“Sembra che gli ‘araldi’  del pericolo fascista abbiano fatto un quasi autogol”

Riceviamo e pubblichiamo.

Il segretario della Lega Matteo Salvini in visita alla spiaggia 'fascista' Punta Canna di Chioggia gestita da Gianni Scarpa, Venezia, 18 luglio 2017. Foto ANSA/SCARPA

Tra le fila dell’antisalvinismo militante non si contano le volte in cui è stato evocato il “pericolo fascista”, ma capita talora  che il calcare troppo la mano sulle suggestioni, caricandole di significati fantasiosi ed  immaginari,  diventi poi come un giocare col fuoco, compreso il rischio di bruciarsi, e il leggere  sugli odierni  quotidiani  che un italiano su due guarda con simpatia all’uomo forte pare la conferma di una probabile “scottatura”, o quantomeno  di una inaspettata autorete per gli “araldi” del suddetto pericolo.

Questa notizia di stampa, non so quanto prevista,  a me pare in ogni caso l’epilogo o il prodotto di una storia iniziata decenni fa, negli anni Ottanta o suppergiù, quando una personalità politica dell’epoca, sgradita alla sinistra “massimalista”, veniva  non di rado raffigurata con stivali ed  abbigliamento  stile  Ventennio, così da far intendere una vocazione o propensione autoritaria, quando si trattava semplicemente della sua capacità  di saper prendere decisioni, anche piuttosto scomode, delicate  e difficili.
il carisma scambiato per autoritarismo
Una sorte abbastanza analoga, pur con un finale fortunatamente diverso, è successivamente toccata ad altro esponente politico di primo piano,  sceso in campo contro la sinistra nel dopo Tangentopoli,  al quale  venivano  rivolte accuse quali  “cesarismo” o “bonapartismo”  -   e chi più ne ha più ne metta, come si usa dire -   facendo anche qui passare per  temibile ed inaccettabile  “dispotismo”  il naturale  ascendente e  carisma di cui può essere dotato  un leader politico di prima fila.
In buona sostanza, si è voluto a più riprese presentare quale “pericolo fascista” ciò che pericoloso non era affatto, come poi le cose hanno ampiamente  dimostrato, e in molti si sono verosimilmente accorti,  mano a  mano col trascorrere degli anni,  di questo “ingannevole” gridare al lupo, quando del lupo non c’era né vi è tuttora  traccia, e adesso quei molti cercano  unicamente   qualcuno che sappia guidare il Paese nella maniera  che altri, pur con  il lungo  tempo avuto a disposizione, non hanno saputo fare.
il gridare al lupo sembra non funzionare più
Neppure il recente  libro di un celebre conduttore televisivo sembra aver persuaso l’antisalvinismo militante, e ideologico, riguardo al fatto  che oggi non ci sono le condizioni per un ritorno del Fascismo, ma  messi di fronte all'odierno  dato numerico fornito dai giornali  -  piuttosto indicativo a meno di non volerlo ignorare, il che mi parrebbe  tuttavia un po’ imprudente   -  è auspicabile che gli antisalviniani "a prescindere”, ossia quelli che non vogliono sentir  ragioni di sorta, si pongano perlomeno una qualche domanda.
Chiedersi cioè perché mai  gran parte del Paese si sia espressa per l’uomo forte, ma basterebbe forsanche  che si  convincessero  che  il  “gridare al lupo” non paga e non funziona più, e decidessero pertanto di cambiare strategia,  passando “dalla protesta alla proposta”  secondo il  noto modo di dire, ovvero  “incalzando” il leader leghista con  soluzioni alternative  - e percepite come credibili ed  attuabili dal corpo elettorale  -  rispetto  ai problemi con cui deve misurarsi  la società dei nostri giorni.
(P.B.)
Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

14 Commenti

  1. Caro P.B., preferisco gridare una volta in più “al lupo, al lupo” che ritrovarmi con un cosiddetto “uomo forte” alla guida di questo paese che solo 75 anni fa si è liberato dalla dittatura dopo un quarto di secolo di sofferenze ed una guerra mondiale.
    Pietro Ferrari

