Ligonchio: chiusura dei sentieri “presa bassa” e “decauville”, la cittadinanza chiede chiarimenti

Riceviamo e pubblichiamo

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Incontro a Ligonchio

Nel dicembre 2019, i cittadini di Ligonchio hanno inviato una lettera di segnalazione in cui chiedevano informazioni sulla chiusura dei sentieri della Presa Bassa (Cai 635) e della Decauville (Cai 633), al Comune di Ventasso e al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, fissando in data 28.12.2019 una assemblea pubblica.
La lettera è stata inviata per conoscenza al Cai Sezioni di Reggio Emilia e Bismantova e ai dirigenti Enel di zona.
L’assemblea si è tenuta c/o la sede Municipale di Ligonchio ed ha visto la partecipazione di un buon numero di cittadini.
Erano presenti il Sindaco Antonio Manari, il Presidente e il Direttore del Parco Nazionale Fausto Giovanelli e Giuseppe Vignali, il Presidente della Sezione Cai di Reggio Emilia Carlo Possa.

Ha introdotto l’incontro Roberto Barbantini che ha contestualizzato l’importanza e la funzione di questi due importanti percorsi che, dopo la chiusura per frane e dopo la realizzazione di notevoli lavori di manutenzione straordinaria, non sono stati riaperti.
E’ stato sottolineato il valore storico, identitario, paesaggistico, economico, escursionistico dei due percorsi, che sono vie di accesso alla Valle dell’Ozola e ai principali rifugi dell’Appennino reggiano.
L’obiettivo dell’assemblea era di informare la cittadinanza sullo stato dell’arte, sui rapporti tra gli Enti Pubblici e l’Enel e sulle rispettive intenzioni rispetto alla riapertura dei sentieri.
Il Presidente del Cai Bismantova, impossibilitato a partecipare, si è detto molto favorevole all’iniziativa dei ligonchiesi e in accordo con quanto richiesto.
Il Direttore del Parco ha informato che la proprietà delle aree sulle quali si sviluppano i percorsi è dell’Enel e che la gestione, sulla base di una apposita convenzione, è attualmente in carico al Parco Nazionale.

Incontro a Ligonchio

Su richiesta dell’Enel, la convenzione stabilisce che i due sentieri debbano essere chiusi al pubblico e che possano transitarvi solo gli escursionisti accompagnati da guide.
La decisione dell’Enel fa seguito ad un incidente occorso ad un ciclo escursionista che, appellandosi all’instabilità di una protezione a valle, ha richiesto ed ottenuto un risarcimento per vie legali dalla società stessa.
Da questo fatto la valutazione in tema di responsabilità civili e penali su strutture di proprietà e degli elementi di criticità e sicurezza dei due percorsi, che presentano tratti in cui è possibile la caduta di detriti rocciosi ed alcuni tratti esposti.
I pericoli suddetti sono comuni a tutti i sentieri di montagna, ma in questi casi c’è una responsabilità diretta della proprietà, in quanto percorsi nati in funzione di accesso ad aree industriali, dotati di strutture artificiali di protezione contro la caduta a valle, che devono essere mantenuti in buono stato di funzionalità.
Il sentiero della Presa Bassa è tuttora una via di accesso agli impianti idroelettrici, mentre il sentiero Decauville non svolge più questa funzione dagli anni ’60.
I cittadini di Ligonchio hanno chiesto agli Enti preposti di fare il possibile per rendere di nuovo percorribili i sentieri agli escursionisti, soprattutto la Decauville, considerato uno dei più importanti, suggestivi, panoramici sentieri del nostro Appennino e perché non è più gravato da altre funzioni.

Incontro a Ligonchio

In seconda battuta, per quello della Presa Bassa si potrebbe anche pensare ad un accesso limitato ad un primo tratto, fino alla Fontana dello Scodellino. Ovviamente occorrerà il monitoraggio e la continua manutenzione delle opere realizzate.
Il problema della originaria destinazione d’uso dei percorsi può essere superato, analogamente a tante ristrutturazioni di aree industriali realizzate in Italia. La viabilità sentieristica non è nata per il regolare calpestio degli escursionisti, fenomeno recente, ma spesso sono strade comunali, vicinali, forestali, antichi percorsi di carbonai e boscaioli, vie nate per accedere a luoghi di lavoro e di collegamento.
Carlo Possa ha fatto presente che vi sono realtà alpine in cui percorsi Cai si sviluppano o si sovrappongono parzialmente ad infrastrutture Enel e non vi sono problemi di transito pedonale. Inoltre ha fatto presente che c’è un problema rispetto alla Rete Escursionistica Regionale e al mantenimento dei due tratti di sentieri nella nuova Carta dei Sentieri del reggiano.

Da parte del Parco ha concluso il Presidente Fausto Giovanelli, sottolineando le problematiche di responsabilità, ma riconoscendo l’importanza dei due percorsi e assicurando che ci sarà attenzione a quanto richiesto dai cittadini di Ligonchio.
Il Sindaco del Comune di Ventasso ha ribadito l’interessamento.
L’incontro si è svolto in un clima disteso, ordinato e colloquiale in uno spirito propositivo, finalizzato al tema della valorizzazione del nostro territorio, che ha nella rete sentieristica una importante infrastruttura di accesso e di conoscenza e in questi due percorsi molto di più di “semplici passeggiate”.
I ligonchiesi, gli appassionati di montagna, gli escursionisti e i turisti confidano in una positiva soluzione del problema e si impegnano a mantenere viva l’attenzione di tutti rispetto al tema.
Gli organizzatori dell’incontro ringraziano i partecipanti, sia cittadini che amministratori, il Presidente e il Direttore del Parco, il Sindaco e il Presidente del Cai (RE) per la disponibilità, la qualità degli interventi e delle diverse riflessioni proposte che hanno connotato positivamente il dibattito.

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Un Commento

  1. Riprendo dall’ iniziativa di dicembre 2019 di cui Redacon diede notizia con il resoconto della serata.
    Ad oggi non abbiano più avuto alcun riscontro.
    L’ amministrazione del comune di Ventasso, il parco Nazionale e l’ Enel non si sono più fatti vivi circa l’ argomento.
    Ormai se non vado errrato sono almeno oltre 3 anni che i suddetti sentieri sono chiusi.
    Riusciremo ad avere un riscontro in merito, o cosa dobbiamo fare ?
    Purtroppo questo è un esempio molto significativo di immobilismo.
    Evidentemente nessuno degli enti sopra riportati ha a cuore la riapertura dei sentieri.
    Dopo oltre 3 anni di chiusura credo sia lecito avere una risposta.
    Grazie e saluti.

    Vittorio Bigoi

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