La denuncia: “In ospedale ogni 3 ricoverati uno va a Reggio”

Anche se afferma di avere ricevuto "spiegazioni esaurienti" Nadia Vassallo, consigliere del gruppo Castelnovo ne' Cuori e referente del comitato "Salviamo le Cicogne", afferma che "la situazione del Sant'Anna resta grave" al punto di essere potenzialmente a rischio la sua continuità.

Recentemente, infatti, nel consiglio comunale castelnovese è stata discussa una interrogazione sull'ospedale di Castelnovo. Il pediatra Carlo Boni, ora consigliere comunale, ha ampiamente argomentato la sua risposta.

Ma "rimaniamo convinti della gravità della situazione che si è creata e partire dalla chiusura del Punto nascita - afferma Nadia Vassallo -.  Essa ha portato con sé la soppressione della guardia H24 del ginecologo e anche, come risulta dalle risposte del dottor Boni, a una netta riduzione delle prestazioni fornite. Infatti, la gravidanza può essere seguita dai servizi ostetrico-ginecologici dell’Ospedale e del Distretto fino al termine solo se totalmente fisiologica. Basta il minimo dubbio, sospetto, scrupolo, o la naturale necessità di controllo, perché la donna sia inviata seduta stante presso l’Ospedale di Reggio Emilia, senza la possibilità di un minimo o parziale approfondimento in loco, come dimostra l’impossibilità di effettuare il monitoraggio cardiotocografico. Inoltre, le prestazioni chirurgiche ginecologiche offerte attualmente al S. Anna si limitano nella maggior parte dei casi all’isteroscopia (prevalentemente diagnostica) o alla piccola chirurgia ambulatoriale, non viene più effettuato alcun intervento in urgenza, né ostetrico né ginecologico".

"In sintesi - afferma la Vassallo - , la chiusura del Punto nascita ha avuto come conseguenza un evidente depotenziamento dei servizi ostetrico – ginecologici, affatto limitati agli ultimi giorni della gravidanza e neanche alla sola gravidanza. La situazione dell’Ortopedia è decisamente precaria, il numero di professionisti stabili è ridotto al minimo (due), con l’aiuto parziale e non quotidiano di alcuni altri professionisti richiamati dalla pensione o provenienti dal S. Maria Nuova. Questo consente al momento di mantenere a fatica l’attività, incombendo da un momento all’altro un suo significativo ridimensionamento".

Situazione delicata anche al Pronto Soccorso "dove è presente un Medico dell’emergenza urgenza sostituito dall’internista in caso di assenza per trasferimento di malati o altro. Entrambi hanno la possibilità di consultarsi con altri specialisti tra quelli presenti, avendo però attualmente la disponibilità H24 solo del rianimatore, cardiologo e chirurgo. E’ evidente che questo favorisce l’invio dei pazienti a Reggio Emilia".

"Contrariamente a quanto afferma il dottor Boni - aggiunge la consigliera di minoranza -, l’operatività del Pronto Soccorso non migliorerà dopo il suo previsto ampliamento se non in modo marginale, a meno che all’ampiamento dei locali non si accompagni una aumentata disponibilità di professionisti medici, cosa che a noi non risulta e che il dottor Boni non menziona".

Sui trasferimenti: "Il dottor Boni non ha potuto fornire dati esaustivi sulla entità e soprattutto l’andamento negli ultimi anni dei trasferimenti di malati dal S. Anna al S. Maria di Reggio Emilia, ha portato il solo dato del 2018: 1543. Se si riferisce al numero di malati ricoverati a Reggio Emilia da Castelnovo, si tratta di un numero elevato: ci risultano al S. Anna nello stesso anno circa 20.000 giornate complessive di degenza, che dovrebbero corrispondere a poco più di 3000 pazienti ricoverati: se così fosse, per ogni 2 malati ricoverati al S. Anna, 1 viene inviato a Reggio Emilia. Se i dati del 2018 fossero l’esito di un trend progressivo di incremento degli invii a Reggio Emilia, si tratterebbe di una situazione che in breve metterebbe a rischio il mantenimento dell’attuale degenza del S. Anna, attraverso la riduzione dei posti letto. Riteniamo quindi importante che l’amministrazione comunale approfondisca questo aspetto, e se confermato quanto temiamo, si confronti con la direzione sanitaria del S. Anna per analizzarne le modalità e le cause, in particolare verificando se il numero di pazienti inviati a Reggio Emilia aumenti nelle ore notturne e nei giorni festivi, quando la disponibilità di specialisti consultabili in Pronto soccorso si riduce significativamente".