    Rispondi
  2. Gentile PB
    le sue dotte parole, i riferimenti storici denotano una cultura decisamente superiore alla media, ma a mio avviso, in questo caso volta a nascondere una realtà piuttosto evidente.
    Gli araldi dell’antifascismo, come li chiama lei, altro non fanno che registrare gli ammiccamenti di chi si fa chiamara “Capitano”, e già questo basterebbe, alla destra che si rifà al fascimo.
    forza nuova, casa pound (e uso le minusco appositamente) si rifanno al fascimo e appoggiano questa destra.
    Oggi come allora l’italiano medio vorrebbe l’uomo forte al potere, per non doversi fare carico delle proprie responsabilità, per demandare le decisioni a qualcun’altro.
    E’ vero il contesto storico è cambiato, ma come ci insegnano i vari orban, erdogan, bolsonaro ecc (e anche qui il minuscolo è voluto) il fascimo esiste ancora, diverso ma esiste.

    AG

    Rispondi
  3. Forse, caro P.B., come scrive lei non si rischia di tornare al fascismo. Certo è però quello che è accaduto con Salvini al governo. Forse lei giornali e televisioni non li guarda, ma in molti hanno visto cos’è capitato a chi ha osato dimostrare il dissenso. Liberi cittadini segnalati alla questura per aver esposto cartelli in cui si chiedeva conto dei 49 milioni di euro. Cittadini che si sono visti entrare in casa poliziotti per rimuovere gli striscioni (sempre quelli dei 49 milioni di euro) che ledevano sua maestà. Vigili del fuoco impiegati anch’essi nella rimozione degli striscioni, distraendoli così dai lavori di pubblico soccorso e sicurezza. Senza dimenticare le leggi che delegano la sicurezza al cittadino, esonerando di fatto lo stato. Un far west insomma.Questo è stato l’antipasto, io con questo pranzo non vorrei proseguire. A sinistra non c’è nessuno in grado di “contrastare” il “fenomeno”? Vero. In questo caso allora voterò per il meno peggio, magari anche tappandomi il naso.

    Simon

    Rispondi
  4. Sempre lucido, obiettivo e puntuale l’amico Paolo nelle sue analisi. Condivido in toto. Molto più facile gridare contro il “nemico” che proporre soluzioni ai problemi, essendo al Governo, non dimentichiamolo.

    RiccardoBigoi

    Rispondi
  5. Non dimentichiamo che il fascismo è stata la naturale risposta al biennio rosso, con un partito socialista molto presente e ben radicato (Bombacci doveva ancora fare quello che ha poi fatto). Oggi non è possibile che tale scenario si ripresenti perché la sinistra (e le sardine dovrebbero almeno prenderne atto) è assente, a mio modo di vedere. Salvo non proporre delle soluzioni, ma puntando l indice al capitano, il gioco triste è: non propongo dei contenuti, ma contesto quelli degli altri. Dicono che il fascismo anche fino al 1936 è stato negativo, sarà anche cosi, però non mi pare vero al 100%.

    MA

    Rispondi
  6. Egr. P.B.,

    ai commenti al suo scritto di chi mi ha preceduto, che condivido, vorrei aggiungere a integrazione: che altro deve dire e/o fare un vicepresidente del consiglio e ministro dell’interno oltre a chiedere PIENI POTERI (li ha chiesti!) per essere ritenuto pericoloso e una minaccia alla nostra democrazia? Forse lei lo ritiene una macchietta da non prendere sul serio? Mah…se aggiungiamo altre cosette (dai porti chiusi, agli incontri dei suoi amici con emissari russi,ecc.),credo sia meglio gridare al lupo e sperare di aver gridato invano.
    PS.- quando Forattini ,nelle sue esilaranti vignette, disegnava Craxi con gli stivaloni mi pare di ricordare che nessuno pensasse che intendesse attentare alla democrazia,era solo opera di un bravo vignettista.

