Sarà tre volte Natale

E’ un momento magico questo ante elettorale per le Regionali 2020. La montagna è di nuovo al centro del dibattito politico. Come non accadeva, forse, da almeno 5 anni.

Le strade. Il turismo. La connettività. I fondi per l’agricoltura. E chi più ne ha più ne metta, fino (ovviamente) alla riapertura del Punto nascita, su cui siamo tutti d’accordo (e allora perché lo abbiamo chiuso)? Leggiamo, tra i programmi elettorali e gli appelli quotidiani che riceviamo per divulgarli, quasi solo cose di buon senso, da destra a sinistra.

Di più, da un paio di settimane siamo anche terra di pellegrinaggio, non merito certo di sua Maestà la Madonnina della Pietra di Bismantova ma, ohibò, di qualche voto da raggranellare. Una candidata alla presidenza ha già stabilito: “L’Appennino è già nostro”. Ma ha pochi voti. Che, però, per questo o per quell’altro candidato fanno la differenza per entrare nel listone di chi vincerà. E, allora, eccoli qui i rispettabilissimi candidati alle regionali, in piazze e incontri. Un tour de force da fare invidia ai politici nazionali. Sembra anche di essere alle feste estive, le uniche occasioni in cui qualche candidato bazzicava per l’Appennino. E invece siamo in campagna elettorale.

Sia chiaro: che la campagna elettorale la si faccia così c’è poco da obiettare; forse risulterebbe più interessante se durasse un paio d’anni invece che qualche settimana.

C’è solo una cosa che potrebbe davvero non funzionare: che, passata la bolgia dei buoni propositi, si mantenga tutto quanto detto o, almeno, la metà. Messe assieme tutte le proposte sin qui lette manderebbero probabilmente in dissesto il bilancio regionale. O forse no, perché alla fine la gente che sceglie di vivere quassù è un decimo della popolazione della provincia.

Allora, come umili (e)lettori chiediamo, a chi vincerà, di essere di parola. Niente di più.

Solo una cosa, citando Dalla, non prometteteci che “sarà tre volte Natale”. Perché potremmo restare delusi.

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Un Commento

  1. Complimenti Gabriele hai centrato il punto. Da anni in Italia si fa’ politica a chi la spara piu’ grossa. Purtroppo la crisi della montagna e’ evidente ma cambiare x cambiare potrebbe essere ancora peggio.

    Alessandro

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