"Ci conforta invece sapere che i tempi di attesa per le visite specialistiche e gli esami strumentali siano in linea con quanto avviene negli altri Distretti della Provincia, per lo meno a quanto comunica la Ausl; non vorremmo però che i dati ufficiali mostrassero una situazione più rosea del reale, e lo diciamo per due motivi:

  • ci risulta strana questa performance in linea con il resto dell’Azienda e attestata su tempi accettabili se contemporaneamente risultano problemi e difficoltà in tre branche specialistiche tra le più richieste (oculistica, dermatologia, pneumologia) e senza che esista a Castelnovo come invece a Reggio città un privato convenzionato che possa farsi carico di tali prestazioni;
  • ci risulta inoltre che la prenotazione di alcune prestazioni avvenga tramite il sistema delle “agende”, che risultano periodicamente chiuse e con l’impossibilità di avere un appuntamento anche non a breve; oltre al disagio per l’utente cui tocca richiamare più volte il Cuo o altro uffici, sospettiamo che ciò determini la non registrazione della richiesta, calcolando il tempo di attesa per la prestazione solo dal momento in cui l’utente riesce finalmente ad accedere alla 'famigerata' agenda e non dalla data effettiva della richiesta medica".

"Per quanto riguarda infine la programmazione futura anche in presenza delle note carenze di medici specialisti occorse contemporaneamente alla creazione di una unica Azienda ospedaliera provinciale, non possiamo non notare che sino ad ora la gestione di tale carenza da parte della direzione ospedaliera provinciale ha penalizzato più gli Ospedali periferici che il Santa Maria Nuova. Concordiamo quindi con il dottor Boni che questa situazione renda ancor più evidente la necessità di concentrare le risorse disponibili nei soli tre Ospedali di Reggio Emilia, Guastalla e Castelnovo ne' Monti e siamo certamente disponibili ad unirci agli altri gruppi consigliari, alla Giunta Comunale, all’Unione dei Comuni montani nel portare avanti questa richiesta. Allo stesso tempo pensiamo che non si debba rimanere inerti di fronte al depotenziamento del S. Anna, non potendo contare con certezza su tale decisione da parte della Regione e della Ausl".

"Ancor di più siamo convinti - conclude Castelnvo ne' Cuori - che occorra che la Giunta Comunale chieda ufficialmente e con forza alla Regione Emilia Romagna di inoltrare al Ministero della Salute la richiesta di revisione del parere sulla deroga relativa al Punto nascita al Sant’ Anna, sulla base del fatto che l’organizzazione derivante dall’unificazione in una sola Azienda provinciale e la difficile situazione orogeografica rispondono ai criteri richiesti per il mantenimento in deroga dell’attività, con le ricadute positive che questo può comportare in termini di potenziamento di tutti i servizi ospedalieri e per il profondo significato di tale atto in una area con problemi di spopolamento, come del resto ben sottolinea lo stesso Piano Strategico per le Aree Interne da poco operativo".

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3 Commenti

  1. Il tempo è galantuomo e tutte le bugie di questi ultimi anni vengono al pettine… Spero che i cittadini elettori abbiano la lungimiranza di saper punire elettoralmente chi ha mentito e viceversa premiare chi ha detto il vero.

    Andrea

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  2. Sempre pronti a criticare ma non sapete assolutamente nulla di economia sanitaria; vedete il vostro piccolo mondo antico modificarsi e non vi rendete conto che intorno sta cambiando tutto. Piccolo esempio: lamentele sulle consulenze in ps, “oddio h24 solo rianimatore cardiologo e chirurgo”. Sapete che al centralissimo policlinico di modena h24 in più c’è solo otorinolaringoiatra e oculista? neurologo, dermatologo urologo? fino alle 13. Tredici. e allora di cosa vi lamentate? Vivete nella regione con il miglior servizio sanitario d’italia, spero per voi che non abbiate mai la necessità di usarlo, nè di usarne altri, ma tutti, tutti, lo descrivono come il migliore. si può sempre migliorare, ma questo punto nascite era uno di quelli che tutti criticavano qualche anno fa come spese eccessive dello stato.
    Buona serata

    L.

    NOTA DELLA REDAZIONE: Gentilissimo L. il suo testo, nella sua volere essere realista, sfocia nell’essere provocatorio. Perché dimentica (o finge di dimenticare) che la metà del territorio provinciale, l’Appennino, è ora del tutto sguarnito di un Punto nascita, mentre, nel piano, ce ne sono 3 nel raggio di 20 chilometri. Ci invita a consolarci perché, in una provincia vicina, ci sono pochi specialisti h24 (cosa che in realtà accade anche a Reggio). Ci invita a non lamentarci perché la Sanità regionale è – e siamo d’accordo -, una delle migliori in Italia. Le sfugge però, un particolare: tutto ruota, sempre, verso la città. E, intanto, l’Appennino invecchia.

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    • Le rispondiamo anche se non sappiamo con chi stiamo parlando.
      Noi non critichiamo i supporter al sistema locale sempre attivi nell’elogio delle eccellenze reggiane. Ma non appartenendo a schieramenti che criticano ed elogiano rispetto la propria posizione politica, continuiamo a svolgere il ruolo per cui siamo nati, in difesa della sanità pubblica per tutti i cittadini, compreso le minoranze della montagna, esercitando anche la critica quando necessaria. Se qualcuno considera fastidioso ciò, se ne farà una ragione.

      Nadia Vassallo capogruppo consigliare Castelnovo ne’ Cuori

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