Cna. Distretto ceramico, arriva il primo camion a metano: è della ditta di trasporti Dallari Srl

I camion sono i principali “imputati” per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico dei centri urbani e non solo. Di innovazione nel settore dell’autotrasporto se ne trova davvero tanta, ma non tutte le aziende hanno le spalle larghe e la lungimiranza di scommettere sul futuro. Non è il caso della Dallari Srl, azienda di trasporti di Baiso fondata da Nunzio Dallari, ex presidente di Cna Reggio Emilia (dal 2013 al 2017), e dal figlio Marcello, che ha acquistato il primo trattore stradale del distretto ceramico a metano liquido a marchio Iveco.

“Si tratta di un mezzo che verrà utilizzato per il trasporto di materiale ceramico nella tratta Sassuolo/Piemonte - spiega con orgoglio Nunzio Dallari - perché la rete di distributori di metano in Italia è ancora molto ridotta. Ce ne sono circa 35 sul territorio nazionale, di cui uno a Piacenza e uno a Novara, che rendono possibile fare riserva senza problemi lungo il percorso. Auspichiamo che la rete venga presto ampliata in maniera più capillare per poter effettuare viaggi più lunghi nel pieno rispetto dell’ambiente”.

Secondo uno studio di Federmetano i mezzi alimentati a gas producono il 97% in meno di emissioni di monossido di azoto e di particolato rispetto al diesel, con un risparmio anche sul prezzo. Mediamente per un viaggio di 2500 chilometri si spendono circa 1200 euro di gasolio, un camion a metano impiega all’incirca 900 euro. Nell’arco di un anno si possono risparmiare anche 40.000 euro di carburante e su questi dati impostare un piano di ammortamento delle spese iniziali.

Ricco parterre di ospiti presenti alla consegna del mezzo, con le istituzioni rappresentate dall’assessore del Comune di Sassuolo Gregorio Schenetti (progettazione e smart city), una delegazione di Cna Reggio Emilia guidata dal presidente Giorgio Lugli, con i vertici reggiani di Cna Fita, il presidente di Transcoop Edo Ferrari, il titolare del concessionario Iveco e un rappresentante Iveco della casa madre.

“Siamo molto fieri della scelta dei nostri associati e di un autorevole dirigente della Cna reggiana - aggiunge il presidente Cna Giorgio Lugli - di voler investire sulla tutela dell’ambiente e dell’aria che respiriamo. Ci vuole coraggio ad investire sulle nuove tecnologie che aiutano le imprese ma allo stesso tempo costringono a una riorganizzazione del lavoro, in questo caso dettata da esigenze di autonomia e di una rete distributiva poco diffusa. A tal proposito, le istituzioni dovranno fare uno sforzo per adeguare le infrastrutture alle nuove esigenze green, sempre più necessarie per la salute dell’ambiente e dei cittadini e per la nostra economia”.

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