Don Raimondo Zanelli ricorda la profonda umanità del dottor Maurizio Ubaldi: “Lui vedeva Dio nel prossimo e negli ammalati”

Da Silvia Razzoli riportiamo il ricordo e i pensieri di don Raimondo Zanelli sulla figura del dottor Maurizio Ubaldi, le cui esequie si sono tenute ieri 13 aprile  presso il Cavolaforum, con estrema partecipazione di persone.

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Don Raimondo con Maurizio Ubaldi. Foto Silvia Razzoli

Dal già parroco di Cavola, Corneto e Cerrè Marabino, Don Raimondo Zanelli, ora ospite a Villa Paola di Castelnovo ne’ Monti, abbiamo raccolto alcuni pensieri che hanno accompagnato il nostro medico, dottor Maurizio Ubaldi, nel giorno del suo ultimo saluto.
L’uno medico dello spirito e l’altro medico del corpo, dagli anni ottanta, insieme hanno curato gli abitanti della valle del Secchia.

12/04/2019 – presso Villa Paola – Castelnovo ne’ Monti.

Del nostro medico ci sarebbe tanto da dire…
La sua umanità, la sua umiltà, il suo tatto con cui sapeva accogliere gli infermi.
Ma soprattutto accoglieva gli anziani e i sofferenti.
La sua pazienza verso tutti. Mai visto arrabbiato!
Proveniva da un’altra montagna, fu il primo medico di Cavola che ha deciso di rimanere… e Cavola è diventata la sua comunità e il suo paese.
Forse sull’esempio del suo papà, anche lui medico nella montagna parmense, dove è nato e ha trascorso l’infanzia tra Monchio e Palanzano, si è fatto servo degli infermi.
Nutriva una profonda spiritualità, amava confrontarsi su temi religiosi, si interrogava sull’aldilà e sulla vita eterna… concludeva sostenendo che l’essenza della cristianità consiste nel nutrire amore verso gli altri. Lui vedeva Dio nel prossimo e negli ammalati.
C’è un premio per chi è retto!

A volte, anche davanti a me, la sua mamma lo sgridava perché non veniva a messa, ma il suo modo di essere cristiano era quello di vedere Dio nel prossimo e soprattutto negli ammalati.
Animato dalla sua umiltà sapeva stare con tutti, aveva rispetto per tutti e amava incondizionatamente i semplici.
Con le sue radici profondamente montanare, ha messo la sua conoscenza della medicina al servizio dei suoi infermi montanari.
Nei canti popolari e di osteria, trovava l’espressione più vera della vita di paese e di montagna.
Il pensiero della consorte Mara e la preoccupazione per la sua salute, lo portavano spesso a ricercare verità più profonde.
Lascia un esempio di dedizione, di amore per la vita, per la compagnia e soprattutto di amore per il prossimo.

Don Raimondo Zanelli.

(Silvia Razzoli)

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