Domenica tour elettorale di Bonaccini in Appennino

Sale il governatore dell'Emilia Romagna in Appennino per la campagna elettorale che lo vedrà contrapposto nel voto del 26 gennaio 2020 a Lucia Bergonzoni (Lega) e Lorenzo Benini (M5S).

Alle 10.30 di domenica 22 dicembre incontrerà la cittadinanza e gli imprenditori agricoli presso la latteria di Valestra. Quindi alle ore 12.30 il pranzo al ristorante Tanaka, cui si può prenotare entro il 20 ai numeri (3048580720 e 3292104791).

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Un Commento

  1. Con l’onestà che mi contraddistingue, spero che il Governatore Stefano Bonaccini colga l’occasione di questo tour per salutare tutti, a meno che non dica che saranno ripresi i lavori della Diga di Vetto, sospesi il 16 agosto del 1989. Proprio in questi giorni stiamo osservando i fiumi in piena, in particolare l’Enza, quanti milioni di metri cubi d’acqua ogni giorno se ne vanno a Po, quanti milioni di kW di energia sprecata, quali potenziali rischi di danni a valle le acque alluvionali potrebbero arrecare, quali danni da siccità se la prossima estate non avessimo queste acque, quanta CO2 avrebbero evitato se queste acque fossero utilizzate per produrre energia pulita, quante bottiglie di acque minerali in meno se fossero immesse nella rete idropotabile di Reggio Emilia e Parma, quanti milioni di Euro di energia eviterebbero per il pompaggio delle acque del Po, quanti milioni di mc di acqua in meno succhiata dalle falde, ecc. ecc. Dico questo perchè il Presidente Boaccini, per me, rappresenta quel potere e quel partito che da decenni non ha mai autorizzato la ripresa dei lavori della Diga di Vetto, un’opera che avrebbe dato benefici diretti a Valle ma benefici indiretti ai paesi montani, lavoro, riduzione del dissesto idrogeologico (il progetto prevedeva 40 miliardi di vecchie lire per sistemare le frane in montagna), ripopolamento dei paesi montani, miglioramento della viabilità in Valle, turismo, rivalutazione del patrimonio immobiliare, ecc. ecc.; tutto questo è stato impedito da qualcuno. Ma ora la cosa più preoccupante è che qualcuno vorrebbe proporre un piccolo invaso a Vetto da circa 50 milioni di mc, un colpo di grazia alla montagna, in estate a Vetto non ci sarebbe un lago ma una palude, un danno oltre la beffa per la montagna, un danno che non potrà mai più essere riparato.

    Franzini Lino

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