Come la Svezia impara dal nostro Appennino

Monte Ventasso, visto da Scalucchia. Foto Cristian Ionut Ilies

Una delegazione in rappresentanza della rete nazionale MaB svedese ha scelto il nostro Appennino per una visita di studio sulla esperienza di gestione e sviluppo della riserve di biosfera Unesco.

È da oggi ad Apella, nel Comune di Licciana Nardi, e sarà da domani nell’Appennino reggiano per svolgere soggiorni a Castelnovo ne' Monti e Ligonchio e un fitto calendario di incontri a Cerreto Alpi, Pietra di Bismantova, Agriturismo Il Ginepro, latteria di Carnola, centro Cerwood con amministratori, tecnici e operatori privati del turismo della cooperazione e dell’agricoltura. Si traferirà poi a Sillano, dove è previsto un simposio sulla scultura in legno. La delegazione sarà guidata dalla responsabile nazionale MaB della Svezia Johanna McTaggart e sarà composta da 16 rappresentanti di diverse riserve di biosfera svedesi e di diversi gruppi d’interesse.
“La nostra esperienza di avvio del piano d’azione Mab ha suscitato interesse. In Svezia l’azione Mab è fortemente connessa a quella dei Gal - dice Fausto Giovanelli -. Ci farà molto piacere e sarà utile scambiare esperienze. C’è sempre da imparare e soprattutto è importante raccogliere suggestioni e motivazioni”.

Il programma prevede dialoghi, visite e scambi con soggetti pubblici e privati protagonisti e partecipi del piano di azioni Mab in particolare sui temi della gestione dei boschi, del castagneto, delle cooperative di comunità, di turismo, escursionismo ed educazione ambientale.

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Un Commento

  1. Apprendo con orgoglio campanilistico che una delegazione della civilissima Svezia viene nel nostro Appennino per “imparare” come si gestisce un territorio secondo i principi del programma “Uomo Biosfera”. Non nascondo un certo stupore, perché per le conoscenze che ho della vallata, che nell’ex-Comune di Busana va dalla Sparavalle al Secchia, non mi sembra si siano realizzati gli obiettivi del programma Mab che prevede un equilibrato rapporto tra uomo e ambiente. Questa terra, un tempo abitata e coltivata con amore da eroici agricoltori, ora è percorsa da branchi di cinghiali che distruggono tutto ciò che incontrano, e così il plurimedagliato Parmigiano-Reggiano, che tanto interesse muove nei nostri politici, specie nei convegni e convivi, ha lasciato il posto alla carne dei cinghiali cacciati, abbattuti, macellati e venduti da soci cacciatori provenienti per lo più, in ossequio al detto “danni e beffe”, dalla pianura. Mi auguro che i delegati svedesi non abbiano a conoscere questa triste realtà,perché poco avrebbero da “imparare”: qui l’uomo del programma Mab è il grande assente.

    Giorgio

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