La lettera: “Un assessore per la montagna: idea che ho già sentito!”

Riceviamo e pubblichiamo

Stando alle notizie di stampa di questi giorni, nelle fila della sinistra montana sarebbe maturata l’idea di un Assessorato regionale per la montagna o zone appenniniche, con tanto di relative auto candidature che hanno trovato da un lato consenso e sostegno,  ma  anche “disapprovazione”, sempre  all’interno dello stesso versante politico.

Premetto che non sono pregiudizialmente contrario alle auto candidature, dal momento che ci vuole sempre qualcuno che “apre le danze”, e ci mette la faccia o si mette in gioco, a patto che non siano un modo per “occupare la scena”  partendo in largo anticipo,  così da impedire di fatto  che altri possano aspirare al medesimo ruolo.

Ciò che qui mi stupisce un pò è che la sinistra “scopra” questo Assessorato ignorando totalmente, salvo una mia svista di cui mi scuserei, che una ventina di giorni fa, prima del voto, era stata fatta analoga proposta da un consigliere regionale di altra forza politica, come rilevabile dalla nota di Redacon “L’idea della Lega ? Un assessore per la montagna”.

L’esponente del Carroccio partiva col dire “da troppo tempo ormai, le politiche regionali non tengono in adeguata considerazione le comunità appenniniche”, tesi che adesso sembra venir sposata anche dalla sinistra, visto che, ad elezioni avvenute, pare voler andare sulla stessa medesima strada  (verosimilmente per le identiche ragioni)

Non ricordo che la sinistra si sia allora pronunciata a favore dell’idea avanzata dal consigliere leghista, ma si può sempre cambiare opinione, così come sento moltiplicarsi le  voci   che parlano di defiscalizzazione per far ripartire la montagna, voci mai udite prima forse perché l’abbassamento delle tasse è un tema notoriamente caro alla destra.

Per finire, fermo restando il diritto di ciascuno a rivedere le proprie posizioni, mi verrebbe da dire che quando si cercano contributi di idee, come pare stia ora avvenendo per aiutare la montagna, bisognerebbe saper apprezzare se del caso anche quelle degli “avversari” politici, e riconoscerlo (altrimenti non  vanno cercati contributi di idee e “ognuno fa per sé”).

P.B.

 

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2 Commenti

  1. Trovo che non ci sia niente di più vecchio dell’idea di un Assessorato regionale per la montagna perché, pur mantenendo le proporzioni, la tanto pubblicizzata ‘Strategia delle aree interne’ mi ricorda tanto la ‘Cassa del mezzogiorno’ che, dal 1964 al 1993, ha avuto addirittura un Ministro. Sappiamo tutti come è andata a finire. Dalle idee ‘di programma’ messe – in evidenza – , dalle auto candidature, da tutte le visione astratte del post elezioni, credo che la prima cosa che necessiti sia una seria ‘ricerca del personale’. Anni, decenni di ‘periodo di prova’, oggettivamente, hanno dato risultati scarsissimi.

    Giovanni Annigoni

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  2. Ormai in Italia non possiamo stupirci più di nulla, anzi giorno per giorno è piacevole e divertente ascoltare ed osservare cosa succede in questo bel Paese. Ovviamente si fa per dire perchè accanto ad avvenimenti che sanno di teatrino politico (fatto di proposte e promesse quasi sempre disattese) per tirare a campare, dall’altra parte assistiamo sempre maggiormente alla disattenzione verso i veri problemi che attanagliano il Bel Paese. Ricordiamo Ilva, Alitalia, Banca Popolare di Bari, Whirpool, la situazione dei migranti, i giovani (braccia e cervelli!!) che si recano all’estero (118,000 nel 2018…mi sembra di ricordare) ecc.ecc. Un Paese in cui il governo è composto da un partito (che aveva ottenuto la maggioranza) ma che ora è svuotato di persone e dei primordiali principi (quasi un hotel a 5 Stelle che sia stato declassato a solo 2), un partito questo alleato con un altro che aveva già perso le elezioni politiche, dilaniato da correnti interne (un pezzo se ne è già andato) che è tanto convinto delle proprie idee al punto da balenare l’ipotesi di cambiare i propri connotati (nomi, simboli, ecc.), un partito che per stare “a galla” deve appellarsi alle forze “ittiche” che nuotano nelle piazze senza saper davvero dove andare, ma seguono 4 “capetti” che hanno tutta la stoffa da primi della classe.. Ebbene questa situazione a dir poco paradossale ed anacronistica si riflette anche a livello locale e vengo al dunque per spiegare cosa c’azzecca tutto questo discorso col commento alla proposta di un Assessorato alla Montagna. Premesso che sicuramente l’idea è buona perchè in Regione probabilmente serve qualcuno che si faccia promotore delle esigenze di territori molte volte isolati per questioni orogeografiche. Quello che non capisco e mi piacerebbe avere “lumi” al riguardo è la mossa dell’autoreferenzialità. Come si fa a proporsi all’Assessorato della montagna quando le ultime elezioni regionali hanno palesemente dimostrato l’indirizzo politico della gente della montagna? Pongo la questione in altri termini: come si fa a candidarsi sapendo di rappresentare una minoranza mentre la maggioranza della cittadinanza montanara si è espressa col voto secondo un altro indirizzo? Perchè se così fosse, allora fotocopieremmo la situazione nazionale in cui “comandano” partiti che hanno perso le elezioni oppure si sono palesemente “sgonfiati”.
    Buon lavoro
    Dott.Cavana

    Dott.Cavana

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