Indicazioni importanti sui prossimi cantieri lungo la SS 63 dall’incontro con Anas

Mercoledì 22 gennaio si è tenuto un incontro tecnico tra il Presidente dell'Unione Montana e Sindaco di Castelnovo ne' Monti, Enrico Bini, il Vicepresidente e Sindaco di Carpineti Tiziano Borghi, il Sindaco di Casina Stefano Costi e i dirigenti Anas Emilia-Romagna, per fare il punto della situazione sulla Statale 63.

In rappresentanza di Anas erano presenti l'Ingegner Aldo Castellari, Responsabile della Struttura Territoriale, l'Ingegner Francesco Pisani, Responsabile Area gestione rete, e l'Ingegner Riccardo Renzi, Direttore di Centro.

Il confronto ha riguardato tutto il tratto della Statale 63 che da Castelnovo ne' Monti arriva a Vezzano.

In particolare ci si è soffermati sui lavori previsti nella galleria di Casina oltreché su future attività programmatorie riguardanti la Galleria del Seminario, il tratto tra l’imbocco di quest’ultima e la località Ardaceda, e il tratto che dal Bocco arriva alla Pinetina di Vezzano.

Per quanto riguarda la riqualificazione della galleria di Casina i dirigenti Anas hanno comunicato che a breve sarà consegnato alla società appaltatrice il cantiere, che sarà installato entro il mese di marzo: l'investimento previsto per l'ammodernamento e la messa in sicurezza della galleria ammonta a circa 9 milioni di euro, e i tempi di realizzazione supereranno l'anno. L'incontro si è concluso con l'impegno delle parti ad un nuovo incontro sia per definire più specificatamente l’impatto sul traffico dei lavori di riqualificazione della galleria di Casina, sia per approfondire gli altri argomenti proposti nel corso della riunione.

“È stato un incontro molto utile – rileva Tiziano Borghi – perchè i cantieri in previsione sono importanti e avranno l'obiettivo di migliorare la sicurezza e rendere più scorrevole la percorrenza tra l'Appennino e la pianura. Utile sarà anche proseguire il dialogo costante con Anas, anche per cercare di limitare il più possibile i disagi che questi cantieri potranno comportare. La galleria di Casina era in attesa di questi lavori già da alcuni anni: è prevista la rimozione del guard-rail metallico (è l'ultima di tutto il tratto della Statale in cui è ancora presente), la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione con tecnologia Led, il rivestimento delle pareti interne con pannelli illuminotecnici, la realizzazione di un impianto antincendio e di un impianto di ventilazione, la realizzazione di un impianto di videosorveglianza e di colonnine SOS con collegamento telefonico, l’installazione di segnaletica luminosa utile in caso di emergenza e di pannelli a messaggio variabile per fornire indicazioni in tempo reale agli automobilisti”.

 

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

11 Commenti

  1. In merito alle attività di programmazione dei tratti Bocco – Vezzano e possibilmente Puianello – Reggio, mi auguro si tenga conto delle prioritarie richieste di scorrevolezza del traffico e della necessità di una significativa riduzione dei tempi di percorrenza più che di singole esigenze puntuali. Rivedere completamente il tracciato Bocco-La Vecchia e creare il bypass Puianello – tangenziale di Reggio (escludendo Rivalta) sono priorità e nodi cruciali che, se risolti in modo efficace, daranno enormi benefici anche alla viabilità montana.

    Emanuele Coli – PD Ventasso

    Rispondi
  2. È veramente incredibile che un rappresentante di Ventasso si preoccupi di Puianello quando nel suo comune la 63 è in molti tratti stretta, con muretti sfondati e guard rail obsoleti, dove se si incrocia la corriera bisogna inchiodare ( come tra Busana e Cervarezza ad esempio ). Chiediamo al sindaco di quattro Castella di occuparsi del tratto da Busana al cerreto?

