessuna minaccia per i bimbi. Oggi ci guarderemmo bene dal mandare i bambini in giro da soli nei boschi. Potrebbero incontrare lupi ben più pericolosi. Ma questa è un altra faccenda. Pensiamo a far ritornare i nostri giovani, creando occasioni di lavoro, facciamo una politica di sgravi fiscali per le imprese che decidessero di delocalizzare in Appennino, che si studino soluzioni che facciano sì che la gente non debba spostarsi. E allora la natura farà il suo corso, l’ecosistema ritornerà ad essere in equilibrio, l’uomo avrà di nuovo i suoi spazi e il lupo avrà le sue nicchie di territorio che gli permetterà di sopravvivere senza sovrannumero, e senza pericoli per gli uomini e il bestiame.

    Maru

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  2. Ho compilato il questionario, molto interessante, che però contempla l’ipotesi della caccia al lupo (sono contrario), ma non quella dei Piani di Controllo (a cui sarei stato favorevole). Quest’ultimo, prevede l’abbattimento anche di specie protette, in casi particolari e in numero limitato. Una opzione di risposta, con cui il questionario andrebbe integrato, anche secondo altri compilatori…

    Umberto

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  3. Ho già scritto, in tempi non lontanissimi, la mia idea su chi ha voluto riportare nella nostra montagna la presenza del lupo. Questi Signori era meglio che se fossero stati a casa loro, a pulire il proprio giardino, oppure a seminare dell’insalata. A mio avviso hanno speso tanto ma tanto denaro pubblico che li obbligherei a rifondere alla comunità sia il denaro che il disagio che hanno provocato. E mi spiego meglio, ai montanari il lupo non serviva proprio, anzi ha creato più disagi che utili. Quindi prima spesa: il decantato progetto LIFE era riportare i lupi in montagna, che non è costato poco, e spesa chiama spesa dopo si è provveduto, dopo i primi assalti, fornire gli agricoltori, molto arrabbiati, dei cani maremmani idonei a contrastare il lupo, e si continua con le spese nel rifondere i danni causati dall’assalto dei lupi ai greggi o alle mandrie, senza contare i cani uccisi anche sotto le scale di casa.
    Sinceramente io un pò di vergogna la proverei anche in considerazione, che
    il progetto è fallito, in quanto è a prova di sprovveduti, che i lupi iniziali si sono imbastarditi e ora sono semplicemente dei canidi che possono attaccare anche l’uomo. Potrei aggiungere altre tristi considerazioni, ma mi limito a dirvi che era meglio foste rimasti nei vostri uffici a passarvi scartoffie e non cimentarvi in situazioni di cui altri devono subirne le conseguenze.

    Andrea Azzolini

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  4. Ho cercato di vedere come è concepito ed impostato il questionario utilizzabile per il sondaggio, andando sul LINK qui indicato, ma poi ho sospeso la ricerca perché viene richiesta la preventiva registrazione, almeno così mi è parso di capire se non ho sbagliato la procedura di accesso (registrazione cui non ho ritenuto di aderire, prima di aver preso visione del questionario in parola).

    Ritengo tuttavia che da noi le posizioni siano ormai abbastanza chiare e definite, grazie anche a quanto è stato ripetutamente scritto sulle pagine di Redacon, intendo soprattutto i commenti, e si va da punti di vista diametralmente opposti, a quelli per così dire intermedi, e in ogni caso la politica e le istituzioni dispongono già, quantomeno a mio avviso, degli elementi utili ad inquadrare il problema, comprendere cioè il sentire comune in materia.

    P.B. 09.04.2019

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  5. Il reinserimento del lupo nel territorio e’ stato implementato in modo un po’ leggero e involontariamente “irresponsabile”. Probabilmente nessuno era in malafede, non c’erano semplicemente le dovute conoscenze di base per effettuare un operazione del genere. A tutti credo faccia piacere vedere le foreste popolate dal selvatico, a non a tutti, specialmente agli allevatori fa piacere dovere affrontare problemi economici e nuove preoccupazioni dovute al quadro attuale.
    Continuare a lamentare il fatto di chi ha pensato / organizzato il reinserimento e puntare il dito contro presunti colpevoli non serve, e’ il solito sfogo da bar su una situazione al momento irreversibile quindi e’ assolutamente inutile dire “io avevo detto”, quello che serve e’ un piano effettivo per mitigare il problema. Personale competente (se ci sono i soldi), dovrebbe essere impiegato per un tentativo di censimento dettagliato e determinazione delle aree a maggior concentrazione. Bisogna avvalersi della competenza di specialisti consulenti che operano a livello mondiale e seguire un piano dedicato e preciso qualunque esso sia. Lo sfoltimento per abbattimento non piace a nessuno, ma potrebbe essere la sola misura efficace ed effettiva, lo fanno in tutti i paesi del mondo dove il selvatico diventa invasivo. In Australia il governo paga cacciatori specializzati per mantenere il numero dei dingo a livello accettabile, sono pericolosi e ci sono state molte vittime, l’ente preposto per la conservazione della fauna autoctona non si e’ mai opposto, anzi.
    Se per assurdo decidessero di reinserire gli orsi? Cosa facciamo, giriamo con il winchester carico?

