A Scandiano mostra dei “trofei” e degli animali imbalsamati dell’Appennino da caccia e non / Interviene Legambiente: è diseducativa

Si chiama "Mostra dei trofei degli ungulati dell’Appennino reggiano" ed è una iniziativa che ha il compito di raffigurare visivamente gli animali (imbalsamati) dell'Appennino reggiano. Organizzata da Atc RE3, Collina e da Atc 4 va in scena, per la 19 volta, presso la Rocca dei Boiardo di Scandiano.
Sarà inaugurata sabato 11, alle 15.30, dal sindaco Alessio Mammi e dall’ assessore regionale all’agricoltura caccia e pesca Simona Caselli.

La mostra, che mette in scena animali impagliati delle diverse specie selvatiche presenti sul nostro territorio (dal lupo al cinghiale, dai caprioli ai daini,...) è altresì un appuntamento di confronto tra il mondo venatorio. Nella giornata di sabato sarà presente una commissione presieduta dal misuratore Cic internazionale Adriano Fornesi e per l’occasione coloro che hanno "trofei" (ad esempio crani con corna) da far valutare. In contemporanea, l’Urca di Reggio Emilia organizza la mostra fotografica “Fauna del nostro territorio” con fotografie di Andrea Dal Pian e Stefano Franceschetti.

AGGIORNAMENTO

Sul tema di questa "mostra" ci scrive Legambiente Valdenza: ""Il 5 maggio 2018 e il 26 giugno 2018 abbiamo scritto al Comune di Scandiano per avere delucidazioni su questo evento che riteniamo altamente diseducativo, di incentivo alla fabbrica delle armi. La risposta del Comune è stata: nessuna risposta.

 

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8 Commenti

  1. Semplicemente ridicoli. Non c’è cosa più bella che vedere gli animali in natura, e qualcuno si permette di ucciderli per farne trofei e giustificarsi con “una iniziativa che ha il compito di raffigurare visivamente gli animali ” . Sarebbe come organizzare una mostra sull’uomo all’obitorio. Pazzesco.

    Simon

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  2. Legambiente non ha ricevuto nessuna risposta, semplicemente perché non la merita.

    I.R.

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  3. Incredibile che nel 2019 ci siano istituzioni che organizzano orrori come questi. Di sicuro questo ha fini elettorali e perciò è ancora più vergognoso!

    Loris

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  4. Mostra assolutamente demenziale. Volete conoscere la fauna ? Andate a vederla nel loro ambiente, e soprattutto VIVA !

    Alex

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  5. Condivido il pensiero di Simon. È una cosa assurda da medioevo.

    Marco Galeazzi

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  6. Come Legambiente Appennino Reggiano ci associamo al pensiero di Legambiente Valdenza, dissociandoci da questi costumi di divulgazione per la conoscenza faunistica del nostro territorio appenninico. Riteniamo che mostrare esemplari abbattuti sia quantomeno diseducativo e crudele e non rispetta i principi dell’Associazione che difende ogni tipo di diversità e diritto alla vita.
    Siamo contrari a questo show di esemplari imbalsamati selvatici certamente non deceduti di morte naturale perché questo legittima il loro abbattimento facendone bella mostra.

    Simona Sentieri socia Legambiente Appennino Reggiano

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  7. Non conosco la natura di questa iniziativa ed evito pertanto di esprimermi sulla specifica circostanza, ma se dovesse prevalere l’idea che il “mostrare esemplari abbattuti sia quantomeno diseducativo e crudele”, mi chiedo che fine farebbero quelle sezioni di musei naturali che ospitano esemplari imbalsamati di specie selvatiche, e che hanno anche svolto funzioni didattiche (e forse le hanno tuttora).

    Discorso abbastanza analogo può valere per le sale dei vecchi castelli dove sono esposti trofei di caccia, che andrebbero allora coperti per sottrarli all’occhio dei visitatori, se per l’appunto dovessimo applicare la logica di cui sopra, ma lo stesso criterio potrebbe allora estendersi pure alle armi del passato, che troviamo in quei medesimi luoghi e che richiamano battaglie e combattimenti, ossia azioni anche molto cruente.

    Tutti questi “divieti” mi sembrerebbero francamente irrealistici, e immotivati, pur se ognuno ha ovviamente il diritto di tenersi le proprie “sensibilità”, ma nel contempo non condivido neppure la posizione di chi scrive “Legambiente non ha ricevuto nessuna risposta, semplicemente perché non la merita”, perché credo che ogni richiesta debba avere comunque una risposta, soprattutto se l’interpellato ha ragioni da spendere.

    P.B. 12.05.2019

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