Vetto, l’assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo: “Investimenti in ripristino e consolidamento stradale per combattere abbandono e spopolamento”

Sopralluogo assessore Gazzolo a Vetto

Oltre 2,3 milioni di euro per la realizzazione nel territorio del Comune di Vetto (Re) di un pacchetto di 12 interventi per la sistemazione e il ripristino della viabilità e il consolidamento e la messa in sicurezza di versanti interessati da frane e smottamenti che mettono in pericolo la sicurezza di case ed abitati.
È l'ammontare complessivo dei fondi messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, con proprie risorse o sfruttando finanziamenti del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, per riparare i danni provocati da diversi episodi di forte maltempo che si sono verificati nel biennio 2018-2019.

Per verificare di persona lo stato di avanzamento dei progetti, di cui quattro già ultimati, l'assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile, Paola Gazzolo, accompagnata dal sindaco Fabio Ruffini, dal vice sindaco Aronne Ruffini e da Francesco Capuano, responsabile Servizio Area Affluenti Po di Reggio Emilia dell'Agenzia regionale per la protezione civile, ha effettuato un sopralluogo presso uno dei cantieri, quello riguardante i lavori di consolidamento di un tratto della strada comunale che porta dal capoluogo alla località Casone; tratto di fatto già riaperto al traffico automobilistico dopo l'intervento di consolidamento già effettuato e che a breve sarà interamente riasfaltato, a chiusura dell'intervento.

"Si tratta - sottolinea Gazzolo - di un ingente volume complessivo di investimenti, in parte gestiti direttamente dall'amministrazione comunale di Vetto, resi disponibili per dare una risposta concreta e in tempi rapidi alle esigenze di messa in sicurezza di un'area tra le più fragili del nostro Appennino, fattore fondamentale anche per garantire solide prospettive di sviluppo economico del territorio sia in chiave turistica, sia produttiva. Comincia da qui la lotta contro l'abbandono e lo spopolamento della montagna".

Gli interventi, nel dettaglio

Dei 2,3 milioni, oltre 620 mila euro sono stati assegnati direttamente al Comune di Vetto per la realizzazione di 10 interventi, di cui 4 già ultimati e i restanti 6 già partiti o in procinto di decollare. Dei restanti 1 milione e 740 mila euro, la tranche finanziaria più consistente da 1 milione 260 mila euro è stata assegnata alla Provincia di Reggio Emilia per lavori di messa in sicurezza della strada provinciale 513R della Val d'Enza, in località Cantoniera. I lavori dovrebbero inizieranno entro il mese di settembre.

I residui 480 mila euro saranno invece utilizzati dal Servizio Area Affluenti Po dell'Agenzia regionale per la protezione civile, che ha progettato la realizzazione di un intervento di consolidamento di un versante franoso attraverso la realizzazione di una paratia profonda in cemento armato con tiranti a difesa dell'abitato di Monte e la messa in opera di innovative barriere metalliche paramassi "ad alta deformabilità" a protezione di alcune abitazioni in località Lido. I lavori sono partiti il 9 agosto scorso e si prevede verranno conclusi nella prossima primavera.

A conclusione del sopralluogo il sindaco di Vetto, fabio ruffini, ha espresso parole di apprezzamento per l'impegno dimostrato dalla Regione: "Mi complimento e ringrazio la Regione per il lavoro svolto e per la collaborazione e l'aiuto di questi anni. Regione che ha ampiamente dimostrato di essere vicina anche ai piccoli comuni di montagna".

1 - Interventi difesa del suolo a Vetto

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3 Commenti

  1. Leggo con piacere di questa importante somma destinata al Comune di Vetto per vari interventi sul territorio.
    Ma nello stesso tempo mi chiedo, il Comune di Vetto ha amministrato in maniera oculata tali somme affidando (come si evince dall’albo pretorio) i lavori a ribassi compresi tra 0 e 5% e tutto a piccole imprese locali in un momento in cui i ribassi a livello provinciale oscillano tra il 15 e il 25%?
    Mi auguro una risposta che informi noi contribuenti sulla gestione della cosa pubblica .
    Grazie anticipate,
    con immutata stima

    Evaristo dottor Santi

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    • Egregio dott. Santi rispondo con piacere alla Sua domanda, scusandomi per il ritardo.

      In tutta sincerità credo che i fondi assegnati al Comune di Vetto siano stati amministrati finora in modo attento; tutti gli interventi sono stati eseguiti correttamente e nel rispetto dei tempi.

      Diventa molto difficile, anche per lavori della stessa tipologia, fare un confronto sui ribassi perché ci sono parecchi fattori che influiscono e numerose variabili. I lavori vengono infatti affidati sulla base di progetti che non sono mai completamente uguali ad altri e diversi elementi (particolarità/zona del cantiere, scelte imprenditoriali della ditta in quel determinato momento, economie di scala, ecc…) cambiano di volta in volta.

      Preciso inoltre che anche il Comune di Vetto, su alcuni lavori, ha ottenuto ribassi superiori al 10/15% e mi permetto di fare due considerazioni personali:

      · io penso ci sia da preoccuparsi quando i lavori vengono affidati con ribassi esagerati; in questi casi è infatti molto forte il rischio di avere dei lavori fatti in fretta e male oppure di contenziosi che, con le attuali normative, mettono in seria difficoltà l’ente pubblico e lo sottopongono a ulteriori spese. Non c’è peggior spreco, a mio parere, di un’opera fatta male o incompiuta.

      · le nostre imprese locali, e per locali intendo della zona montana, sono, nella stragrande maggioranza dei casi e senza nulla togliere alle imprese di altri territori, serie, affidabili, competenti e con una ottima professionalità; imprese che cercano di risolvere i problemi al meglio.

      La invito infine, qualora voglia approfondire l’argomento, a contattarmi al n. 0522 815221.

      Cordiali saluti.

      Fabio Ruffini (Sindaco di Vetto)

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  2. Fa piacere vedere che si spendono soldi sui paesi del nostro Appennino, anche se non sono soldi per nuove strutture ma per interventi mirati a garantire la sicurezza e la viabilità. Da parte mia vorrei ribadire che a Vetto abbiamo bisogno di ben altro, abbiamo bisogno della Diga di Vetto, quella progettata, appaltata e iniziata e non di un invaso da 50 milioni di metri cubi che a luglio sarebbe sempre vuoto con la vista spaventosa dei versanti fangosi, rocciosi e alberi morti che darebbero il colpo di grazia ai paesi montani come sembra che qualcuno stia condividendo, non certo a vantaggio dei paesi montani

    Franzini Lino

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