    Giubba

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    • Buonasera Giubba
      è sempre difficile sradicare le leggende metropolitane (in questo caso montanare) dal pensato comune, e la questione lupo ne è un esempio paradigmatico. Come è già stato ripetutamente puntualizzato, il lupo non è MAI stato reintrodotto ne in Italia ne in altri paesi europei. Si è semplicemente ri-diffuso a causa dello spopolamento delle zone rurali come la nostra, a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni.

      Andrea

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      • Andrea, senza polemica, ho viaggiato per 40 anni a cavallo per l’Appennino, ho/avevo amici pastori, allevatori, agricoltori, cacciatori, conosco persone in tutte le frazioni. Di lupi fino a pochi anni fa neanche l’ombra. Possibile che si sia spopolato di colpo tutto l’Appennino e i lupi si siano moltiplicati come criceti in 5/6 anni ? Credo che tutti voi siate in buona fede affermando che non sono stati reintrodotti elementi, assolutamente ma non credo neanche a queste improvvise
        (a me non danno fastidio) apparizioni. Una sorgente che ha generato tutto questo deve essere partita da qualcuno, e comunque discutere la cosa non serve visto che non si azzera la storia. Credo di più al fatto che una percentuale alta di quelli che vengono scambiati per lupi siano in realtà “lupoidi” di sicura origine domestica. Credo anche che sia venuto il tempo di analizzare un po’ piu’ profondamente la situazione. Se continuano così saranno le persone stesse a prendere provvedimenti drastici e anche questo non e’ il massimo.

        Giubba

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        • Giubba, altrettanto senza polemica, quindi lei crede che “chi ha pensato / organizzato il reinserimento” lo abbia fatto di nascosto e in maniera non ufficiale? Come dire che qualcuno di notte è andato all’estero a prendere dei lupi ed ha passato la frontiera nascondendoli nel bagagliaio? Non mi pare verosimile. E’ vero che discutere la cosa non serve, ma quando si parla di un argomento è sempre bene evitare di fare disinformazione (ovviamente in buona fede).
          Un caro saluto.

          Andrea

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  6. Ancora la leggenda della reintroduzione fatta da non ben identificati soggetti che avrebbero fatto meglio a piantare insalata….
    IL LUPO E’ TORNATO DA SOLO
    Non c’è nessuna “spectre” mondiale del lupo!
    Soros si occupa solo di diffondere l’islamismo in europa con i lupi non c’entra niente. (Per chi crede alle leggende metropolitane).

    AG

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  7. Beh, da semplice appassionato credo che il Lupo, nella sua qualità di superpredatore, abbia bisogno di “regnare”, giocoforza, su di un vasto areale. Così che poi i nuovi nati, vanno a costruire nuovi “regni”, andando a colonizzare aree che mai prima di allora lo avevano visto, manco nelle fiabe ! Trovo però assurdo che alcuni escludano la reintroduzione, con toni così categorici !! Ma come si può essere così certi dell’altrui operato !!! Se Tizio avesse trovato e allevato (È VIETATO! due cuccioli per poi liberarli altrove in zone “vergini” non avrebbe di fatto operato una reintroduzione? Come si può asserire con certezza e lettere maiuscole che ciò non sia mai avvenuto in Italia e in Europa?

    Umberto

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    • Qui si sta parliando della reintroduzione deliberata di animali che avrebbero ricolonizzato l’appennino settentrionale. Non di qualcuno che avrebbe liberato due lupi dovo averli illegalmente detenuti e liberati.
      Caro Umberto si è mai chiesto chi avrebbe trovato i fondi (in Italia) per fare una cosa di questo tipo nella massima segretezza???
      I Servizi Segreti? Gladio? La Mafia? Senza lasciare nessuna traccia ufficiale?
      In Italia quando si è fatto qualcosa si segreto lo si è fatto solo in nome del potere. Più o meno occulto. E 1000/2000 lupi sul territorio nazionale a chi avrebbero dato più potere?
      La fine della zootecnia montana chi avrebbe avvantaggiato? Qualche multinazionale straniera?
      Per favore, ricordiamoci di fare 2+2 prima di trarre delle conclusione, e i complotti lasciamoli a Grisham!

      AG

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  8. Ag, nel 1974 un lupo sequestrato a un losco trafficante di animali venne ospitato nella piccola stalla dell’allora macello comunale. Al tempo io ero 14enne e andavo a trovare questo lupo (età stimata 15 mesi) quasi tutti i giorni. Non so se è documentato ma alcuni testimoni dissero che questa persona, poi denunciata e processata, aveva sempre avuto lupi nella sua proprietà. Se c’era un commercio di animali del genere, vuol dire che qualcuno per passione, mania o moda li comprava.