    FM

    Rispondi
  7. “…Il ‘fascismo eterno’… È ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili… Il fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo”” Così afferma Umberto Eco in un libretto edito da La Nave di Teseo all’inizio del 2018 che riporta il testo di una prolusione a un seminario tenuto alla Columbia University il 25 aprile 1995.
    Eco individua un decalogo di caratteristiche idonee a individuare il fascismo ed è sorprendente quante di queste si ritrovino nelle parole e negli atti del capo della Lega, dal populismo al nazionalismo, dall’autoritarismo all’esasperazione della paura nei confronti del diverso. Ne consiglierei la lettura, per quanto non mi faccia illusioni: anche il sospetto verso la cultura e gli intellettuali è un punto del decalogo.

    S.E.

    Rispondi
  8. I neoliberisti che hanno massacrato l’Italia continuano a non voler capire perchè la gente ha ormai voltato loro le spalle e ormai possono vincere solo ai Parioli. A corto di argomenti tirano fuori solo il pericolo del fascismo e altre amenità su cui sorvolo. Dimostrano anzitutto di essere non solo in malafede ma di non aver neppure capito cosa sia il fascismo. Il fascismo, oggi, è l’imperialismo americano o il neocolonialismo francese, è le squadre armate di Provyj Sektor in Ucraina che hanno fatto un colpo di stato contro un governo regolarmente eletto. A proposito: non è che anche loro si siano schierati da quella parte?

    periperi

    Rispondi
  9. Siamo un paese triste,uomini tristi,appagati,vuoti,inermi.Teniamo solo venga intaccati il Ns status sociale,economico,fermi ad avvenimenti,idee storie,preistoriche.Vero,che non si deve dimentica,ma ancor piu’ vero che dobbiamo pensare,cambiare,adattare il tutto,in senso buono,all’oggi e soprattutto al domani.Zero previsioni,zero pensare avanti,ci siamo seduti su quel po’ di benessere creato col sudore e non,pensando di essere arrivati.La Ns pessima.impresentabile politica,non e’ altro che Ns essere riflesso.Da una pèarte i radical chic,i salottari,gonfi di cultura,ma non di quella cultura condivisa,quella autoreferenziale,abietta e triste.Dall’altra,gli approfittatori,quelli che sanno comunicare benissimo alla rabbia e alla pancia delle persone.Like,condivisioni,apparire in iogni dove,sciacallaggio puro.Cominciamo dalle Ns case,ricominciamo a comunicare col cuore,gli occhi,fisicamente.Aggreghiamoci,ma senza cellulari,senza contarci,senza selfie,con idee,confronto,speranza e sogni.Sempre pintato sui giovani,ma forse siamo stata l’unica generazione capace,con l’abbondanza e l’iblio,ad azzerare anche loro.

    Luca

    Rispondi
  10. Riflessioni, certo negli anni scorsi, a parte le retate ed i rastrellamenti (o qualcosa di simile) come scrive Simon, nel nostro bellissimo Paese abbiamo visto i governatori salvare le banche di famiglia sulla pelle dei poveri risparmiatori, abbiamo visto Omnia, al di la dei 49 milioni di cui parla sempre Simon, abbiamo visto cinque o sei anni di governo mai eletto dal popolo ma attaccato al potere e alle poltrone con ferocia, anche senza invocare pieni poteri! Abbiamo assistito al mercato degli immigrati, si vero e proprio mercato, con cooperative nate ad hoc per gestire i centri accoglienza. Poi abbiamo assistito allo speronamento della vedetta della guardia di finanza patrocinato da due ex Ministri della repubblica.. Concludo menzionando Bibbiano, chi è capace di questo, è molto piu’ pericoloso di un presunto fascista, anzi invasor

    Stefano

    Rispondi
  11. Riguardo al primo commento, si può benissimo gridare “al lupo, al lupo” quanto si vuole, ossia non una sola volta in più, ma da quanto abbiamo letto sui giornali in questi giorni sembra di poter ricavare che la metà del Paese, a forza di sentirselo dire, lo consideri oggi uno “scherzo”, o giù di lì, come nella antica favola (e a me pare che l’umore del Paese sia un indicatore da non trascurare, ma è soltanto la mia personale opinione).

