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Si continua a parlare della Diga di Vetto

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Riceviamo da Lino Franzini e pubblichiamo

Domenica 17 novembre alle ore 10,00 nella Sala Consiglio del Centro Civico "La Corte" di Traversetolo il Consorzio del Bacino Imbrifero Montano e soggetti e istituzioni interessati all'Acqua, all'Agricoltura e all'Ambiente, si troveranno per affrontare i temi cruciali per garantire un futuro all'agricoltura d'eccellenza di Parma e Reggio Emilia e come affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici che stanno mettendo a rischio i settori più importanti della nostra esistenza e la gestione delle risorse idriche su questi territori.

E' risaputo da tutti, ad esclusione di certi politici, che l'acqua è l'oro blu del pianeta, e la Valle dell'Enza ne dispone in abbondanza, ma invece di utilizzarla per gli usi irrigui, idropotabili ed energetici, si preferisce mandarla a Po; per poi ripompare le acque del Po fino all'altezza della Via Emilia, per irrigare i prodotti che troviamo sulle nostre tavole e che alimentano i bovini da cui proviene il Parmigiano Reggiano.

Oggi sprecare le acque di montagna è inconcepibile e incomprensibile; i cambiamenti climatici e l'inquinamento sono una realtà che non può più essere sottovalutata; alluvioni, esondazioni, ghiacciai che si sciolgono, siccità che perdurano per mesi, acque di falda sempre più profonde e piene di nitrati e acque del Po non sempre disponibili e invase da tonnellate di fibre di microplastiche, dovrebbero far meditare tutti, anche chi vuole la fine dei paesi montani.

In pochi anni le Province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena sono state interessate da esondazioni; il Nure a Bettola, il Baganza a Parma, l'Enza a Brescello e il Secchia a Bastiglia, esondazioni che hanno provocato vittime e varie centinaia di milioni di euro di danni; quando bastava poter fermare queste acque in invasi a monte per non aver alcun danno; ma ai danni alluvionali dobbiamo aggiungere i danni da siccità che hanno messo in ginocchio i produttori di Parmigiano Reggiano, del pomodoro e di altri prodotti che hanno reso grande Parma e Reggio Emilia nel mondo.

Le acque dei nostri torrenti che scendono dall'Appennino potrebbero garantire un futuro per i territori montani, acqua potabile di ottima qualità per i rubinetti di paesi e città come succede in Romagna con la Diga di Ridracoli, acqua per il comparto agricolo tra i più importanti del mondo, con delle DOP uniche, inoltre se queste acque sono trattenute in invasi di adeguate capacità idriche, sarebbero una fonte di energia pulita di cui abbiamo ingente bisogno e che darebbero notevoli contributi economici ai Comuni montani per i sovracanoni BIM, obbligatori di legge per i produttori di energia idroelettrica.

Ma ora il potere politico sembra abbia deciso di dare il colpo di grazia ai paesi montani della Val d'Enza, non intende realizzare un invaso in base alla potenzialità della valle, ma un piccolo invaso che nel periodo estivo sarebbe sempre vuoto, togliendo ai paesi montani la ricchezza che un lago immerso nel verde dà al territorio, in un lago vuoto nel periodo estivo nessuna società farebbe mai scuole di nautica, aree campeggio, nessuna spiaggia, nessuna area faunistica, niente di niente; solo un paesaggio lunare di alberi morti, versanti rocciosi e fangosi e solo un ruscello a fondo lago per garantire il DMV imposto di legge.

Questo non possiamo permetterlo; i cittadini dei paesi montani, di destra o di sinistra, di colore rosso, giallo, verde, blu o altri colori, devono sostenere chi desidera il futuro dei paesi montani.

Al convegno parteciperanno, oltre a Lino Franzini, il climatologo Massimiliano Fazzini, docente all'Università di Ferrara e Camerino e docente di rischio climatico all'Università della Sorbona e di Roma Tre; Mattia Reggiani, Presidente dei Consorzi Irrigui Privati della Val d'Enza; Luigi Spinazzi Presidente del Consorzio di Bonifica Parmense e esponenti di Confagricoltura e Coldiretti. Coordinerà il Convegno l'assessore al Comune di Traversetolo, Elisabetta Manconi.