    Giubba

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    • Di storie di lupi sequestrati se ne sentono. Come si sentono e si leggono di lupi usati per reinsanguare razze come il cane lupo cecoslovacco.
      Ma chi li alleva a proprio rischio lo fa per un guadagno. O per pura passione (follia). Di sicuro non per rilasciare lupi. Senza considerare che il lupo è un animale sociale, e un animale imprintato dall’uomo e abituato a mangiare bistecche avrebbe poche speranze di sopravvivenza in natura.
      L’anno scorso da una parco tedesco sono scappati 6/7 lupi che erano tenuti in cattività. Alcuni sono morti in pochi giorni e gli altri sono stati ricatturati intorno al recinto da cui erano appena usciti…

      AG

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  9. Parlo molto più terra a terra e aggiungo leggermente egoisticamente per noi esseri umani. Perché un allevatore deve erigere recinti e cambiare sue abitudini lavorative peggiorandole? Perché famiglie che vivono ai margini del bosco devono chiudere la sera animali domestici o ,peggio ancora,temete per bambini che scorrazzano serenamente nell’aia?Lasciamo perdere favole,oramai ne raccontiamo troppe,lasciamo tutti questi pseudo sentimentalismi animalistici e guardiamo il concreto. Una volta, che, frase fatta, andava meglio, erano tutti più stupidi? Non e’ una questione di spopolamento, una volta li avevano fatti finire, non per piacere o vanto, ma per necessita’. Allora torniamo li alle nostre necessità.Tutto li.

    Luca

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  10. Pure a me affermazioni così categoriche, come “IL LUPO E’ TORNATO DA SOLO”, sembrano abbastanza eccessive – tipiche di chi ha sempre la verità in tasca, e non vuol sentir ragioni – anche perché sarebbe difficile da smentire con assoluta certezza l’esatto contrario, ossia il “reinserimento”, ma ciò che ora interessa sono i “rinnovati o nuovi scenari” di cui si parla nel presente comunicato, dei quali va preso atto e ai quali occorre dar confacente risposta.

    E’ ovviamente legittimo ricorrere a questionari e a studi vari, così come sono importanti i pareri tecnici, che nella fattispecie mi sembrano peraltro non mancare, ma poi è la politica che deve decidere il da farsi, e se gli scenari sono cambiati la risposta non può più essere, ragionevolmente, quella fin qui adottata, mentre si ha l’impressione che la politica tergiversi, quasi a voler spostare su altri la “responsabilità” di scelte che invece le competono, e alle quali non può sottrarsi.

    P.B. 12.04.2019

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    • Gentile PB, non lo dico io, che non ho nessuna verita in tasca.
      Lo dice la comunita scientifica Italiana. Lo dice ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Lo nega solo un tal Zunino, sostenitore di stravaganti teorie.
      Poi per carità, si puoanche essere NoVax, Terrapiattisti, Negazionisti dell’Olocausto o Negazionisti del riscaldamento globale.
      Ma queste sono categorie con cui non riesco a confrontarmi.
      Cordialità

      AG

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  11. Se ci intervistassimo l’un l’altro, è probabile che in molti di noi si esprimerebbero idealmente a favore del poter vivere in un ambiente ancora integro ed intatto, che non ha risentito o quasi della mano dell’uomo, come poteva essere una volta, ma se il prezzo per tornare a quei tempi fosse la rinuncia a non poche delle odierne comodità, c’è da pensare che il numero di quei molti si assottiglierebbe parecchio – per essere realistici – tanto da far concludere che bisogna trovare una via di mezzo, ossia una mediazione, che veda l’intervento dell’uomo sulla natura, ivi compresa la gestione delle specie selvatiche, ma con la necessaria misura e oculatezza (il che lo si può ottenere anche trovando il giusto equilibrio tra i diversi punti di vista, che si confrontano e semmai si contrappongono).

    P.B. 14.04.2019

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  12. Sarebbe bello poter dire che si può vivere in armonia, uomini, animali domestici, contadini, greggi, lupi, caprioli e cinghiali.
    Questo però non accade, per anni si sono visti caprioli ammalati, pieni di zecche che attraversano le strade provocando incidenti, cinghiali che danneggiano i campi, lupi che sbranano pecore e anche cani vicino alle abitazioni.
    Bene, credo anch’io che l’uomo non so in quale modo abbia reintrodotto queste tipologie di animali, da piccola sulle nostre montagne io non vedevo né caprioli, né cinghiali, né lupi, qualche volpe. Probabilmente sarà anche giusto così, però occorre una gestione, un controllo, per una tutela sanitaria, per la sicurezza e anche per proteggere le attività agricole. Si dice che può essere una risorsa, bene, ma occorre essere in grado di gestirla, diversamente diventa un problema.

    Manuela Guazzetti

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