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Laurearsi al tempo del Coronavirus

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Simone Favali durante la Laurea Triennale

Laurearsi è un traguardo importante. Il giorno della discussione è tra i più importanti della vita: il traguardo di una lunga corsa fatta di ore passate sui libri e di rinunce. Con l’emergenza Covid-19, però, tempi duri anche per chi deve laurearsi. All’aperitivo tra amici, si deve rinunciare dato le norme stringenti; la discussione viene fatta online, lontano da professori e colleghi con cui brindare una volta diventati dottori.

Anche in Appennino un cospicuo gruppo di ragazzi ha dovuto rivedere i suoi piani: nessuna coroncina d’alloro; nessuna festa e nessuna celebrazione.
Tra questi c’è anche Simone Favali, 24 anni di Castelnovo Ne’ Monti.

Inscritto alla facoltà di Ingegneria, vive a Bologna dal 2014 e ha conseguito la laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presso l’Alma Mater Studiorum.

Com’è stato laurearsi via streaming?
Sicuramente è stata una situazione molto strana. La discussione della tesi di laurea e la proclamazione sono un momento importante nella vita di ogni studente, la conclusione di un percorso intrapreso: la modalità telematica ti priva di qualcosa: dell’ansia dei preparativi della giornata, dell’emozione nel prepararti, della gioia nel vedere giungere le persone a te care.

Come si è svolta la discussione?
Mi sono connesso alle 9.00 nella chat virtuale che la commissione ha creato con gli altri miei compagni di corso. Alle 11.30 è stato il mio turno per discutere la mia tesi. Dopo mi sono riconnesso alle 13 per la proclamazione.

Come hai festeggiato? Eri emozionato?
Ho deciso di evitare ogni tipo di festeggiamento se non un pranzo in casa con la mia famiglia. Per una questione anche di rispetto nei confronti della gravità della situazione che ha colpito il nostro Paese e la nostra Regione ho deciso di rimandare i festeggiamenti in un secondo momento, quando l’emergenza sarà terminata. Avrò così occasione di festeggiare con famiglia e amici, più vicini che mai.

Pensi che quando la quarantena sarà finita farai una “seconda cerimonia”?
L’università ha garantito che verrà stabilito un giorno per la proclamazione una volta terminata l’emergenza.

Le misure prese dal governo sono troppo restrittive a tuo avviso?
Sebbene io come tanti di noi non abbia le competenze necessarie per poter giudicare l’operato di un Governo in una situazione di tale drammaticità, credo che ogni misura presa a salvaguardia della vita umana sia da rispettare.

Come stai passando le tue giornate in questo periodo di quarantena?
In questi giorni sono rimasto in casa come tutti cercando di impegnare il tempo in ogni modo: film, chiamate con amici, leggendo, riordinando libri e appunti che finalmente non mi serviranno più.

Dal punto di vista professionale ora cosa farai?
Poco prima di laurearmi avevo terminato un tirocinio in un’azienda di Reggio Emilia. Avrei dovuto ricominciare a lavorare da loro il 16 marzo. Ora la data di inizio è stata posticipata a quando terminerà l’emergenza: aspetto con impazienza l’inizio di quel giorno.

Vorresti restare a vivere in Italia?
Si, il mio desiderio è continuare a lavorare in un ambiente stimolante nel mio Paese.

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4 Commenti

  1. Lo stesso è accaduto alla mia nipotina ( ormai più vecchia dello zio !!!!) ing. Paola Varoli a cui ho potuto regalare soltanto il primo geranio fiorito, delle mie talee…..Ma ci rifaremo….Oh, sì, se ci rifaremo….!!!! BRAVI TUTTI !

    Umberto

  2. Grazie Simone.
    Che bella notizia : rassicurante, di normalita’, di giovinezza, di futuro.
    C’e’ un gran bisogno del coraggio dei giovani, delle loro idee, della loro
    voglia di “domani”. Noi vecchi siamo egoisti ed impauriti e abbiamo bisogno
    di voi. Forza ragazzi!

    Commento Firmato

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