    Abitante di ventasso

    Rispondi
    • Caro “abitante di Ventasso”, quando si parla di viabilità statale, perché ss63 è una strada statale, e di ingenti investimenti, è opportuno, a mio modo di vedere, considerare sempre il problema nel suo complesso. Mi creda, conosco palmo a palmo la ss63 e potrei citare tutti i punti degni di “ristrutturazione” di cui il tratto Busana – Cervarezza è uno dei tanti (che direi del passaggio di Acquabona, degli schiocchi di Cerreto, della mitica sparavalle “colonna d’Ercole” per i nostri amici di pianura…solo per citare tratti a sud di Castelnuovo). È evidente che sono tutti punti di interesse al fine di un miglioramento complessivo della viabilità di montagna. Ma la viabilità ss63 non si ferma qui: essa fa parte di un link che interconnette pianura Padana con mar Tirreno ed è sempre con questa ottica che dobbiamo valutare gli investimenti. Ovviamente un muretto o un guard-rail danneggiati vanno sistemati e Anas deve impegnarsi anche in questo. Ma non perdiamo mai di vista la portata nazionale degli investimenti. Dobbiamo tutti fare uno sforzo per capire che la somma di piccoli interventi puntuali non è necessariamente la soluzione al problema complessivo. Un esempio? Le due rotonde al Bocco: esse rappresentano un errore nato probabilmente per soddisfare esigenze locali.
      La montagna reggiana soffre di carenza di infrastrutture viarie. Io personalmente è dal 1999 che, nel mio piccolo, mi spendo per questo. Ero all’inaugurazione della Gatta-Pianello applaudendo all’allora presidente Ruini (terreno di scontro politico del secolo scorso!!!) ed ero con la Provincia a “suggerire” all’ex ministro Delrio dove fare i prossimi investimenti sulla viabilità. Una voce piccola , ovvio. Ma che , se unita a tanti altri che hanno la capacità di osservare il problema da un punto di vista razionale e complessivo, potrebbe portare frutti.
      Suggerire di eseguire interventi definitivi a Puianello ha effetti su noi montanari? Le faccio una domanda: se lei parte alle ore 7.15 da Busana, alle ore 7.55 è a Puianello; quanto impiega da lì a raggiungere la TAV? Risposta: almeno 45 minuti.
      In quest’ottica è quindi “veramente incredibile che un rappresentante di Ventasso si preoccupi di Puianello”?

      (E sulla viabilità di montagna si potrebbe proseguire ancora …)

      Cordialmente

      Emanuele Coli – PD Ventasso

      Rispondi
  3. Guardare oltre il proprio orto prendendosene cura è quello che un amministratore di un comune deve fare…certamente Emanuele sa delle cose che ci sono da fare sulla 63 del suo territorio ma provare a spingere per avere una buona 63 anche per chi vuole abitare in montagna e lavorare a reggio non mi sembra una cattiva idea.

    Enrico

    Rispondi
  4. Lo stesso discorso se io parto da Reggio e impiego 30 minuti per arrivare a Felina e un’ora per arrivare a Ligonchio perché le strade provinciali sono distrutte e percorribili a non più di 30km/h per non rompere la macchina. Sig. Coli, Il suo impegno per la viabilità in montagna è senz’altro apprezzabile, non volevo metterlo in discussione. Quello che volevo dire è che se non vi occupate voi dei tratti di strada a sud di Castelnovo non lo farà mai nessuno, mentre quelli in pianura sono oggetto di molte più attenzioni in quanto interessano molte più persone.

    Abitante di Ventasso

    Rispondi
  5. Per me non è per niente incredibile, ma lungimirante.
    Quello che mi sembra incredibile è che dopo oltre 20 anni non sia ancora realizzato il tratto Puianello-Reggio, che fa parte di un progetto che prevede 3 lotti e solo 2 sono stati fatti. E mi sembra incredibile che non si sia realizzato proprio quello centrale e più importante (che consentirebbe di evitare Rivalta) e ora si pensi solo a ripieghi. Oppure mi sembra incredibile che nei recenti interventi si siano fatti incroci pericolosi percorribili ai 30 (rotonde del Bocco). E mi sembra incredibile che nei recenti interventi non ci sia nemmeno un nuovo rettilineo anche dove si sarebbe potuto fare (Ponterosso invece del percorso a zig-zag).
    Con questo non voglio dire che il tratto Busana Cervarezza non sia da sistemare, anzi. Io però distinguerei gli interventi strutturali dalle manutenzioni e piccole migliorie, sono su 2 piani completamente diversi che possono essere portati avanti indipendentemente.

    Alberto

    Rispondi
  6. L’infinita Storia della ss63 iniziata con le colombiadi degli anni 90’ grazie all’interessamento degli all’ora parlamentari democristiani reggiani,in primis del senatore Bonferroni Franco e l’on.Castagnetti. Con tale iniziativa essi speravano che queste fossero le basi per una viabilità migliore per la montagna, ma l‘immobilismo e l’incapacità degli amministratori ha fatto si che non venissero realizzate altrettante opere come quelle iniziate, che sarebbero necessarie per evitare l’effettivo isolamento e lo spopolamento dei paesi.Di fronte a tutto ciò è auspicabile un radicale rinnovamento degli amministratori e del modo di concepire lo sviluppo economico come un’opportunità per il benessere collettivo e non un modo indiscriminato per arricchirsi senza fare nulla di utile, come ne’ testimoniano gli ultimi 30 anni.

