Punti nascita in Appennino: all’accusa di Delmonte risponde Bonaccini via social

Il presidente Stefano Bonaccini risponde via social al leghista Delmonte.

Su Facebook scrive: "Capisco che la sconfitta sia stata pesante, in particolare per chi si diceva certo di stravincere, non solo di vincere: consiglierei prudenza nel criticare prima ancora di cominciare. E vedremo chi sarà coerente: noi i punti nascita li riapriremo come promesso. Voi garantite che Borgonzoni rimarrà qui per cinque anni, come promesso, vero?"

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L'accusa mossa dal leghista

Il Partito Democratico ha promesso mare e monti sui punti nascite durante la campagna elettorale delle regionali e oggi veniamo a sapere che il protocollo che sarebbe stato inviato al ministro Speranza non è pronto ed è nelle mani della Commissione nascita regionale, la stessa che ha sempre sostenuto la pericolosità di quei reparti in montagna”. Così il consigliere regionale ri-eletto, Gabriele Delmonte, in merito alla risposta ricevuta ad una sua richiesta di copia del “fantomatico” protocollo per la riapertura dei punti nascita in Appennino, annunciato da Bonaccini a pochi giorni dal voto elettorale.

Dalle loro parole – continua il leghista – sembrava imminente una riapertura grazie a questo memorandum, denotando un chiaro gioco speculativo ‘chiudo e riapro’, senza tenere però presente che la salute in ballo è quella delle donne di montagna e dei futuri nascituri”. “Ad una nostra richiesta – prosegue - la copia di questo protocollo non ci è stata fornita con la motivazione che ‘lo sviluppo di principi e contenuti dettagliati è attualmente in carico alla Regione con il coinvolgimento della Commissione nascite regionale e verrà opportunamente condiviso con l’insedianda giunta”.

Ai consiglieri regionali quindi non viene fornito nulla, in barba alle regole e principi di democrazia tanto conclamati. A farne le spese sono, ad oggi, sempre i montanari che non vengono informati opportunamente sulla sorte dei loro servizi. Noi – conclude il consigliere reggiano - restiamo di guardia, perché le promesse sulla montagna fatte dal presidente Bonaccini non le dimentichiamo. La campagna elettorale è finita, ora si assuma le sue responsabilità”.

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Lo scorso 23 gennaio a Bologna si era svolto un incontro sui punti nascita di montagna, al quale erano presenti la sottosegretaria di Stato alla Salute Zampa, il presidente regionale riconfermato Bonaccini, l'assessore alle Politiche per la salute Venturi, e i sindaci dei Comuni interessati, tra cui Bini. Dall’incontro era emerso che “le donne in gravidanza e senza alcuna complicazione” sarebbero potute “tornare a partorire nei punti nascita degli ospedali montani dove l’attività era stata sospesa” e che la Regione aveva già “predisposto un protocollo sperimentale per riattivarli”, che sarebbe “andato al Ministero della Salute”, il quale sarebbe stato “chiamato ad esprimersi entro 60 giorni”. “Il nostro gruppo consigliare ha presentato, in data 30 gennaio 2020, a seguito di tali dichiarazioni, apposita interpellanza al Comune di Castelnovo – scrive su Facebook il gruppo consigliare ‘Castelnovo ne’ Cuori’ –, che sarà discussa nel prossimo consiglio, data ancora da stabilirsi, in quanto in quello svoltosi ieri sera (lunedì 17 febbraio, ndr) non c'è stato il tempo materiale di discuterne, causa le numerose interpellanze all'ordine del giorno che cronologicamente avevano la precedenza. Forse si riuscirà ad avere notizie in scadenza dei fatidici 60 giorni? Ad oggi, noi stessi non disponiamo di notizie in merito. Prendiamo atto, attraverso le parole di Delmonte, che tutto tace, e che probabilmente ha sempre taciuto anche quando si è urlato alla riapertura a tre giorni dalle elezioni”.

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8 Commenti

  1. Sospendo i giudizi politici, restando anzitutto basito e faccio i miei complimenti alla redazione per aver pubblicato questa nota. Se le affermazioni dei Delmonte dovessero rivelarsi vere, si tratta di una vergogna ai danni delle partorienti dei quattro bacini montani di Parma, Reggio, Modena e Bologna.
    In effetti sapeva molto di campagna elettorale, e – come si suol dire – a pensar male si fa peccato…
    Dispiaciuto.

