Sversamento illecito nel Rio Maillo di reflui di stalla: agricoltore denunciato per diversi reati

L’improvvisa colorazione scura del Rio Maillo, nell’appennino reggiano, congiunta alla maleodorante aria che si respirava nella zona, non
è passata inosservata ad alcuni cittadini che, preoccupati per il grave pericolo dell’integrità della flora e fauna acquatica dello steso corso
d’acqua, che confluisce sul torrente Tassobbio affluente del fiume Enza, e i conseguenti danni ambientali, hanno segnalato l’anomalia ai carabinieri forestali di Castelnovo ne' Monti che unitamente ai colleghi della stazione forestale di Busana si sono immediatamente attivati riscontrando oltre alla  veridicità della segnalazione che la causa di quanto segnalato era da ricondurre all’illecita condotta del titolari di un’azienda agricola chesversava illecitamente nel rio Maillo reflui zootecnici.

L’epilogo della vicenda ha visto i carabinieri delle stazioni forestali di Castelnovo ne' Monti e Busana denunciare alla Procura reggiana un 70enne residente nell’appennino reggiano chiamato a rispondere dei reati di immissione di rifiuti liquidi in acque superficiali, getto pericoloso di cose a causa delle molestie olfattive, maltrattamento di animali per gli effetti sulla fauna ittica, deturpamento di bellezze naturali e deterioramento di habitat in quanto trattasi di illeciti commessi in area protetta.

A seguito delle segnalazioni ricevute i carabinieri forestali hanno effettuato i dovuti accertamenti tecnici avendo modo di riscontrare l’effettiva sversamento di rifiuti zootecnici nel rio Maillo che confluisce sul Tassobbio affluente dell’Enza. Rifiuti che provenivano tramite tubazioni mobili da una vasca di stoccaggio di liquami di proprietà di un’azienda agricola del posto dedita all’allevamento di bovini. Accertati i fatti i carabinieri forestali hanno quindi proceduto al sequestro preventivo della tubazione, dei bocchettoni e delle valvole utilizzati per l’illecito sversamento.

Alla luce di quanto accertato l’allevatore è stato segnalato alla Procura reggiana per i reati citati.

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4 Commenti

  1. Queste cose non sono accettabili, a queste persone gli si fa chiudere la stalla; scusate ma di fronte a questi fatti divento estremista; con questo periodo di piogge confidava di passarla liscia. Quando si ha la “tampa” dei liquami piena e il periodo degli spandimenti è chiuso, basta rivolgersi al Sindaco che può emettere una autorizzazione straordinaria per lo spandimento in determinate zone, ma mai scaricare in un torrentello come il Rio Maillo i liquami, significa condannare a morte tutta la fauna ittica del Maillo. A titolo informativo ci tenevo a dire che lo studio di fattibilità fatto da Grisanti nel 1926 prevedeva proprio sul Rio Maillo un invaso da 5,4 Milioni di metri cubi che scaricava le acque nel Bacino sottostante del Tassaro, e una centrale idroelettrica; di questo studio ho lo schema originale del progetto.

    Franzini Lino Sindaco di Palanzano

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  2. L’anno scorso accadde la stessa cosa nel Tassobbio, sotto l’abitato di Cortogno. Li fu messo tutto a tacere. Poco dopo si lesse anche sui giornali di alcuni ragazzini intossicati perchè ne bevvero l’acqua. Quanta stupidità nell’essere uomano.

    Simon

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  3. Pene esemplari. 50mila euro di multa per bonificare i danni e così se qualcun altro gli viene il dubbio ci pensa due volte

    Cg

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  4. L’episodio pur deplorevole e dissennato, non è che la punta dell’iceberg di un costume consolidato e diffuso, e fino a quando non si imporrà alle aziende di allevare i capi in ragione dei terreni coltivati, avremo costante eccedenza di liquami da smaltire in aree limitate oppure da affidare ai corsi d’acqua.

    Fg

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