Coronavirus, il Parco Nazionale Appennino: “sospesi i lavori a Bismantova. Ma la memoria di Dante è attuale”

Il Parco Nazionale Appennino ha sospeso il cantiere per il recupero dell’Eremo di Bismantova e ha rinviato l'avvio di quello per il percorso ciclopedonale perimetrale della Pietra.

Questo difficilissimo 25 marzo 2020, verrà quindi rimandata anche la celebrazione della giornata nazionale dantesca... il “Dantedì”. Vogliamo ricordare, tuttavia, il potente richiamo letterario di Bismantova nel canto VI del Purgatorio. È lì, nel poema che ha fondato la nostra lingua, che si trova scritto per la prima volta in italiano il nome Bismantova. È lì, nella Divina Commedia che il grande sasso di arenaria della Pietra - ora parco nazionale - viene associato all’idea del Purgatorio.

Contestualmente all'inaugurazione dell'Eremo è in preparazione un semplice documento pieghevole rivolto ai futuri visitatori, che riassumerà i tratti essenziali della relazione letteraria e storica tra la Pietra di Bismantova e i viaggi di Dante attraverso l’Appennino: dalla Lunigiana all’Emilia.

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Dante Alighieri e la Pietra di Bismantova

Anticipiamo qui alcuni versi hanno unito per sempre Bismantova a Dante e alla Divina Commedia.

Siamo nella seconda cantica, il Purgatorio, e il Poeta per connotare la difficoltà della salita lungo la costa ripida e rocciosa della montagna, cita alcuni luoghi noti per la loro natura impervia e scoscesa: San Leo (nei pressi di San Marino, ai tempi di Dante rupe arida e quasi inabitata), Noli (sulla Riviera Ligure, ai piedi di un monte alto e scosceso, accessibile allora solo per mare) e appunto Bismantova (la montagna di pietra dell’Appennino reggiano “nei pressi di Canossa” come scrivono alcuni commentatori antichi).

E Dante è il primo a menzionarne per iscritto il nome, come lo conosciamo oggi, nella lingua italiana.

Sul piano biografico - e storico – il passaggio di Dante a Bismantova si colloca negli anni che vanno dal 1306, dopo l’esilio da Firenze, al 1315 (quando il Poeta si trovava in Lunigiana, ospite dei Malaspina, o nel Casentino presso i Conti Guidi).”

Il documento si avvale di note e contributi forniti - tra gli altri - da Clementina Santi e Giuseppe Ligabue. 

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