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  2. Scommetto che se vincevate voi a quest’ora era gia’ operativo… come al solito siete bravi a criticare e a non realizzare…

    Gianni

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  3. Calma vediamo cosa accade realmente … almeno il popolo che vive su questi monti sia unito poi giudicheremo …

    Angelo Covili

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  4. Qualcuno direbbe “Maloooox!”
    Difficile digerire la sconfitta, vero? Eppure eravate così convinti d’aver la vittoria in tasca. E ci dica Delmonte, la Borgonzoni dov’è finita? Non c’aveva promesso che, in caso di sconfitta, sarebbe rimasta per guidare l’opposizione? Rasentate il ridicolo. Può essere che i PN non verranno riaperti, ma d’altronde non è ancora passato neanche un mese.
    Ah, mi dica un’altra cosa, voi che avete speculato sui terremotati, come mai in umbria una delle prime cose che avete fatto è stato proprio tagliare i fondi adibiti a loro? Questa è la vostra serietà? Per fortuna che avete perso, se no oggi eravamo a discutere della completa chiusura dell’ospedale da parte vostra. Saluti!

    Simon

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    • Può essere che abbia ragione, vedremo… Nel dubbio le conviene tenere del Maalox in casa anche a lei, chissà non le torni comodo, se per caso Bonaccini non mantiene la promessa.

      MA

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  5. Ormai siamo diventati tutti come San Tommaso….che ci dobbiamo mettere il naso. Suvvia!! Se hanno detto che li riaprono ‘sti Punti Nascite, perchè non crederci?. Io al Sindaco Bini ci credo come tutti quelli che alle ultime elezioni comunali gli hanno dato il voto!.E se il 30 gennaio Bini ha detto che entro 60 giorni i Punti Nascite sarebbero stati riaperti, state sicuri che l’iniziativa andrà a buon fine, con la soddisfazione di Cicogne &Co. Anzi vi confesserò che mia cugina, che va a termine proprio alla fine di Marzo, mi ha detto che non vede l’ora di venire a “travagliare” in quel di Castelnovo ne’Monti, affinchè nel codice fiscale di suo figlio ci sia il C219.
    Quindi Popolo della Montagna, ancora una volta….abbiate fede!! Il 30 marzo è qui alle porte!
    Dott.Cavana.

    Dott.Cavana

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  6. Ho votato la Borgonzoni, turandomi il naso e non solo quello, però ritengo inaccettabile il teorema : ” perché Bonaccini dovrebbe mantenere le sue promesse : guardate lei !….” Bonaccini ha vinto anche sulla base di alcune promesse ; il mantenerle o meno, non sarà imputabile all’altra. E se chi ha vinto e il suo misterioso partito di riferimento non le manterranno, credo che gli elettori Castelnovese, se ne ricorderanno senza necessariamente attendere le prossime elezioni regionali…..

    Umberto

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  7. Ha vinto Bonacini quindi vedremo cosa farà per riabilitarsi coi popoli appenninici dove certamente non è stato molto apprezzato e dove non ha vinto. Le battute tipo maloox trovano ragione in chi dopo lo scampato pericolo guarda solo lontano per non considerare che quasi la metà della la gente che ha attorno è stata insultata e definita razzista, fascistoide, ignorante e credulona. Se ne siete convinti davvero c’è da stare seri. Ora che la paura è passata, riprendetevi un po di razionalità e guardatevi intorno chiedendovi come e perché la montagna è in queste condizioni, forse capirete il perché tanta gente non ha votato quella sinistra che in Emilia ci governa da sempre. Potete sempre rifugiarvi in antiche ideologie che dividono la gente in tutti fascisti quelli che non la pensano come voi e pensare che le vostre siano tutte menti nobili ed eccelse, ma spero sappiate che non è così. Per voi avete sempre la scappatoia di spostarvi ideologicamente sempre più a sinistra, oppure diventare addirittura sardine, fingendo di non appartenere sempre allo stesso gregge, quello a cui tanti montanari non vogliono appartenere più…

    Antonio D. Manini

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