Carpineti. Tre donne raccontano l’opera “Odilia e la Casa dei due pioppi” di Dilva Attolini

Riceviamo e pubblichiamo.

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Canti e Racconti all’altezza del Cielo     

Salire lassù verso il Castello che conobbe Matilde, che da lontano taglia imponente con i suoi torrioni il profilo del lungo crinale. Salire lassù in una ripida salita già dalla valle, poi attaccare la costa fin sotto alle mura che svettano a infilarsi nel cielo. È un’emozione da tenere in conto, salire con un libro che anch’esso è una piccola magia, non fatta di pietre, ma di parole che raccontano un pezzo di tempo fatto anche di pietre. Nello slargo impreciso del crinale, davanti alla Chiesa di S. Andrea, dove, mentre ascolti il silenzio dell’altezza, indovini colori, suoni, dame e cavalieri, ti puoi rendere conto che posto più bello non c’è… per metterti a raccontare il presente e il passato e la vita di altre donne, sempre alla ricerca del profilo della propria libertà che, a stretto contatto con l’azzurro, senti più forte e possibile.

Maria Antichi

Raccontare Odilia qui è un privilegio. Odilia viene da lontano, dalla città, dalla pianura, viene ad aggredire i monti come ha provato ad aggredire la vita, da quassù potrà vedere laggiù in fondo nella piana i suoi personaggi ripopolare per qualche attimo gli spazi dove ha vissuto. Anche Odilia ha percorso il suo tempo come su un crinale. Era in bilico tra passato e presente, voleva essere diversa e ha cercato di aggredire la vita come si aggredisce un luogo impervio da conquistare. Il tempo del racconto è quello che va dal ’31 al ’45, si interrompe con la fine della guerra per stabilire per sempre la fine del terribile tempo delle lotte atroci.

A raccontare la storia, in una specie di performance come un testo teatrale, oltre all’autrice, Maria Alberta Ferrari, voce recitante, e Maria Antichi, voce possente del Coro Le Falistre e i Fulminant di Mara Redeghieri, il cui repertorio sta bene con la storia di Odilia: le canzoni ne raccontano perfettamente le inquietudini.

P.S. Il mio prossimo libro, in uscita, ha questo titolo: “I libri sono aeroplani e la fantasia la portano... le nuvole”. Chiederò di presentarlo anche qui il prossimo anno... il luogo ideale.

(Dilva Attolini)

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2 Commenti

  1. Ho scritto a mezzanotte passata questo commento su fb. (Anche se non capisco più come funziona!) Lo trascrivo qui, perché i libri sono la cosa più importante del mondo. Oggi più che mai vanno sostenuti e amati.
    Canti e Racconti all’altezza del Cielo
    Salire lassù verso il Castello che conobbe Matilde, che da lontano taglia imponente con i suoi torrioni il profilo del lungo crinale. Salire lassù in una ripida salita già dalla valle, poi attaccare la costa fin sotto alle mura che svettano a infilarsi nel cielo. E’ un’emozione da tenere in conto, salire con un libro che anch’esso è una piccola magia. Non perdete il posto e il libro, qualunque esso sia.
    I libri sono aeroplani. Lo dico io che ho paura di volare. Se ti arrotoli attorno alla tua storia, ai tuoi vissuti, vivi come in un limbo, se conosci tante storie impari i sentimenti degli esseri umani, che guidano il mondo. E che confronti con i tuoi. I libri cartacei sono i più belli, hanno peso, perdetevici (si dice così) dentro, alla vita donano pensieri più chiari. Gli esseri umani che non leggono mi sono quasi antipatici, perché che io ami leggere non gliene frega niente. Mi sa che ho sonno.

    Dilva Attolini

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  2. Dormi tranquilla, le letture fatte da Maria Alberta Ferrari, intervallate dalle canzoni, “di una volta” interpretate dalla voce melodiosa di Margherita Bonini, mi sono scese nel cuore facendomi venire la pelle d’oca. Brava la nostra Dilva!

    Elda Zannini

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