    Andrea Guastini

    Rispondi
  7. A me sembra incredibile che si spendano 9 milioni di euro per “rendere più scorrevole” l’unico tratto di statale che è già scorrevole.
    Spendeteli per raddrizzare delle curve o togliere delle rotonde.
    Spendeteli a Collagna, a Castelnovo o a Vezzano, non importa..

    Ma per favore basta con questi lavori di “miglioramento” che servono solo a bloccare il traffico un anno, installare un nuovo velox o creare l’ennesima curva, rotonda, rallentamento.

    Non è vero che i soldi non ci sono. È vero invece che vengono spesi male.
    9 milioni di euro.

    Stefano

    Rispondi
  8. Io sono stato molte volte in Germania e in Inghilterra e lì i lavori importanti su grandi strade o gallerie vengono svolti quanto più possibile di notte consentendo quindi il mantenimento del traffico diurno almeno a singola corsia. Voglio sperare (perché nell’articolo non se ne parla !) che non si chiuda totalmente la galleria per oltre un anno o comunque per mesi e mesi perché sarebbe un incubo per tutti coloro che vanno e tornano da Reggio per lavoro, per altre necessità e per tutto il traffico merci (e quindi l’intera economia montana). La statale 63 è per tutti l’arteria vitale della montagna. Ben vengano i tanto attesi miglioramenti nella sicurezza della gallerie, ma come non temere (spero senza fondatezza !) che ancora una volta la gara sia stata fatta al massimo ribasso e che, per risparmiare sui costi, i lavori vengano svolti in pieno giorno arrecando il massimo del disagio ai cittadini e di danno all’economia ? Chiedo quindi se gli amministratori locali hanno tenuto conto di ciò e ottenuto garanzie in proposito o solo preso atto passivamente di quanto deciso da ANAS ? Gradiremmo tutti una chiara risposta in proposito perché parole chiarificatrici o tranquillizzanti non mi pare di averne lette.
    E, se c’è ancora tempo o possibilità, rivolgo un invito ai sindaci coinvolti a chiedere che per quanto possibile i lavori vengano effettuati di notte (ad es. dalle 22.30 alle 4.30 o giù di lì – quando il traffico è minimale) e che di giorno si possa almeno transitare a traffico alternato su singola corsia.
    Dover percorrere per oltre un anno (o lunghi mesi) la vecchia statale 63, che soprattutto nel tratto Branciglia-Casina è tutta una curva e con asfalto colabrodo, mi auguro sia una sofferenza che venga risparmiata ai cittadini e all’economia della montagna. Grazie

    Giorgio Bertoni

    Rispondi
  9. Egregio sig. Bertoni,
    siamo ben consapevoli del disagio che il cantiere di riqualificazione e messa in sicurezza della galleria di Casina provocherà ai cittadini e agli abitanti di via Candarietta di Casina sulla quale sarà dirottato il traffico in uscita dalla galleria del Seminario in direzione Reggio o in uscita dalla galleria Feltrin in direzione Castelnovo. E’ per questo che abbiamo chiesto ed ottenuto dall’Anas l’impegno, come dice il comunicato stesso, di fare un incontro congiunto Amministratori, Anas ed impresa esecutrice per conoscere il tempo di chiusura della galleria Casina che dovrà essere il minimo indispensabile. Sappiamo già che alcuni lavori dovranno essere fatti sull’intera canna della galleria e pertanto sarà impossibile prevedere il contemporaneo transito veicolare o chiudere ed aprire il cantiere ad intermittenza (esempio di giorno) in tempi ragionevoli. Come capirà è nell’interesse di tutti che l’interdizione al transito nella galleria Casina sia contenuta al massimo e che non traguardi la durata dell’intero cantiere di circa un anno, ma molto meno. Per quanto riguarda le priorità dei lavori di manutenzione o in alcuni casi di adeguamento della ss 63, le procedure prevedono che l’Anas inserisca nel proprio piano di investimento quinquennale i tratti previsti, come il Bocco la Pinetina di Vezzano che bypassa la Bettola e l’Ardaceda ingresso galleria del Seminario e la galleria stessa. Per l’esecuzione però dei lavori il piano d’investimento dovrà anno per anno essere recepito nel contratto di programma che l’Anas concerta con il ministero delle infrastrutture.

    Tiziano Borghi

    Rispondi
  10. E’ bello constatare per l’ennesima volta che la montagna, per i lor signori della Regione, inizia e finisce a Castelnovo nè Monti. Ormai mi sento come un koala australiano.. in via di estinzione.
    Pamela

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48