Arturo Virgoletti, liutaio delle note fantastiche

Abbiamo incontrato Arturo Virgoletti, di professione liutaio, nel suo laboratorio a Costa di Monchio delle Olle, paese in cui è nato ed ha iniziato la sua professione; è lui il secondo protagonista dei video di r-ESISTERE in Appennino. A Monchio, quarant’anni fa, costruì il suo primo strumento, il capostipite di una lunga serie di violini, viole e violoncelli.

Anni dopo, una volta sposato, ha trasferito parte della sua attività a Castelnovo ne’ Monti, dove vive con la sua famiglia, ma il suo primo laboratorio, all’interno della sua casa natale, è rimasto ancora intatto e “fermo nel tempo”. Gli ambienti, gli utensili appesi alle pareti, l’atmosfera segnata dalla luce tenue che passa dalle finestre, rimandano ad un ambiente iconico, di altri tempi. Osservandolo mentre lavorava ad uno dei suoi violini, ci hanno colpito la fermezza e la sicurezza nell’eseguire movimenti appresi e affinati durante lunghi anni di gavetta, figli di una tecnica tramandata nei secoli da altri grandi liutai. Come ci ha detto Arturo, il mestiere del liutaio non si improvvisa. Determinante l'incontro con Ferdinando Garimberti, uno dei più grandi liutai del Novecento che saliva in vacanza a Villa Berza, quindi con Sesto Rocchi di San Polo per dieci anni, a Cremona con Francesco Bissolotti per altri sette anni "Ho imparato cose fantastiche", dice lui.

E ancora: "La gente corre come macchine: fare il liutaio è come essersi fermati a quattrocento anni fa, dove la mano dell'uomo lavora. L'Appennino? Ha svantaggi in fatto di numeri, ma vantaggi in fatto di tranquillità e calma per concentrarsi".

Così come una tavola armonica viene “estratta” scolpendo spesse tavole di legno, dalle quali si tolgono progressivamente strati di legno, fino ad arrivare alla sagoma perfetta, anche l’arte della liuteria viene affinata e perfezionata di volta in volta, uno strumento dopo l’altro, durante un lungo e continuo processo di apprendimento. Grazie alla sua passione e determinazione Arturo ha imparato la tecnica da grandi maestri di liuteria, trasferendo parte della conoscenza secolare che ha reso famosa Cremona nel mondo nel nostro Appennino. A ragion veduta possiamo definire Arturo Virgoletti un artigiano nell'accezione più alta del termine, ovvero di colui che – per dirla con Primo Levi – attraverso le proprie mani esprime un'intelligenza vitale. L'arte della liuteria lo ha reso famoso tra musicisti di tutto il mondo, eppure – come lui stesso racconterà – la perizia ed il talento trovano nutrimento nel paesaggio in cui è nato e in cui ha consapevolmente scelto di vivere – Costa di Monchio, cuore degli antichi possedimenti canossani.

Qui il video di "Arturo Virgoletti, liutaio delle terre matildiche".

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Un Commento

  1. Persona gentile e modesta. Artista serio e bravo padre di famiglia. Onorato di averlo conosciuto. Arturo sei GRANDE

    Enzo Centonza

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