Felina, dopo 41 anni Nardo Ferrarini non è più presidente del Fornacione

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Nardo Ferrarini

Se pensi a quattro persone illustri di Felina puoi ricordare due religiosi, come il cardinal Sergio Pignedoli, che fu anche in predicato di essere nominato papa, e don Artemio Zanni, i cui frutti si colgono ancora oggi, o a due laici contemporanei, come Leana Pignedoli, già senatrice e a un soffio di essere nominata ministro dell’agricoltura, e il conterraneo e amico Nardo Ferrarini, presidente dal lontano 1978 di una delle latterie più conosciute in Appennino, la latteria del Fornacione. Di queste ore, però, la notizia di un inaspettato cambiamento: Nardo non sarà più presidente.

Una quarantina di soci dall’Appennino e anche oltre il comune di Castelnovo, 140.000 quintali di latte trasformati in Parmigiano Reggiano ogni anno, la latteria del Fornacione (aderente a Legacoop) rappresenta, da tempo, una delle latterie di riferimento per il comprensorio. Un esempio? Le vendite delle partite di formaggio del Fornacione annualmente sono prese a riferimento per le successive trattative di compravendita del formaggio dell’Appennino, anche fuori provincia.

Lo spaccio della Latteria del Fornacione

Lustro dopo lustro, Nardo Ferrarini, che conduce un’azienda agricola di famiglia a Monchio di Felina ed è conosciuto ben oltre i confini provinciali (è stato anche consigliere del Consorzio Parmigiano Reggiano), ha contribuito significativamente alla crescita di questa latteria, ottenendo prestigiosi riconoscimenti e apprezzamenti. Nell’ultima assemblea di due giorni fa, però, qualcosa non è andato come previsto e, dopo 41 anni, con soli 9 voti ottenuti Nardo non è riuscito a entrare nel nuovo consiglio d’amministrazione della latteria. Nuovo presidente sarà ora Giuseppe Sironi che, sino a ieri, di Nardo era il vice.

 

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2 Commenti

  1. A Nardo Ferrarini è dovuto un riconoscimento: un enorme grazie per il grandissimo e lungo lavoro fatto per l’agricoltura, per la cooperazione, per Felina e per tutto l’Appennino. Dargliene atto pubblicamente è un dovere civico e lo faccio personalmente, anche a nome del Parco Nazionale dell’Appennino. È il minimo che si possa fare ora non conoscendo le ragioni della scelta legittima dei soci della latteria, in questa fase che è di grande successo della sua specifica attività, così come di tutto il comparto.
    Data la rilevanza dell’esperienza della latteria Fornacione, per il Parmigiano Reggiano di montagna e anche nella prospettiva della “montagna del latte” (disegnata dal piano Aree interne), credo che sarà importante conoscere e comprendere, per interpretare a accompagnare al meglio il cammino di un’impresa cooperativa così importante da essere emblematica di tutto il nostro territorio, del suo paesaggio e di alcune delle sue più riconosciute qualità.

    Fausto Giovanelli

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  2. Presidente o no, dei pareri, dei consigli competenti e autorevoli di Nardo ci sarà ancora molto bisogno. Di essi, infatti, non hanno solamente beneficiato i soci della prestigiosa “Latteria Sociale Del Fornacione” ma un’intera comunità, ben oltre i confini della sua Felina ed il settore dell’agricoltura.
    Conosco personalmente Nardo da più di trent’anni, da quando ho iniziato a raccontare i problemi e le opportunità di un settore straordinario. Ché tale per rilevanza economica, sociale, culturale e di intrapresa. Ed egli è stato tra i principali protagonisti del rilancio e, oserei dire, del riscatto di un mondo che, non di rado, per farsi ascoltare ha dovuto alzare la voce, più alta nei toni in difesa della parte più debole come quella della montagna. Quella di Nardo è sempre stata in prima fila.

    Roberto Lugli

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