Il Convegno è organizzato dal Presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano, Lino Franzini in accordo con il Comune di Traversetolo; unitamente ai Comuni facenti parte del Consorzio; Monchio delle Corti, Palanzano, Tizzano Val Parma, Neviano degli Arduini, Lesignano de' Bagni e Traversetolo con cui è stato condiviso il Convegno.

Se a qualcuno preme il futuro dei paesi montani, dell'agricoltura e dell'ambiente dovrebbe partecipare, per evitare che in futuro sui paesi montani della Valle dell'Enza ci troviamo ad avere un paesaggio come dalle foto che allego.

Lino Franzini

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4 Commenti

  1. Presidente Lini Franzini, io ci sarò.
    Alessandro Davoli
    Consigliere comunale, capogruppo, comune di Castelnovo Monti
    Consigliere Unione Montana dei comuni dell’Appennino reggiano

    Alessandro Davoli

  2. Prima dell’inizio della prima guerra mondiale venne ripreso il progetto della ferrovia Reggio, Ciano, Vetto, Castelnovo ne Monti con la prospettiva di arrivare ad Aulla-La Spezia, era la soluzione migliore, chiunque lo comprende; ma altri interessi portarono a sviluppare altri progetti. Alla fine degli anni 60, partirono i lavori della fondovalle Val d’Enza, interamente picchettata ed espropriate le proprietà, ma altri interessi portarono alla sua sospensione dopo un anno di lavori, ricordo un convegno a Ranzano a cui partecipai con amici, dove un politico (non dico il partito), diceva: si devono sospendere i lavori di questa strada, non servirà a nessuno, ci crescerà l’erba; dopo due mesi i lavori furono sospesi, questa strada avrebbe garantito un futuro alla Valle dell’Enza, ma per qualcuno forse toglieva importanza alla Val Parma e ora quest’opera non si farà mai più. Nel 1982 si diede corso al Progetto della Diga di Vetto, “Urgente ed Indifferibile” per il Ministero dell’Agricoltura, nel 1987 andò in appalto e nell’ottobre del 1988 iniziarono i lavori, ma su tutti i muri lungo le strade si leggeva: si alle lontre no alla diga, si dichiarava che il VIA non era conforme; il VIA fu rivisto ma i lavori non sono ripartiti; e ora danni da esondazioni, da siccità, spopolamento e dissesto in montagna e l’energia si produce da combustibili fossili per la gioia di qualcuno, e per irrigare si pompano le acque del Po con tutte le microplastiche che contengono; e io che vedo i paesi montani morire e gli agricoltori disperati, dovrei dire: Viva l’Italia?, lo avrei detto una volta quando c’era qualcuno che pensava al bene dell’Italia.

    Franzini Lino Presidente del Bacino Imbrifero Montano dell’Enza

  3. Buongiorno. Argomento : diga di Vetto.
    Ero bambino da che ricordo del Tema in oggetto.
    Non occorre essere veggenti e nemmeno profeti.
    Avremo le elezioni regionali il 26 gennaio 2020.
    Ci saranno comizi elettorali, convegni, riunioni e proclami sulla diga di vetto.
    Passato cio’ se ne riparlerà a sprazzi nei prossimi anni senza che nulla avvenga.
    Qualcuno che ci crede mi smentisca.
    Cordiali saluti.

    G.I.

  4. Non è bastato quello successo a Lentigione con l’esondazione dell’Enza, in Val d’Enza deve succedere un miliardo di Euro di danni come a Venezia, solo allora tutti i partiti del NO alla diga di Vetto si strapperebbero le vesti e direbbero: come mai non si è fatta la diga di Vetto!!, se non è utile la diga di Vetto cosa è utile?; usare le acque del Po per irrigare; ma gli ambientalisti da che parte stanno, stanno con chi vuole i danni da alluvioni, con chi vuole che l’energia sia prodotta dal petrolio, con chi vuole i dissesti in montagna, con chi vuole pompare le acque del Po o con chi vorrebbe che tutto questo avesse fine e si usasse le acque della montagna come fanno ovunque.

    Daniele

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