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Fabio Ruffini a Vetto per il bis: lista e programma

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Fabio Ruffini

Fabio tenta il bis. Fabio Ruffini, 43 anni, geometra, vive a Vetto nella frazione di Groppo e si ricandida a sindaco nel suo Comune con la lista "Per Vetto". Lavora come responsabile del settore tecnico nel Comune di Carpineti e in passato ha collaborato con diversi comuni della provincia. E' stato anche assessore e consigliere comunale ed è consigliere del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale. E' iscritto al Pd.

Il programma elettorale, che tiene conto anche di suggerimenti di compaesani del primo cittadino, consta di quatto parti:

  • la prima, denominata “3 grandi opportunità”, tratta 3 temi che possono portare vantaggi al a Vetto e più in generale a tutta la montagna: il progetto delle aree interne denominato “La Montagna del Latte”, la Banda Ultra Larga e lo studio di fattibilità sul torrente Enza;

 

  • la seconda, denominata “cosa faremo”, contiene progetti e iniziative "sicure":
    • Riqualificazione energetica del plesso scolastico delle scuole materne ed elementari.
    • Realizzazione sede Protezione Civile e Croce Verde.
    • Messa in sicurezza mediante ampliamento di Via della Torre.
    • Realizzazione parcheggio pubblico nella frazione di Tizzolo.
    • Potenziamento, adeguamento e messa in sicurezza rete fognaria di Vetto capoluogo.
    • Sistemazione area artigianale.
    • Riqualificazione spazi pubblici nel borgo di Sole Sotto – 1° lotto.
    • Costruzione loculi nel cimitero di Vetto capoluogo.
    • Realizzazione del sistema fognario nella frazione di Piagnolo.
    • Adesione alla campagna della Lilt “Campagna Nastro Rosa”.
    • Potenziamento della diffusione del fascicolo sanitario elettronico.
    • Revisione e aggiornamento del Piano Comunale di Protezione Civile.
    • Istituzione di un fondo di 10.000 euro per assegnare contributi per lo smaltimento delle coperture in eternit e di un altro fondo di 10.000 euro per assegnare contributi a chi acquista auto elettriche, a gpl o a metano o a chi installa sulla propria auto un impianto gpl o metano.
    • Valorizzazione del Sentiero dei Ducati.
    • Predisposizione di un “progetto partecipato” per la riqualificazione e la rigenerazione urbana di Vetto.
Il simbolo di "Per Vetto"

Oltre a questo sul territorio comunale è prevista la realizzazione di tre importanti opere contro il dissesto idrogeologico che sono nel programma nazionale “Proteggi Italia“:

  • sistemazione definitiva della frana sulla SP513R in località Cantoniera;
  • sistemazione del versante in frana posto tra il Monte e il lido Enza (Vetto capoluogo);
  • sistemazione del movimento franoso in località Piagnolo;

 

  • la terza, denominata “il nostro impegno per”, esprime il punto di vista della lista sui vari argomenti; in particolare sul turismo, sulla promozione del territorio e sulla viabilità.

 

  • la quarta ed ultima parte si chiama “e se provassimo a”, comprende una serie di idee sulle quali la nuova amministrazione, se eletta, intende lavorare:
    • un’area sosta per i camper e un campeggio;
    • riqualificare l’ambulatorio (edificio delle ex scuole) e la piazza di Rosano;
    • riqualificare i borghi;
    • dotare il comune di colonnine per la ricarica delle auto elettriche;
    • realizzare dei percorsi per le bici e le mountain bike;
    • installare delle Big Bench (panchine giganti);
    • realizzare un progetto sulla ricettività turistica magari sul modello dell’albergo diffuso;
    • sviluppare iniziative/progetti per incentivare la residenza.

I 10 candidati consiglieri (50% donne e 50% uomini), tutti di Vetto, sono:

  • Aronne Ruffini - 60 anni di Cola - responsabile area ambiente–agroforestale del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale;
  • Martina Ferri - 49 anni di Vetto – operaia;
  • Marco Merzi - 37 anni di Vetto – impiegato;
  • Maria Stella Predelli - 72 anni di La Strada – pensionata;
  • Andrea Ruffini - 35 anni del Sole – impiegato;
  • Francesca Ferri - 23 anni di Rosano – impiegata;
  • Arturo Marastoni - 71 anni di Rosano – artigiano;
  • Sara Mandelli - 42 anni di Tizzolo – avvocato;
  • Riccardo Lodi - 22 anni di Vetto – operaio;
  • Maruska Tondelli - 46 anni di Vetto – impiegata;

 Per presentare i candidati e illustrare il programma verranno organizzati incontri nel capoluogo e in varie frazioni. Gli incontri inizieranno il 3 maggio a Groppo e termineranno il 24 maggio a Vetto capoluogo.

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1 commento

  1. Se un montanaro, Sindaco o non Sindaco dopo più di 30 anni che la Diga di Vetto fu definita “Urgente ed indifferibile” su Decreto, un’opera a cui il Governo diede valenza Nazionale per i tanti benefici che portava non solo a noi ma all’Italia, nel 2019 dopo centinaia di milioni di euro di danni da siccità non comprende che l’acqua è la più grande ricchezza che ha la montagna e la si continua a sprecare, qualcosa nella mia mente o nella mente di altri non torna. Ho sempre apprezzato l’impegno del Sindaco Fabio Ruffini ma se di fronte allo spopolamento dei paesi montani, alla chiusura dei negozi, all’abbandono del territorio, alla mancanza lavoro, non mette nel suo programma la realizzazione della Diga di Vetto siamo alla frutta. Leggere di studi di fattibilità sull’Enza, non so se ridere o piangere, quali studi di fattibilità servono ancora prima di arrivare alla morte della Valle dell’Enza? Sono più di cento anni che si fanno studi di fattibilità; dire che si fanno studi di fattibilità significa non assumersi la responsabilità di dire: Serve la Diga di Vetto, significa demandare a Regione, Provincia, Autorità di Bacino, Consorzio di Bonifica e altri, una scelta che deve partire dalla montagna; dopo faranno quello che vogliono ma la montagna deve dire: basta allo spreco della nostra unica risorsa, l’acqua, l’oro blu del nostro territorio. Perché il Sindaco Fabio Ruffini non dice che serve la Diga di Vetto? Do solo una giustificazione, leggendo che è iscritto al Pd comprendo che le sue scelte sono condizionate dal partito, ma non pensavo che lo fossero fino al punto di non dire che serve la Diga di Vetto. Quando sento parlare di piccoli invasi, senza definirne la grandezza, c’è da rabbrividire, se si parla di un piccolo invaso come da Progetto Marcello, va bene, ma se si parla di altri invasi cosa portano alla montagna? Solo danno; ma è quello che vuole chi desidera la fine dei paesi montani. Andate avanti così, il partito che dice “NO” alla Diga di Vetto e i Petrolieri che producono energia da gas e gasolio erigeranno un monumento a chi si è sempre opposto a quest’opera, ma si sappia che in montagna non ci sarà più nessuno a portare i fiori a questo monumento.

    Franzini Lino Sindaco di Palanzano

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