    Non si tratta poi di dotte parole, né di grandi riferimenti storici, vorrei dire ad AG, ma semplicemente di ripercorrere le vicende politiche degli ultimi decenni, e mi sembra troppo semplicistico il voler liquidare come fascismo il “sentimento” di quella parte del Paese che guarda all’uomo forte non tanto per sfuggire alle proprie responsabilità ma per essere verosimilmente “governata” in maniera diversa da quella messa in pratica in questi anni.

    Rivolgendomi a Simon, posso assicurarlo che ho l’abitudine di leggere ogni giorno più di un quotidiano e non vi ho colto, come lui dice, grandi reprimende verso “chi ha osato dimostrare il dissenso”, ma al di là dei nostri diversi punti di vista al riguardo, io penso che il vero problema “politico” stia nel fatto che la sinistra, nelle sue varie espressioni, non sembra oggi in grado di avanzare proposte concrete, da opporre a quelle della destra.

    Il votare “per il meno peggio, magari anche tappandomi il naso” può essere una “via d’uscita” che soddisfa in qualche modo il disagio di Simon, ma questo è un rimedio individuale mentre il Paese, a mio avviso almeno, ha bisogno che chi non si riconosce nella destra possa avere una alternativa politica da votare non col turarsi il naso bensì perché tale alternativa sa fornire soluzioni che reggono il confronto con quelle della destra.

    PS: niente da eccepire sul bravo vignettista di cui parla FM, ma andrebbe parimenti ricordato il clima di allora, all’interno della sinistra, abbastanza ostile al leader socialista (abbastanza ostile è ovviamente un eufemismo).

    P.B. 09.12.2019

    Rispondi
  12. Ma quale fascismo! Salvini è un vecchio arnese comunista che svolge il ruolo del PCI (a cui è stato tesserato quando c’era) nel compito di destabilizzare l’Europa e l’occidente democratico a favore della Russia del suo amico Putin già capo del KGB sovietico.

    Cecco

    Rispondi
  13. Complimentia P.B. per la lucida analisi.
    In modo piu’ diretto, mi rifaccio a un vecchio detto: “troppa elemosina strappa la borsa”.
    Ecco , a mio avviso, la borsa si e’ strappata, la gente si e’ stancata di essere presa in giro da una sinistra “politically correct”, che vende fumo da decenni e che ha come obiettivo vero, occupare le poltrone che contano.

    Ivano Pioppi

    Rispondi
  14. Luca sembra voler far leva sui buoni sentimenti, di cui il nostro Paese è stato peraltro culla, dal momento che da noi è nato il libro Cuore, un romanzo destinato ai ragazzi e che ha commosso anche moltissimi adulti e tante generazioni, non solo dentro i confini nazionali, ma da quegli anni di fine Ottocento parecchia acqua è passata sotto i ponti e i buoni sentimenti si sono poi intrecciati, e pure amalgamati, con gli eventi, non di rado difficili e talora drammatici se non tragici, che hanno da allora segnato la vita del Belpaese

    Intendo dire che i buoni sentimenti sono una cosa importantissima, ma appartengono alla sfera individuale e personale, e non possono influenzare più di tanto l’azione politica, che deve fare i conti con gli svariati problemi interni ed esterni, la cui soluzione richiede di non indulgere troppo ai sentimentalismi (penso cioè che persone dai buoni sentimenti esistano in tutti i partiti, ma quello che fa la differenza è una diversa visione della società, e delle risposte ai problemi, e a noi è data la possibilità di scegliere da che parte stare)

    Poi possiamo anche, e lodevolmente, cambiare noi stessi, per essere meno” tristi, appagati, vuoti, inermi”, ricominciando anche nelle nostre case a “comunicare col cuore,gli occhi, fisicamente…..senza cellulari…”, come scrive Luca, ma sarà un tragitto non semplice e breve, ammesso di riuscirvi, e intanto ci sono i bilanci famigliari da far quadrare, le tasse e bollette varie da pagare, senza scordare lo spread, ecc.., ossia un insieme contro il quale possono “infrangersi” anche i buoni sentimenti (per essere realisti).

    P.B. 11.12.2019

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48