Addio don Raimondo, parroco della montagna

La montagna piange il suo parroco, don Raimondo Zanelli. Si è spento nella mattinata di oggi dopo un brevissimo ricovero dalla giornata di ieri.

Il 90enne religioso era nato a Felina l’8 aprile 1929 ed era sicuramente conosciuto per essere stato per oltre mezzo secolo parroco di Cavola -  parrocchia dove entrava il 5 agosto 1962, cui presto si sarebbero aggiunte Corneto e Cerrè Marabino -. Però era assai apprezzato ben oltre i confini montanari.

Terzultimo di nove fratelli, nacque dai genitori Maria Ganapini ed Enrico, che morì quando Raimondo aveva solo 13 anni.  Bambino ubbidiente, disciplinato e studioso, su insistenza di don Anastasio Corsi, a dieci anni il piccolo Zanelli varcò il portone del seminario di Marola, rischiando anche lui – che del beato Rolando Rivi, il seminarista ucciso pochi giorni prima della liberazione, fu compagno di banco – l’epurazione per mano di partigiani rossi. Venne ordinato sacerdote nella chiesa di Felina il 4 luglio 1954 dal vescovo Sergio Pignedoli. L’8 dicembre dello stesso anno, a Roma, diventava prete anche il cardinale Camillo Ruini, ex presidente della Cei e Vicario di Roma. Fu parroco a Succiso, dal 1952 al 1962, vice economo a Miscoso dal 1957 al 1962, quindi a Toano dal 1977 al 1978. Divenne parroco di Cavola il 5 agosto del 1962, giorno del santo patrono, la Madonna della Neve. Poi prese servizio anche a Cerrè Marabino, nel 1970, e a Corneto, nel 1995. È stato anche professore alle scuole superiori. A Don Raimondo si devono la restaurazione del santuario della Madonna della Neve, della chiesa di S. Michele Arcangelo e della torre campanaria, distrutta nel terremoto del 1920, in cui si trovano cinque antiche campane dedicate alla Madonna, ai Santi e ai defunti. Nel 2002, in occasione dei festeggiamenti dei quarant’anni di presenza di don Raimondo a Cavola, è stato pubblicato un opuscolo sulla vita del sacerdote, a cura di Ivo Rondanini, che ha delineato una figura di prete “calamitante”, dalla personalità poliedrica. e, quindi, parroco di Cavola, Cerrè Marabino, Corneto sino al momento del ritiro. Dopo la rottura del femore e un lungo ricovero, era da due anni ospite a Villa Paola di Castelnovo Monti.

Chi lo ha conosciuto personalmente sa che era un parroco alla vecchia maniera di quelli che, potevi starne certo, avevano un dialogo diretto con Dio, forse alla don Camillo. E, certo, con le sue parole, degne della nota figura di Guareschi, riusciva a esprimersi alquanto bene nelle prediche, nel dialogo con le persone, nell’accudire e visitare gli ammalati. Un profilo che emerge anche da alcune sue interviste negli anni a Redacon.

E proprio in tal senso ne parla ricorda don Giancarlo Bertolini, parroco dell’Unità Pastorale Santa Maria in Castello di Toano: “Umanamente lo ricordo come un parroco zelante, un vero uomo di Dio che ha seminato la sua parola con gioia e col sorriso sulle labbra. Si è preso cura delle persone, dai piccoli ai vecchi. Ma sapeva anche scherzare. Aveva il grande dono di sapere comunicare facilmente e stava volentieri tra le persone. Lo ricordo per il suo essersi speso, in tutti questi anni, anni per le sue comunità”.

Negli ultimi anni don Raimondo Zanelli era balzato agli onori della cronaca per avere alzato il dito sul tema della discarica di Poiatica, promuovendo silenziose fiaccolate a fianco dei comitati. E, forse, non avrebbe immaginato di riuscire portare a termine questa lotta così come poi è accaduto lo scorso anno.

La salma si trova già presso nella “sua” chiesa di Cavola, stasera e domani il rosario alle 20.30.

Domenica pomeriggio, prevedendo un grandissimo afflusso di persone, il funerale alla palestra del CavolaForum alle 14.30. Presiederà la Messa il Vicario generale monsignor Alberto Nicelli. Il vescovo Massimo Camisasca, impegnato nella visita pastorale, celebrerà la Messa di suffragio in una successiva occasione. Sarà quindi sepolto nel cimitero del paese. (G.A.)

 

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Articoli su don Raimondo Zanelli apparsi su Redacon:

 

Sui social la notizia della rinuncia.

50 anni di grazie.

Lettera a Redacon per la chiusura di Poiatica.

Fiaccolata per la chiusura della discarica.

"Avete crocefisso questa valle"

Minacce al parroco coraggioso.

Il grazie per la chiusura.

Il saluto del Comitato.

Don Raimondo ricorda il dottor Ubaldi.

89° compleanno in ospedale.

Festa per i 90 anni.

“Don Raimondo ora siedi sul davanzale del Paradiso”. E alle esequie i bambini gli siedono accanto

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8 Commenti

  1. R.i.p. grande don fai buon viaggio e veglia su noi felinesi

    Luchino

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  2. Riposa in Pace, Grande Don! Continua a proteggere la Tua montagna da Lassù!
    Noi tuoi ex studenti, siamo certi, che continuerai ad essere al nostro fianco, come lo sei sempre stato! E di questo Ti siamo enormemente grati!

    Valterino Malagoli

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  3. Caro Don Raimondo ti ricorderemo sempre con grande affetto e la tua dolcezza verso il prossimo, sarà la qualità che avremo sempre nel cuore. Con tanto affetto. Sabrina, Silvano e Damiano.

    sabrinettass@libero.it

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  4. Grazie Don Raimondo , ora prega per noi che continueremo a testimoniare l’Amore che DIO ha per gli Ultimi .

    fiorenzo poli

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  5. A noi, tue studentesse, regalasti “365 pensieri di fede e d’amore” come augurio di Buona Pasqua nel 1990. Quei pensieri sono stati piccoli semi.
    La frase del 7 febbraio è:
    “Noi siamo di Cristo, e siamo Cristo” Sant’Agostino.
    Grazie Don!

    Claudia Milani

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  6. Un uomo e un prete capace e saggio come pochi. Onesto e buono con tutti i montanari, pastore vigile e amorevole con il suo gregge. E fu minacciato per questo. Non lo dimenticheremo.
    Sono certo che riposa nella luce.
    Alessandro Davoli

    Alessandro Davoli

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  7. Con stima e affetto ricordiamo il caro Don Raimondo, che con spirito e umanità ha arricchito il nostro percorso scolastico e di vita…
    Grazie Don dalle allieve della 4B ist. magistrale A. Dall’Aglio A.S. 1994/95

    Benedetta Zobbi

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  8. Il Comitato Fermare la Discarica si unisce al cordoglio per la perdita di Don Raimondo.
    La sua presenza, il suo coraggio, ma soprattutto la sua estrema umanità, ci hanno accompagnati negli anni più duri della nostra battaglia.
    Ci conforta sapere che ha potuto gioire con noi della chiusura della discarica.
    Porteremo il suo ricordo vivo, parleremo ai nostri figli e nipoti di tutto il bene che ha fatto, anche a loro.
    Grazie Don, ti vogliamo bene. Riposa in pace.

    Comitato Fermare la Discarica

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