SocialMonti/ Porgi l’altra manica: prima uomo e poi Papa?

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Questa rubrica vuole essere un luogo di spunti per stimolare una riflessione corale e collettiva su temi di attualità. L’idea è quella di partire dal nostro territorio verso cerchi più ampi, o vice versa ascoltare gli echi lontani e portarceli vicini.

(Ameya Canovi *)

Riflessione della domenica pomeriggio seduta sul divano

Papa Francesco

Lo scalpore contro il gesto di Papa Francesco è un bel ritratto dei nostri tempi. Si è sollevato un coro di dissenso, poiché dissentire indignati è diventato costume. Lo osservo spesso gestendo una pagina pubblica. Di solito le persone non si esprimono per fare un’analisi costruttiva, o per aggiungere un pensiero che arricchisca il concetto. No. Molti concepiscono il proprio contributo solo come opposizione. Come dissenso, a volte espresso con prepotenza (qualcuno addirittura va sulle bacheche degli altri per scrivere solo “non sono d’accordo”, talvolta scritto in maiuscolo a denotare la voce grossa).

E quando hai ben detto che non sei d’accordo e ti sei indignato?

Il web sembra aver sdoganato e autorizzato la maleducazione e l’aggressività, che un tempo si manifestavano nella rissa da bar o in piazza. Leggo commenti perlopiù negativi, critiche fini a se stesse. Come se chi parla avesse la verità in bocca. Io mica le ho tutte queste certezze su come vanno le cose nel mondo. L’attitudine di chi va sempre e solo “contro” è quella di chi si reputa migliore. Di chi sa di certo cosa è giusto o sbagliato. E lo va a declamare sulle bacheche altrui, professando verità e anatemi in casa degli altri.

Penso che il gesto del Papa sia stato semplicemente umano, di stizza per una persona fagocitante, invadente e poco empatica. Dal mio punto di vista che deriva dall'osservare i comportamenti delle persone ogni giorno, la donna che ha con irruenza voluto attirare l'attenzione del Pontefice non si è messa nei di lui panni, non considerando che essere travolto dalla folla urlante richiede molte energie soprattutto per una persona anziana, fragile nel corpo, e che di certo vive una vita impegnativa. L'atteggiamento della ragazza è di chi vuole tutto e subito, "perché io posso". E' un attitudine molto diffusa, che presume l'essere speciali a tal punto da permettersi di oltrepassare la soglia dello spazio personale, scavalcando le comuni regole della prossemica. Ma ciò che ha creato lo sdegno di molti è il pensare che la persona in questione, in questo caso il Papa, avrebbe dovuto accondiscendere, mantenendo in vita lo stereotipo di pazienza infinita e bontà edulcorata. La reazione del Santo Padre è stata di stupore, sembra quasi di spavento, come di un pericolo che potesse fargli perdere un precario equilibrio. Se fossimo stati in quella situazione avremmo giustificato noi stessi, vero? Come eterni bambini che pretendono che i genitori siano perfetti, a disposizione.

Così Francesco viene esposto al pubblico ludibrio, diventando protagonista di vignette e battutacce, a metà tra eroe e macchietta, e quasi nessuno riflette sul nostro essere umani, pertanto fragili, imperfetti e fallibili.

Se passiamo il tempo a indignarci e a sentirci superiori agli altri, papi o laici che siano, ne avremo per guardare dentro noi stessi?

*Ameya Gabriella Canovi è PhD, docente e psicologa, si occupa di relazioni e dipendenze affettive. Da poco ha terminato un dottorato di ricerca in ambito della psicologia dell’educazione studiando le emozioni in classe. Ha un sito e una pagina Facebook “Di troppo amore”.

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6 Commenti

  1. Caro Papa, io non so cos’è la psicologia, ma so che sono vecchia come Te e ho capito benissimo che hai avuto paura di cadere. La paura fa reagire il Tuo gesto ci stava eccome, io avrei fatto di peggio e poi vicino a Te non c’era nessuno che potesse intervenire?

    Elda Zannini

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  2. Buongiorno, in merito al gesto del Papa, ritengo che avrebbero dovuto intervenire i collaboratori con gentilezza e fermezza. Concordo con la Signora Elda Tannini su una possibile motivazione. Un vero genitore sa quando bisogna intervenire con decisione e da buon padre ha colpito leggermente sulle mani.

    Bruna Clemente

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  3. Parlando in generale, e dunque fuori dai singoli e specifici casi, quando una figura o personalità di primo piano – per funzione, prestigio, fama, popolarità, ecc.., e per questo destinata a trovarsi spesso “sotto i riflettori” – viene colta in atteggiamenti per così dire comuni, e semmai anche “imperfetti” ed inaspettati, c’è chi li apprezza ritenendo che “umanizzino” il protagonista di turno, facendolo sentire più vicino a noi, e fors’anche più simpatico, mentre c’è chi preferirebbe invece che quanti si trovano a ricoprire determinati ruoli non si “lasciassero mai andare”, né perdessero mai l’autocontrollo, e da parte loro vorrebbe sempre comportamenti inappuntabili o quasi, vuoi per non essere deluso vuoi perché li vede come un esempio cui potersi ispirare, e considera altresì gli esempi più importanti delle tante parole (forse c’è un po’ di ragione in entrambi i modi di pensare).

    P.B. 06.01.2020

    P.B.

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  4. Santa Teresina del Bambino Gesù affermava : ” La delicatezza interiore di una persona si manifesta anche da come apre o chiude la porta “. I gesti spontanei , non preparati, sono l’ immagine vera del nostro essere interiore. I gesti spontanei nascono dalla ” verità profonda” del nostro essere interiore.

    De Matteis Anna

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    • Cara Anna, mi sento di raccontare questo: una volta, in un bar, ho preso a strattoni un tale, interpretando che avesse cattive intenzioni verso una carissima amica…ubriaca. Ero molto confuso.. non ho dormito quella notte. Dopo alcuni anni ho letto che San Benedetto diceva di non difendere gli altri se non sono loro a chiederlo. Mi ha illuminato.
      Non sono pentito del gesto in sé… ma della possibilità di avere frainteso quel ragazzo e, sicuramente, di avere offeso la mia amica che lo aveva invitato.

      Non è la cosa più grave che ho fatto nella mia vita, ma te lo cito per dirti cosa? Per dirti che tutti sbagliamo e che a volte reagiamo anche diversamente da come vorremmo, sicuramente umanamente se abbiamo paura. Credo che nessuna persona faccia eccezione.

      Poi, quello che si può e si deve fare è riflettere e chiedere scusa. Io ci ho messo un anno. Il Papa l’ha fatto in un giorno.
      Che altro doveva fare? Calarsi le braghe??

      No. Io non mi scandalizzo. Visto che citi Teresina, citerò buonanima don Aldo Orienti che diceva. “Dio dimentica i nostri torti appena ce ne pentiamo”.
      E se li dimentica Dio, dobbiamo forse ricordarceli noi uomini e giudicare…
      e per una debolezza del genere?? No.. non credo proprio.
      Saluti cari.

      Marco Notari

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  5. Purtroppo ci sono persone che non vedono l’ora di poterlo criticare, la persona che ha strattonato il Pontefice poteva essere anche armata: la sicurezza dov’era?

    Teodolinda Governari

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