Paolo Spaggiari, 31 anni, e primatista in… Filologia Romanza “contemporanea”

Il vezzanese doc Paolo Spaggiari, 31 anni, felicemente fidanzato, amante del Medioevo, è stato uno dei pochi studenti a laurearsi in “Lingue e culture moderne” all’Università di Parma presentando una tesi in “Filologia Romanza” e il primo a farlo indagando testi scritti in antico francese. Dal lavoro svolto ha da poco visto la luce un volumetto di 112 pagine dal titolo “Yde et Olive e la figura della donna guerriera nella letteratura oitanica”, grazie alla collaborazione con Lux Victrix APS: associazione culturale di Quattro Castella che si occupa di studi medievali e rievocazione storica.

In primo luogo è necessario dire che la Filologia - dal greco Filo (amore) e Logos (discorso) - si occupa della ricostruzione di documenti letterari e della loro corretta comprensione, col fine ultimo di conoscere la civiltà e la cultura di cui essi sono testimoni. Il lavoro di Paolo Spaggiari ha applicato questa disciplina a testi scritti in lingua d'oïl, focalizzando l’attenzione sui temi legati alla “femme-guerrière” come suggeritogli dal professor Paolo Rinoldi, relatore della sua tesi di laurea. Non si è trattato solo di tradurre testi medioevali dall’antico francese all’italiano corrente, ma di fornire gli strumenti per comprendere il contesto socio-culturale in cui sono nati, cercando di restituire una versione del testo così come ideata dall’autore, mantenendosi il più fedele possibile alla versione originale. Lo studio portato a termine è caratterizzato da un taglio di tipo “ermeneutico”, ovvero le opere – romans e chansons de geste – sono state interpretate in modo da cogliere cosa quei versi trasmettono o meglio, dovrebbero trasmettere, all’uomo contemporaneo.

Fulcro del saggio è l’analisi dell’opera “Yde et Olive” chanson del XIII secolo composta da un autore ignoto e facente parte del ciclo di Huon de Bordeaux. L’analisi si è concretizzata con la traduzione di 201 dei 1066 versi che compongono l’opera, cosa mai fatta prima in Italia (altro primato). L’unica edizione esistente del componimento in una lingua moderna è in inglese. Parte degli approfondimenti necessari per completare il lavoro – unico nel suo genere – si sono avuti grazie all’incontro con la professoressa Mounawar Abbouchi della Lebanese American University di Beirut per gli studi da essa compiuti proprio sull’opera oggetto d’indagine.

Oltre a Yde, nel libro di Spaggiari trovano spazio altre dodici figure femminili – donne guerriere - che dagli albori della Storia si sono distinte per il loro operato. Eroine bibliche e classiche, Matilde di Canossa e Pentesilea sono solo alcune delle protagoniste del testo, dove vengono evidenziate le caratteristiche di queste signore forti, combattenti ed emancipate che illustrano una sorta di protofemminismo medievale.

Il percorso proposto al lettore si conclude con una sezione in cui vengono analizzati gli studi di genere, affrontando le tematiche del travestimento e del transgenderismo nel contesto letterario medioevale, temi questi da considerarsi più che attuali.

Il volume è scorrevole e di facile lettura, adatto anche al vasto pubblico infatti, pur non mancando il rigore scientifico necessario per un’opera di questo livello, consente anche ai non addetti ai lavori di approcciarsi ai temi legati alla figura femminile nel corso del tempo, passato e presente, e al relativo ruolo nella società, anche alla luce degli eventi che, purtroppo ancora oggi, quotidianamente riempiono le pagine dei giornali. Il parallelismo con l’attualità ce lo suggerisce l’autore, riferendosi ad Amara Renas nome di battaglia di Aziza Jalal, uccisa lo scorso 21 ottobre per mano dei jihadisti al soldo di Erdogan: “la combattente curda è la femme-guerrière del XXI secolo”.

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