Castelnovo ne’ Cuori: “I sindaci della montagna hanno fatto bene a non sostenere l’impianto a biometano di Gavassa”

Pubblichiamo per esteso la lettera inviata alla redazione dal gruppo consigliare Castelnovo ne' Cuori in merito alla costruzione dell'impianto di biometano a Gavassa.

Esprimiamo soddisfazione per la decisione del sindaco di Castelnovo Enrico Bini e di quasi tutti gli altri della montagna di non aver firmato il documento di sostegno alla costruzione dell’impianto di biometano a Gavassa, dimostrando di aver a cuore la materia ambientale e di non partecipare a prove di forza contrarie alla necessaria discussione con gli amministratori e con i cittadini.

L’impianto di biogas prefigurato mostra tanti aspetti problematici che meritano una riconsiderazione. Non tanto per la produzione di biometano in sé, che invece ha un senso virtuoso, quanto per le dimensioni dell’impianto, la localizzazione, la ricaduta sulle terre del Parmigiano Reggiano che proprio l’ultimo spot pubblicitario valorizza spiegando l’esclusività del territorio:

Sapete perché è inimitabile? Perché le nostre mucche mangiano l’erba e i foraggi di questa terra, provate a darle qualcosa di diverso. Anche per questo il suo latte ha una flora lattica che permette di produrre il formaggio senza conservanti e senza additivi…. E’ così buono perché una terra così ce l’ha solo Parmigiano Reggiano”.

È bene ricordare che il nemico numero uno del Parmigiano Reggiano sono proprio le fermentazioni presenti dei prodotti insilati, tipiche invece dei territori lombardi dove si fa uso del Lisozima come conservante per evitare i “gonfiori” delle forme durante la stagionatura; per questo motivo, da sempre, il Parmigiano Reggiano vieta l’uso di insilati alle aziende produttrici del proprio latte. Purtroppo un insediamento industriale di dimensioni poderose e di capacità multiprovinciale può essere una bomba biologica nel cuore del comprensorio del Parmigiano Reggiano, anche a causa dei suoi derivati biologicamente attivi e potenzialmente inquinanti con il rilascio di metalli pesanti e oli minerali.

La concorrenza al Parmigiano Reggiano è molto più pericolosa dei dazi americani proprio sul tema della genuinità, come dimostra in questi giorni l’attenzione da parte della stampa tedesca.

Crediamo che sia ora di smetterla con le prove di forza che umiliano i territori e la dignità di chi ci vive e chiediamo che venga aperta una fase di approfondimento e discussione per evitare di rovinare il lavoro e la ricchezza millenaria di questo territorio.

gruppo consigliare Castelnovo ne' Cuori
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5 Commenti

  1. Peccato che stasera in Consiglio comunale a Reggio sia stata bocciata all’unanimità dalla maggioranza la richiesta di 12 consiglieri di opposizione (e dei cittadini delle zone interessate) di una istruttoria che chiedeva solamente un approfondimento per avere maggiori informazioni e chiarezza su tutta l’operazione.Ciò avrebbe garantito trasparenza ed un dialogo aperto con la cittadinanza, come promesso dal sindaco Vecchi in campagna elettorale.La prova di forza ha umiliato il territorio e la dignità dei cittadini tutti, presenti numerosi.
    Dieci sindaci della provincia non risultano poi neppure interpellati.

    Maria Alberta Ferrari

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  2. Purtroppo nella nostra provincia siamo abituati ad avere sindaci molto sensibili ai voleri di Iren; sino a pochi anni fa venivano applicate le loro proposte senza nemmeno protestare. La lungimiranza e la sensibilità riguardo ad ambiente e territorio erano già state dimostrate con le vicende di ampliamenti della discarica di Poiatica, progettata e creata al centro di una zona in cui l’agricoltura ed in particolare la produzione di Parmigiano Reggiano era ed è il sostegno economico del territorio. La storia si ripete, incuranti del volere dei cittadini e pronti a soddisfare i desideri di una multi utility che di pubblico ha poco più di niente, si vuole realizzare un impianto le cui dimensioni neutralizzano la virtuosità dell’opera. Ancora una volta i sindaci si schierano a favore del potere economico e snobbano le perplessità che i comitati esprimono da tempo, ancora una volta si dimenticano degli errori del passato e perseverano facendosi portavoce di coloro che come obbiettivo principale mettono il loro guadagno, mentre il loro ruolo gli imporrebbe di tutelare la qualità di vita e la salute dei cittadini.

    Antonio D. Manini

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  3. Lasciando perdere lo spot pubblicitario circa l’alimentazione delle nostre mucche che oltre al foraggio qui prodotto si alimentano con grossi quantitativi di fieno proveniente da altri
    luoghi(persino dalla maremma e quindi teoricamente banditi), con mangimi di discutibile composizione (conta solo il prezzo)e/o dei fertilizzanti e diserbanti usati, la cosa che mi chiedo e chiedo a Lei ,sig.a Ferrari ,(vedendola così contraria e qiundi,suppongo informata,circa l’impianto in oggetto è la seguente:se l’impianto è necessario (e Lei concorda)dove lo dislocherebbe? A Pratizzano ? O a Poiatica ,ché li già abituati?O lo instalerebbe dove producono mozzarella,taleggio,stracchino,pecorino,ecc.?
    Mi creda non vorrei che interpretasse male quanto sopra; penso solo che sarebbe più costruttivo impegnarsi per migliorare le caratteristiche tecniche ,la sicurezza, il non inquinamento dell’impianto invece che farne una questione di campanile sulla dislocazione.

    FM

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  4. Personalmente mi sono limitata a fare osservazioni su un metodo che non ho trovato democratico.E’ stata respinta in Consiglio comunale all’unanimità dai consiglieri di maggioranza la richiesta di cittadini ( mi risulta fossero state raccolte circa 6000 firme) e di tutti i consiglieri di opposizione che li rappresentavano di fare chiarezza, tramite una istruttoria, proprio su tutti i contenuti che lei (F.M) espone.Mi sembrava una legittima richiesta.E lo credo tuttora.Il sindaco di Reggio non ha parlato. Ma nel prosieguo della seduta, quando proprio tutti se ne erano andati, alla sua maggioranza ha portato le sue legittime argomentazioni, che gli assenti avrebbero potuto condividere o meno, e che i suoi consiglieri hanno votato all’unanimità.

    Maria Alberta Ferrari

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  5. In questo articolo si dice “quasi tutti gli altri della montagna”, con riferimento ai Sindaci che non hanno firmato il documento di sostegno alla costruzione dell’impianto di biometano a Gavassa, ed in effetti in altro articolo di Redacon, del 2 novembre, si diceva che alcuni primi cittadini del comprensorio montano avevano invece sottoscritto tale documento.

    Poiché le motivazioni addotte dai Sindaci non firmatari sembravano avere qualche buona ragione, da come le abbiamo lette sui quotidiani locali, sarebbe interessante capire perché altri Sindaci montani abbiano invece ritenuto di aderire al documento di sostegno, e penso che potrebbero affidare alle pagine di Redacon il proprio punto di vista in merito (così da farlo conoscere ai lettori).

    P.B. 07.11.2019

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